strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Una malattia da curare il prima possibile

Segnalo con molto piacere l’uscita di una nuova Storia Fuoriserie del mio conterraneo Fabrizio Borgio, che vive qui fra le colline dell’Astigianistan, e da sempre osserva con un occhio spietato gli orrori di questi luoghi.

La Festa di Leva è un piccolo, crudele gotico rurale, che va a ricollegarsi a molti dei discorsi che spesso io e Fabrizio abbiamo fatto in passato, davanti ad una pizza o a un piatto di farinata. È un esempio, quasi un campione da laboratorio di quell’atmosfera mentale che fa delle nostre campagne un luogo in cui l’orrore reale supera senza particolari sforzi quello dell’immaginazione.
Un’atmosfera culturale che vede nella gioventù una sorta di incidente di passaggio, una malattia da curare il prima possibile, per poi consegnare il resto della propria esistenza ad un conformismo vecchio di un secolo, o forse di più – una “normalità” che è capace di annientare l’anima delle persone.

Il racconto di Fabrizio è disponibile online per il prezzo di un caffé.
Si legge rapidamente, e resta a lungo nella nostra memoria – specie se siamo così fortunati da vivere in campagna.