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Marlene, di Marlene Dietrich

[disclaimer – questa recensione è basata su una copia in formato Kindle del volume, fornitami cortesemente dall’editore proprio allo scopo di recensirla, e viene postata in due lingue per rendere la cosa un po’ più interessante]

Marlene Dietrich è stata un’artista e un’icona.
La sua immagine è familiare anche per coloro che non hanno mai visto un suo film, anche per coloro che non guardano abitualmente film in bianco & nero.
La Dietrich ha interpretato film fondamentali, diretti da giganti della regia.
Insieme con la Garbo, rappresenta tutto ciò che di sensuale esisteva in una certa epoca.
Ed è stata l’argomento di infinite biografie.
È perciò estremamente piacevole imbattersi in una biografia della Dietrich che si disinteressa alla leggenda e si pone come intima e personale nei confronti della donna e dell’artista.
Non ci si deve sorprendere se tale biografia è in effetti una autobiografia, scritta dalla Dietrich con l’intento dichiarato di disinnescare e correggere  un sacco di leggende piuttosto dubbie riguardo alla sua carriera, la sua vita e le sue scelte.
Ciò che troviamo in Marlene (appena uscito per i tipi della Open Road Media) è l’autoritratto di una donna estremamente intelligente e raffinata – una persona che quasi per caso si è trovata a prestare il proprio volto ed il proprio corpo ad alcune delle donne più scollacciate e seducenti della storia del cinema.
Scopriamo una donna animata dalla passione per la vita e ingenuamente distaccata dal proprio lavoro, non tanto insicura riguardo alla propria bellezza quanto indifferente ad essa. Con tono piacevolmente ironico, la Dietrich condivide dettagli sulla sua vita, le sue opinioni su arte e letteratura, le sue decise scelte politiche, ed i suoi ricordi sulle persone al fianco delle quali ha lavorato.
Joseph von Sternberg torreggia come principale mentore e influenza artistica sulla Dietrich, e leggere delle avventure di Marlene ci permette di sbirciare dietro le scene, durante le riprese di capolavori come L’Angelo Azzurro e Morocco.
Una gioia straordinaria per gli appassionati di cinema, ed una lettura estremamente divertente e a tratti commovente per chiunque fosse interessato alla vera donna dietro allo sfavillare della leggenda.
Vivamente consigliato.

Marlene Dietrich was an artist and an icon.
Her looks are familiar even with those that never saw one of her movies, even with those that normally avoid black & white cinema.
Dietrich was in landmark movies, directed by giants among directors.
Together with Garbo, she has come to represent all that was sensual about an era.
And she’s been the subject of uncounted biographies.
It is therefore highly refreshing to find a Dietrich biography which cuts through the legend and gets up close and personal with the woman and the artist.
Unsurprisingly, such a biography is in fact an autobiography, penned by Dietrich herself with the open purpose of defusing and setting straights a lot of dubious myths about her career, her life, her choices.
What Marlene (fresh from Open Road Media) gives us is a self-portrait by a highly intelligent, refined lady – someone that almost by chance happened to lend her face and her body to some of the raciest, most seductive and risqué women in movie history.
We discover a woman with a passion for life and a somewhat bemused detachment from her job, not so much insecure about her beauty as dismissive of it. In a pleasant, ironic tone, Dietrich shares details of her life, her opinions on art and literature, her strong political stance, and her reminiscences about the people she worked with.
Joseph von Sternberg stands out as Dietrich’s main influence and mentor, and reading about Marlene’s experiences allows us to peek behind the scenes during the filming of such masterworks as The Blue Angel or Morocco.
An extraordinary treat for the film buff, and a highly entertaining, moving experience for anyone interested in the true woman behind the glitter of the legend.
Highly recommended.