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ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Scrittori, lettori, e il muro di vetro antiproiettile che li separa

article-1299986-0A5D6DA0000005DC-208_468x524Il 19 del mese, al Festival della Letteratura di Manchester, la scrittrice Joanne Harris ha tenuto un discorso che non ha mancato di suscitare polemiche in giro.

Se vi interessa – e credo dovrebbe interessarvi – qui trovate la trascrizione completa della Harris.

Ciò che ha scatenato il dibattito – anche abbastanza fuorioso – sonos tate le due posizioni centrali della Harris nel suo discorso.
In poche parole, l’autrice ha detto che scrivere è un lavoro e che non tutti sono portati a farlo, e ha poi invitato i lettori a stare al loro posto e a fare, appunto, i lettori.

Era ora, che qualcuno lo dicesse (di nuovo).

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Fra folklore, storia e fantasy

Sì, la copertina è abbastanza bruttarella

Sì, la copertina è abbastanza bruttarella

Quali sono i rapporti che legano il paesaggio britannico, le tradizioni popolari, la storia della Gran Bretagna e la letteratura fantastica?

Esistono parecchi libri indispensabili sull’argomento, dallo straordinariamente dotto Albion, di Peter Ackroyd, all’enciclopedico e monumentale The Lore of the Land di Westwood & Simpson.

Il recente 1 The Land of the Green Man, di Carolyne Larrington, rappresenta una alternativa molto più accessibile dei due volumi qui sopra – un buon primo passo per scoprire il folklore delle isole britanniche non solo da un punto di vista storico, ma anche – abbastanza curiosamente – da un punto di vista morfologico. Continua a leggere


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Dialoghi

OK, l’avete visto in giro, probabilmente ne avete sentito parlare in rete: Amazon si appresta ad attivare una funzione che permetterà di commentare le recensioni.

Io ho già detto la mia altrove, e la riassumo qui: no.
Le recensioni esistono per chi legge, non per chi scrive.
Quando ci si riesce, si ringrazia sempre pubblicamente chi ci recensisce – anche quando è ostile – ma non si commentano le recensioni.
Vi piacciono le regole della scrittura?
Beh, questa è una regola1: non si commentano le recensioni.

La discussione sul nuovo servizio Amazon ha tuttavia portato in luce un’altra faccenda complicata.
Molti autori infatti hanno visto nella possibilità di commentare le recensioni una opportunità per avviare un dialogo con i miei lettori2.

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Davvero? Continua a leggere


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Come faccio a farmi prendere sul serio?

crop380w_istock_000003015755xsmall-mathNell’ambito accademico si parla spesso di “Invidia della Matematica” – quella condizione particolare, quella specie di insicurezza che hanno talune materie nei confronti della matematica.
Perché i matematici hanno le equazioni, hanno le dimostrazioni, hanno i teoremi.
È tutto nero su bianco, ci sono dele regole, si ottengono dei risultati che sono numeri. Hard numbers, come si suol dire.
Ma un biologo?
Cos’ha un biologo, di hard?
Ricordo ancora il professor Alvarez, fisico, che definì la paleontologia “Collezionare francobolli”1.

Il che naturalmente è un’idiozia, o se preferite una ultra-semplificazione – ma l’invidia della matematica esiste.
Se non si hanno dei numeri, in ambito scientifico, è difficilissimo essere presi sul serio.
E a me sta bene – dopotutto io sono uno che si occupa di analisi statistiche di dati ambientali, che per gran parte delle scienze naturali rappresentano l’unico modo per avere dei numeri da mostrare – e numeri ben poco hard, ma accontentiamoci.

Un fenomeno affine, io credo, è presente nella narrativa – e potremmo chiamarlo “Invidia del Realismo”.
Si riassume facilmente nella frase che fa da titolo a questo post, e che per i distratti ripetiamo qui di seguito:

Come faccio a farmi prendere sul serio?

Credo che sia la più diffusa e pressante domanda inespressa di chi scrive narrativa d’immaginazione.
E soprattutto di chi legge narrativa d’immaginazione.
Voi non credete? Continua a leggere


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Una volta ogni 27 pagine

Pare che Game of Thrones e A Song of Ice and Fire – la serie TV e i romanzi, in altre parole – abbiano un problema serio.
Stando all’analisi statistica pubblicata dal blog di Tafkar:

Rape acts in Game of Thrones the TV series (to date): 50
Rape victims in Game of Thrones (to date): 29

Rape acts in ASOIAF the book series (to date): 214
Rape victims in ASOIAF (to date): 117

Impressionante, vero?

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Nel caso non aveste voglia di fare i conti, questo farebbe uno stupro e spiccioli per episodio della serie TV (in media) e (sempre in media), uno stupro ogni ventisette pagine nei libri.
E a dire il vero avevo preparato un bel post lungo e dettagliato illustrando il mio punto di vista sulla faccenda.
Ma credo che il discorso che intendevo fare si possa portare avanti meglio in modo diverso, e più costruttivo. Continua a leggere


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Nove pretendenti per un trono

amberLa colpa, sia ben chiaro, è di Angelo Sommobuta Cavallaro, che ha parlato di Nove Principi in Ambra, di Roger Zelazny.
Ed io, da bravo lemming, sono andato sullo scaffale ed ho recuperato il malloppone, The Great Book of Amber, 1246 pagine in formato trade e scritte piccole, che riuniscono sotto un’unica copertina tutti e dieci i libri delle Cronache di Amber.
Delle due Cronache di Amber, ad essere precisi.
Ed ora è qui davanti a me, sulla mia scrivania.
Rileggimi!, mi dice.
E io, No, ho un sacco di cose da leggere e da scrivere. Cose che non ho mai letto prima, cose che voglio scrivere.
Sciocchezze–Rileggimi!, ripete lui.
Sarà un bel duello.
E temo di sapere come andrà a finire. Continua a leggere


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Visite in cambio di insulti – Goodkind vs Martin

o.1436Ieri sera ho avuto una semplice idea geniale.

Perché non scrivere, mi sono detto, un post non troppo lungo e non troppo approfondito – diciamo 440 parole secche – nel quale sostenere che Legend of the Seeker, la serie TV basata su La Spada della Verità di Terry Goodkind, è sostanzialmente meglio – per me – di The Game of Thrones, la serie TV basata su Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, di George R.R. Martin.

LotS_logoFare un post così, non perché io sia convinto della sua validità (per quanto potrei anche esserlo, in fondo resterebbero fatti miei, non credete?), ma semplicemente per portare il conteggio delle visite ad almeno 2000 al giorno per due o tre giorni.
Per fare numeri.

Sarebbe facile.
Si tratterebbe sostanzialmente di ottenere visite in cambio di insulti. Continua a leggere