strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Incontri & Conferenze di Febbraio

In occasione della mostra “Dall’ukiyo-e all’illustrazione contemporanea: la grande grafica giapponese”:

Conferenze e incontri convegno “Tra arte e letteratura, tra Italia e Giappone”, 2-5 febbraio 2010, sale dell’Accademia Albertina di Torino, via Accademia Albertina 6


Martedì 2 febbraio, ore 11:00

L’arte orientale a Torino
Interviene: Franco Ricca (direttore del MAO)

Martedì 2 febbraio, ore 15:00
Manga: fumetto e società contemporanea
Interviene: Massimo Melotti (critico d’arte e sociologo)

Mercoledì 3 febbraio, ore 11:00
Calligrafia tra Cina e Giappone: evoluzione grafica della scrittura

Interviene: Kazuko Hiraoka (calligrafa)

Mercoledì 3 febbraio, ore 14:30
Kitsukiba: “dietro le quinte” del progetto della graphic novel italo-giapponese della Pavesio Productions

Intervengono: Fulvio Gatti (editor), Vittorio Pavesio (direttore della Pavesio Productions), Massimo Soumaré (scrittore e traduttore)

Mercoledì 3 febbraio, ore 16:00
Japan in Five Ancient Chinese Chronicles-alle origini del Sol Levante: le più antiche cronache sul Giappone
Intervengono: Massimo Soumaré (autore), Davide Mana (traduttore)

Mercoledì 3 febbraio, ore 17:30

Character & Design: dentro l’industria audiovisiva giapponese
Intervengono: Luca Della Casa (curatore della sezione asiatica del Future Film Festival di Bologna), Stefano Gariglio (critico cinematografico specializzato sull’animazione giapponese e curatore della mostra Manga Impact) e Fabrizio Modina (collezionista e curatore della mostra Manga Impact)

Giovedì 4 febbraio, ore 10:30

Volpi magiche e spiriti inquieti nell’età di internet: influenza della narrativa fantastica classica e del folklore tradizionale giapponesi sui mezzi di comunicazione di massa contemporanei

Interviene: Massimo Soumaré (scrittore e traduttore)
Giovedì 4 febbraio, ore 12:00

Letteratura contemporanea giapponese: presentazione dell’antologia Foglie multicolori – Racconti dal Sol Levante e del progetto ALIA6 della casa editrice CS_libri di Torino

Intervengono: Reiko Hikawa (scrittrice), Fabio Lastrucci (scultore, illustratore e scrittore), Federico Madaro (traduttore), Davide Mana (scrittore e traduttore), Massimo Soumaré (scrittore e traduttore), Silvia Treves (scrittrice e direttrice editoriale della CS_libri)
Giovedì 4 febbraio, ore 14:30
Parole immaginate: piccolo viaggio intorno a segni e narrazioni
Interviene: Fabio Lastrucci (scultore, illustratore e scrittore)

Giovedì 4 febbraio, ore 15:45
L’arte di Akemi Takada: dimostrazione di disegno

Interviene: Akemi Takada (illustratrice)

Giovedì 4 febbraio, ore 17:45

Amici immaginari-L’Occidente nel fantasy giapponese e il Giappone nel fantasy occidentale: streghe e miko, cavalieri e samurai

Intervengono: Davide Mana (scrittore e traduttore), Reiko Hikawa (scrittrice)
Venerdì 5 febbraio, ore 10:00
Matatabi: viaggio immaginario a Edo
Interviene: Giorgio Arduini (criminologo)

Venerdì 5 febbraio, ore 11:30
Attori Kabuki e loro ritratti
Interviene: Akane Fujisawa (esperta di teatro tradizionale e cultura giapponese premoderna)

5 febbraio, ore 14:00

L’arte di Minae Takada: dimostrazione di incisione su rame

Interviene: Minae Takada (illustratrice)

Venerdì 5 febbraio, ore 16:00

L’ukiyo-e e la moda di Edo: l’ukiyo-e come mass media

Interviene: Murasaki Fujisawa (esperta di arte giapponese e di cultura del Periodo Edo)

Venerdì 5 febbraio, ore 17:45

Il bacio della Donna Serpente: percorsi iconologici nel Femminile allarmante tra Oriente e Occidentedagli stereotipi alla fascinazione esotica

Intervengono: Franco Pezzini (saggista e critico), Massimo Scorsone (filologo)

* Potrebbero esserci dei cambiamenti d’orario, nel qual caso saranno prontamente segnalati nella presente pagina.


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Per chi l’ha visto e per chi non c’era…

E così ieri la mostra di grafica giapponese ospitata dall’Accademia Albertina di Torino ha preso il via.
Conferenza stampa davanti ad una nutrita schiera di giornalisti.
Riprese televisive.
Affollatissima inaugurazione ieri sera.

Quelle che seguono sono alcune considerazioni messe insieme chiacchierando con alcuni dei partecipanti all’inaugurazione, con i congiurati che hanno reso possibile la mostra, con supporter e sponsor.
Un pork chop express alla giapponese, insomma.
Un sushi di delfino.
Trattandosi delle opinioni di uno dei curatori, andranno ovviamente prese con le dovute riserve.
ma siete grandi, ormai, saprete come valutare ciò che segue…

Punto 1 . La mostra “Dall’ukiyo-e all’illustrazione contemporanea: la grande grafica giapponese” è colossale.
OK, lo sapevamo, guardando i dati sulla carta, ritirando e disimballando i pacchi arrivati dal Giappone, discutendone fra di noi in fase di elaborazione.
Ma vedere i trecento pezzi esposti nelleloro cornici, illuminati come si deve, disposti lungo percorsi tematici tanto sottili da essere quasi subliminali…
L’impatto di trovarsi al cospetto di una tale concentrazione di talento e tecnica…
Wow!

Il che ci porta direttamente al

Punto 2 . i ragazzi dell’accademia che con il professor Raffaele Mondazzi hanno materialmente allestito la mostra, martellandosi le dita nel piantare i chiodi, rischiando la decapitazione nell’inserire le lastre di vetro nelle cornici, e sostanzialmente facendo un lavoro improbo con tempi strettissimi e intanto frequientando i corsi dell’Accademia, e poi si sono pure sciroppati il servizio d’ordine, sono gli eroi troppo poco celebrati di quest’intera avventura.
Un grazie da parte mia, e da parte di tutti i curatori ed i visitatori, è il minimo.

Il che ci porta al

Punto 3 . È stata una valanga colossale di lavoro, svolto assolutamente gratis, da parte di tutti, ed è incredibile quanto ci sia da fare per raccattare trecento opere d’arte di altissimo livello, la maggior parte provenienti dall’altro capo del mondo, appenderle alle pareti di alcune sale e farci passare davanti il popolo affinché possa meravigliarsi e trasecolare.
Davvero, detto così pare nulla, ma è un lavoro colossale.
E, dannazione, non finisce il giorno in cui si aprono i battebnti e si lascia entrare il pubblico.

Da cui, il fondamentale

Punto 4 . Il pubblico resta senza fiato, ed è giusto che sia così.
Ed è bello, e interessante, da un punto di vista strettamente antropologico, il fatto che a restare affascinati siano individui che nulla sanno di arte o cultura giapponese, che mai hanno letto un fumetto, guardato consapevolmente un cartone animato o giocato un gioco alla Playstation.
La bellezza, oggettiva, delle tavole – anche le più grottesche, anche quelle che ritraggono orrori lovecraftiani o incubi shintoisti – è tale che le considerazioni culturali, i filtri a posteriori si spengono.
E la reazione rimane … Wow!

Ed in fondo, questo ci porta quasi automaticamente al

Punto 5 . … ed è un bene che i filtri culturali non contino, poiché coloro i quali tali filtri li posseggono, e li sbandierano quasi quotidianamente, e tormentano i media con manifesti, dichiarazioni d’intenti, lettere pietistiche all’editore e rivendicazioni varie, brillano qui ed ora per la loro latitanza.
Dove sono gli otaku, i mangamaniaci, i matroska-dipendenti, i cosplayer d’assalto, quelli che ci hanno francamente triturato in polvere fine gli zebedei dibattendo per l’eternità ed oltre dei meriti culturali di Kimagure Orange Road rispetto a Maison Ikkoku, tentando invano di decidere se Mazinga sia meglio di Ken il Guerriero…?
Eppure allignano abbondanti in Torino e provincia.
Non se ne vede traccia.
Nessuna risonanza hanno dato sui loro blog e siti web all’iniziativa.
Non hanno chiesto informazioni.
Non hanno espresso opinioni – per lo meno pubblicamente.
Tra loro, probabilmente, si staranno dicendo che alla mostra non ci sono stati e non si andranno, ma che comunque se l’avessero fatta loro l’avrebbero fatta meglio.

Ed è grande a questo punto vedere invece emergere dalle cantine nelle quali si riuniscono come carbonari per parlare di zen e calligrafia, tiro con l’arco e taoismo, gli Orientalisti Torinesi, una strana accozzaglia di menti acute e curiose, che da anni se ne stanno ai margini, infischiandosene del fracasso degli otaku e del sussiego polveroso dell’Università (altra entità misteriosamente assente).
Gli Orientalisti Torinesi ci sono tutti.
Si ri-incontrano magari dopo diec’anni, e si godono la serata.
Li riconoscete facilmente – sono quelli che al buffet usano le bacchette, o che il buffet lo snobbano, continuando piuttosto a chiacchierare di Shinto di Stato e cultura post-bellica giapponese.

Ieri è stata una giornata massacrante.
Ed è stato divertentissimo.
Grazie per avermi permesso di partecipare.

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Il secondo libro dell’anno

Il secondo libro dell’anno è – naturalmente – il libro del piano rialzato, letto la sera prima di addormentarmi o nelle ore di insonnia della notte invernale.
Autostop con Buddha – Viaggio attraverso il Giappone è un libro stropicciato e malandato.
Acquistato nuovo, vergine e fragrante dal mio libraio di fiducia, il corposo tascabile Feltrinelli si è istantaneamente arricciato per l’umidità, stortagnato per il trasporto in borsa sul treno, spiegazzato pagina dopo pagina mentre lo leggevo.
È come se l’idea di vaga trasandatezza che l’autore Will Ferguson tende a dare di sé si fosse in qualche modo appiccicata al volume, coinvolgendolo in un lento, inesorabile decadimento fisico.
Ora, rinchiuso in una scatola insieme ad altri tascabili suoi fratelli, finirà con l’incancrenirsi definitivamente e quando lo tirerò fuori, fra qualche anno, parrà qualcosa di recuperato dalla risacca.

Autostop con Buddha è un buon libro di viaggi.
L’idea di Ferguson, insegnante di Inglese nell’estremo sud del Giappone, è semplice – spostarsi verso nord, verso l’Hokkaido, facendo l’autostop, e seguendo la lenta avanzata del fronte della fioritura dei ciliegi, un evento centrale nella cultura e nella vita quotidiana dei giapponesi.
Ferguson non è il primo, sul mio scaffale, a seguire la strada verso nord lungo il Paese del Sol Levante.
C’è stata per prima Leslie Downer, che negli anni ’80 seguì il pellegrinaggio del poeta Matsuo Basho – il primo libro di viaggio sul giappone che mi capitò di leggere.
E c’è Alan Booth, col suo Looking for the Lost, una serie di peregrinazioni alla ricerca di quegli elementi tradizionali del Giappone che stanno ormai scomparendo.
Ma Ferguson non possiede né il lirismo della Downer né il pragmatismo un po’ cinico di Booth.
È solo un insegnante di lingue canadese un po’ scazzato, che soffre per l’isolamento al quale gli occidentali vengono sottoposti in Giappone, stanco di essere perennemente sbertucciato da personaggi da operetta che lo apostrofano con “Oi, gaijin!”, e da lì è tutta discesa.
Il suo pellegrinaggio – che lo porta a visitare luoghi splendidi e ad incontrare personaggi straordinari, è tuttavia a tal punto costellato di sobborghi squallidi e personaggi ridicoli, è a tal punto condito dalla passiuone dell’autore per il sarcasmo, da assumere i toni della tragicommedia.
Il viaggio di Ferguson diventa perciò un’esperienza frustrante all’estremo, nella quale l’autore si trova a confrontare una bellezza quasi inesprimibile, ma sentendosene comunque escluso.

Né ci dobbiamo sorprendere.
Per molti, troppi anni gli occidentali, visitatori privilegiati, si sono lasciati affascinare dall’Oriente Misterioso, restandone sedotti e sorvolando – come si conviene in certi casi – su difetti e spiacevolezze.
Ora, la generazione di Ferguson privilegi ne ha ben pochi – se non il dubbio piacere di fermare il traffico nei piccoli paesi dove “Henna Gaijin!” è quasi l’espressione di rito.
L’amarezza ha preso il posto della fascinazione, ed il ritratto del Sol Levante, non più idilliaco, si tinge di risentimento.

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Artisti Giapponesi a Torino, e oltre…

Questo è un annuncio al quale tengo in maniera particolare.
Due anni di lavoro e di avventure stanno per arrivare alla loro logica conclusione.
O se preferite, cominciano a cominciare.

Da due anni, infatti, un gruppo di professionisti ed appassionati di arte e di storia orientale, lavora per creare uno dei più originali e importanti eventi artistici degli ultimi anni.
E non ce lo diciamo da soli – il fatto di godere dell’appoggio della Japan Foundation, dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, dell’associazione Porti di Magnin di Mondovì (Cn) e della International Ukiyo-e Society giapponese testimonia il fatto che è stato durissimo, ma abbiamo fatto un gran lavoro.

Si comincia a ottobre, presso gli spazi espositivi della associazione Porti di Magnin di Mondovì, con una esposizione di emakimono del periodo Edo, appartenenti alla Collezione Ugo Mondazzi.
Un’occasione per scoprire tanto una forma di arte strettamente legata alla letteratura quanto una delle realtà culturali (l’associazione ospitante) più vivaci e meno conosciute della nostra regione.

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A seguire, nel gennaio 2010, l’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino ospiterà una mostra sull’illustrazione giapponese che vedrà i pezzi migliori fra gli ukiyo-e della Collezione Ugo Mondazzi affiancarsi alle tavole illustrate originali di alcuni dei più importanti illustratori giapponesi contemporanei – ABe Yoshitoshi, Kugatsuhime, Takada Akemi, Takada Minae, Terada Katsuya, Tsukishiro Yûko, Yamada Akihiro, Yoneda Hitoshi.

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Certo, è un bel salto dalle stampe del periodo Edo alla CGI degli ultimi anni – e per facilitare la transizione, ed allargare il discorso, nei giorni della mostra torinese si terrà un convegno internazionale su arte grafica e letteratura, articolato in tavole rotonde e lezioni pubbliche, al quale parteciperanno ospiti internazionali.

Per i dettagli esiste un sito internet aggiornato mano a mano che gli eventi evolvono.
Fateci un giro.
Lì trovate le date, le mappe, le biografie dei congiurati e degli ospiti, alcune tavole di esempio, dei download, dei banner, una libreria on-line (teniamo famiglia…).
Presto sarà disponibile un press-kit.
Poi verranno gli atti del convegno.
Le foto.
E poi tutto quello che riusciremo a metterci, per fare in modo che chi non può venire di persona possa partecipare almeno un minimo.
Il sito esiste anche in inglese – ditelo ai vostri amici anglofoni.

È stata una lunga corsa, una serie di volteggi perloppiù senza rete.
Ed è dannatamente gratificante riuscire a dimostrare che è possibile creare qualcosa di importante, grande e bello, e condividerlo con gli altri a costo zero (una benedizione silenziosa ai nostri sponsor), senza doversi appoggiare a poteri più o meno forti, senza scendere a strani compromessi con baronie, senza accettare ricatti.
Siamo tutti stanchissimi e soddisfatti.
E non abbiamo neanche ancora cominciato.

Più avanti posterò impressioni ed idee su questo, che è il più colossale progetto di tipo skunkworks al quale io abbia partecipato.
Ma per ora, mi limito a questo annuncio.
Spargete la voce.

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Giornalismo d’assalto

Per lo meno di assalto al buon gusto.

Riporto qui sotto il testo integrale di una lettera inviata dall’Ambasciata del Giappone in Italia al direttore del quotidiano Il Giornale.

Egregio Direttore,
ci riferiamo all’articolo apparso sul Vostro giornale il 30 aprile a p. 16, intitolato “Lambertow premiato dai giapponesi”. Nel medesimo si legge “Lambertow fa incetta di consensi tra i musi gialli giapponesi”.

E’ ben accetta l’attenzione prestata alla notizia del conferimento dell’onorificenza al Senatore Dini da parte del Giappone. Tuttavia, riteniamo che l’espressione utilizzata per identificarci, ossia “musi gialli”, abbia una connotazione dispregiativa e molto negativa. Segnaliamo che l’espressione non sarebbe neppure necessaria nel contesto, quindi il suo utilizzo è totalmente gratuito. Inoltre, tale espressione così grossolana non ci sembra consona né all’altezza di un giornale come il Vostro, a tiratura nazionale e con una sua tradizione nel giornalismo italiano.

Pertanto, richiediamo quanto prima una spiegazione a scopo di rettifica sull’espressione “musi gialli giapponesi” come apparsa sul Vostro giornale.

Attendendo una Sua risposta in merito, Le porgiamo distinti saluti.

La lettera è firmata dal Ministro e Vice capo della missione giapponese in Italia.
La buonanima di Indro Montanelli – che non era farina da fare ostie, ma per lo meno era un professionista – si sta probabilmente rotolando nella tomba.

E ora c’è qualcuno là fuori che sta per saltar sù e dire “Eh, sì, ma poi loro chi chiamano henna gaijin!… ma poi loro dicevano che tutti gli italiani sono stupidi!… ma poi loro hanno bombardato Pearl Harbor!… ma poi… ma poi…”

Anche ammettendo tutto questo, basta ciò ad autorizzarci a fare a nostra volta la figura degli imbecilli?

Attendiamo l’ormai tradizionale dichiarazione ufficiale per la quale il testo originale è stato frainteso.
Ovviamente in buona fede.
Noi amici.

Che paese di buffoni.

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Apparizione pubblica

L’idea era quella di organizzare la più articolata mostra di grafica e illustrazione giapponese mai messa in piedi in Italia.
O altrove.

un percorso storico dell’evoluzione dell’arte giapponese dagli Ukiyo-e fino alla moderna illustrazione fantastica tramite diverse centinaia di lavori originali. Accanto alle stampe di nomi ben noti quali quelli di Hiroshige, Hokusai, Utamaro e tanti altri sara’ possibile vedere rari emakimono e numerose illustrazioni di ben quindici illustratori contemporanei nipponici di fama internazionale.
[…] in concomitanza con la mostra sono previsti in tutto il Piemonte numerosi eventi culturali legati al Giappone che vedranno anche la partecipazione di scrittori ed autori giapponesi, americani ed italiani.

https://i0.wp.com/www.geocities.com/yinyang_online/ukyoe2.jpg
Dopo alcuni mesi di discussione e pianificazione, contatti internazionali e trattative con varie incarnazioni l’amministrazione cittadina, ora siamo al dunque, o così pare.

Venerdì 12 settembre 2008, a Palazzo Lascaris, Torino, si terrà una breve ma sostanziosa conferenza pubblica di presentazione del progetto….

alla presentazione interverranno tra gli altri Gianfranco Torri, docente della facolta’ di design del Politecnico di Milano e del corso di comunicazione visiva dell’Universita’ di Torino, le professoresse Murasaki Fujisawa e Akane Fujisawa, rinomate esperte e docenti nel campo dell’ Ukiyo-e e della storia del periodo Edo (1603-1867)

… oltre al noto (e spesso frequente su queste pagine) yamatologo Massimo Soumaré (al quale abbiamo soffiatole due citazioni qui sopra), ed al sottoscritto.

Se vi capita di essere da queste parti, fate un salto a Palazzo Lascaris.
Sarà interessante.


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Alia Giappone è Fuori!

Ricevo notizia e la giro volentieri

È disponibile da oggi, 20 giugno 2008, il primo
dei tre volumi di ALIA 2008, «ALIA Sol Levante», interamente dedicato agli
autori di fantastico e di fantascienza giapponesi.
Il volume – di XXX+186 pagine, con copertina di Suemi Jun e cinque tavole fuori testo, verrà posto in vendita al prezzo di € 14,00, con lo sconto del 15% per i soci della C.S. Coop. Studi e per gli abbonati alla rivista LN-LibriNuovi e lo sconto del 30% per tutti coloro che l’hanno a suo tempo prenotato.
Ringraziando per la pazienza per la lunga attesa (…16 mesi…), vi aspettiamo,
La « squadra » di ALIA

Indice del nuovo volume:
i “Dove stiamo andando: fare il punto di Silvia Treves

xi Tra fanciulle dell’estate e samurai robot marziani di Massimo Soumaré

p. 3 La ragazza dell’estate di Hayami Yûji

11 L’ombra bianca di Hikawa Reiko

33 La storia del paradiso delle tartarughe di Kitano Yûsaku

47 L’uomo che guarda il mare di Kobayashi Yasumi

71 Diario di un computer di Kurimoto Kaoru

93 All’aurora, lui giunge dalle fantasticherie di Makino Osamu

109 Il gatto uovo di Minagawa Hiroko

123 Granelli di Shibata Yoshiki

139 Nancy Gordon di Marte di Tanaka Hirofumi

155 La spia che stava in cucina di Tsutsui Yasutaka

175 L’adipocera di Yamada Masaki


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Novità sul fronte Alia

aliagCopio direttamente dal sito di Massimo Soumaré (è così che si fa, giusto?)

Una notizia che mi riguarda…

La narrativa fantastica giapponese contemporanea: una tradizione ultramoderna

Un incontro con una delle piu’ vive e innovative aree letterarie dell’Estremo Oriente. Intervengono: Massimo Soumare’, traduttore e curatore sezione ALIA Giappone, Silvia Treves, curatrice collana ALIA

-Dove: Punto prestito “Gabriele D’Annunzio” – TORINO

-Quando: venerdi’ 6 giugno 2008

-Orario: 21.00

-Contatti: tel. (+39) tel. 0114439350 – Punto prestito “D’Annunzio”

-Prezzo: gratuito

-Pubblico: tutti

-Rassegne: In biblioteca 02/08

-Enti organizzatori: Biblioteche Civiche Torinesi