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ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Il ritorno degli Acquanauti

Vengon fuori strane cose, mentre si cercano indirizzi ai quali spedire dei curricula…

Fu durante la seconda guerra mondiale che Jacques Cousteau cominciò a fare esperimenti con quell’aggeggio che sarebbe poi diventato l’Aqualung – l’apparato per la respirazione subacquea, non il disco dei Jethro Tull.

E tuttavia, da quei tempi gloriosi, meno persone hanno vissuto sotto la superficie del mare in insediamenti stabili, di quante abbiano visitato lo spazio oltre l’atmosfera del nostro pianeta.
Abbiamo avuto più astronauti che acquanauti.
Non che le occasioni siano mancate -a partire dagli anni ’70, una serie di progetti si sono susseguiti, nelle profondità dell’oceano, per valutare la possibilità di stabilire insediamenti stabili.
Ma non ne è venuto fuori nulla.
E se ormai abbiamo apparentemente voltato le spalle all’esplorazione ed alla colonizzazione spaziale, beh, pare che lo stesso valga per l’esplorazione e la colonizzazione subacquea.
Oh, abbiamo una gran voglia di trivellare, di raccattare i noduli di manganese, di sfruttare i giacimenti attorno ai fumatori neri del Medio Atlantico.
Ci scarichiamo molto molto volentieri i nostri rifiuti.
Ma andare a viverci?
Naaa… 

Ma non è scritto da nessuna parte che debba essere per forza così. Continua a leggere