strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Trentesimo giorno, lezioni ventinove e trenta

aisukuriimu___bookmark_by_mooglegurl-d3dwaspI katakana – l’alfabeto sillabico che i giapponesi usano per le parole straniere.
Ricordo ancora quando, in terza media, li imparai da solo usando l’enciclopedia e i titoli dei cartoni animati.
Sembra sia passato un millennio.
La lezione ventinove presenta anche un piccolo dizionario di parole straniere – e se capire che banana vuol dire banana o che aisukuriimu vuol dire gelato, non è poi così orribile, quando si arriva a cose come waapuro (word processor), infure (inflazione) oppure oeeru (“office lady”), è chiaro che è molto meno facile.
E probabilmente più divertente.
L’ultima lezione ci fornisce una infarinatura sui kanji, gli ideogrammi – quelli per i numeri, ad esempio, i giorni della settimana, i mesi.
E questo è quanto.
Forse come Tarzan, ma ora siamo in condizione di cavarcela in giapponese.

O così sostiene il manuale.


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Ventottesimo giorno – ventiseiesima e ventisettesima lezione.

lDoppio spettacolo.
Nella lezione 26, impariamo a esprimer e desideri e condizioni.
Per dire voglio…, si trasforma il verbo in masu, facendolo diventare in -tai desu.
Ringo o tabemasu. Mangio la mela.
Ringo ga tabetai desu. Voglio mangiare la mela.
Ma anche, Ringo ga tabetaku nai desuNon voglio mangiare la mela.
Oppure, Ringo ga tabetakatta desuvolevo mangiare la mela.
O, volendo buttarla sul biblico, Ringo ga tabetaku nakatta desu.
Non volevo mangiare la mela.

E poi, nella lezione 27, le cose si fanno veramente complicate – e ci occupiamo di proposizioni relative.
Se metto un -tai in coda a un verbo, questo assume il significato di ciò che voglio/vorrei
Tabetai ringola mela che voglio mangiare.
Che pare semplice, ma diventa molto confuso nelle frasi più lunghe e complesse: Boku wa tabetai kudamono o kaimasu, Compro la frutta che voglio mangiare.
E poiché il tempo è poco, e la lingua complessa, chiudiamo con gli aggettivi in -i e in -na, al passato.
Whew.


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Ventiseiesimo giorno, venticinquesima lezione*

nbl14Preposizioni, aggettivi e pronomi,  altre espressioni interrogative.
Chi, dove, cosa, quando…
Dare, doko, nani, itsu…
Ma qualcuno, qualcosadareka, doreka (facile scambiarli e dire sciocchezze).
Ma poi dare demo vuol dire chiunque, itsu demo, in qualunque momento.
E dare mo significa nessuno  – per cui è facile capire cosa possa essere itsu mo.
È solo questione di imparare a memoria le particelle elementari e combinarle nella maniera appropriata.
Boku wa nan demo tabemasu.
Io mangio qualsiasi cosa.

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* Per un errore nella programmazione dei post, è stata saltata una lezione.
Vedremo di recuperare nel weekend.

 


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Venticinquesimo giorno, ventiquattresima lezione

study_hard_CL011Un po’ di entusiasmo, finalmente!
L’imperativo, che si può anche usare come espressione di entusiasmo, si costruisce sostituendo -masho a -masu nei verbi.
Asobimasho!
Giochiamo!
Ma esiste anche una formula più ortativa, in -nasai –  bekyoo shinasai.
Studia!
E poi c’è davvero poco altro in questa lezione, a parte una pagina sulle ferrovie giapponesi.
Ma sta per cominciare l’ultima settimana – e poi saremo soli col giapponese.


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Ventiquattresimo giorno, ventitreesima lezione

futureisjapanIl futuro è noioso.
Nel senso che – come in italiano – per i verbi in –masu il futuro è come il presente.
L’anno prossimo andrò a Tokyo = l’anno prossimo vado a Tokyo = Rainen Tokyo e kimasu.
Le cose si complicano appena appena col verbo desu – essere nel senso di identità – che per il futuro diventa ni narimasu.
Fine.
Beh, no, ok, ci sarebbe un sacco di altra roba, ma di fatto questo corso offre una grammatica semplificata, per cui può bastare questo.
Tanto che per portare la lezione al numero standard di pagine, ci sciroppiamo due paginette sulle credenze religione giapponesi e una breve introduzione al Natale e Capodanno.


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Ventitreesimo giorno, ventiduesima lezione

tumblr_m0t3dz9X471r1s3t1o1_500Il tempo, passato, presente e futuro.
Kinoo, kyoo, ashita – ieri, oggi e domani.
Ma c’è il trucco – in una gran parte dei casi, per indicare diversi momenti del tempo, basta aggiungere un prefisso a giorno, mese, anno – kon-, mai-, rai- e sen-… questo, ogni, il prossimo e il passato.
E spero apprezziate il fatto che la desinenza mai- significa sempre (asa =  mattino, maiasa = tutte le mattine).
Poi vediamo le forme del passato, ma qui le le cose si complicano – poiché se fare il passato dei verbi pare abbastanza banale (ci metto un deshita dopo), il problema è che in giapponese gli aggettivi si possono mettere al passato.
Omoshiroi desu – è interessante.
Omoshirokatta desu – era interessante.
Omoshiroku nakatta desu – non era interessante.
Oho!
Toccherà studiare a memoria.

 


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Ventiduesimo giorno, ventunesima lezione

typhoon-melor-japanjpg-2ec78e8ea2a9aa4d_largeE le cose si complicano – verbi transitivi e intransitivi.
Con quelle belle cosine tipo hajimemasu (io comincio qualcosa) e hajimarimasu (qualcosa comincia).
Quindi ancora una lunga lista di verbi da imparare a memoria.
E poiché di qualcosa si dovrà pur parlare – tutti i vocaboli per parlare del tempo.
Ame ga furu – già, da oggi pomeriggio, che pare novembre.
E per chiudere, l’intricata questione di quando usare la particella wa più il verbo, e quando usare la particella ga più il verbo.
Che non è che ci sia proprio una regola.
Diciamo più delle linee guida.
E, assolutamente indispensabile, il verbo wakarimasu – capire.
Da cui, Sumimasen, wakarimasen.


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Ventunesimo giorno, ventesima lezione

learning-spanish-for-beginners-ser-vs-estar-cat-on-tableBasu ni norimasu – ovvero, prendiamo l’autobus.
La ventesima lezione è quella dei complementi di luogo e di mezzo.
E quindi via con le preposizioni – ue, soto, shitasopra, fuori, sotto.
E poi i verbi per andare, salire, scendere, spostarsi.
E prima e poi, e poi le direzioni – avanti, indietro, a destra a sinistra.
Koosaten o migi e magarimasu all’incrocio gira a destra.
E possiamo finalmente dire the cat is on the table, però in giapponese: teburu no ue ni neko o arimasu.
È un traguardo fondamentale in qualsiasi lingua.