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ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Paura & Delirio, episodio 13: La Forma dell’Acqua (2017)

Nel 2017, Guillermo del Toro (e non Benicio, come scrissero alcuni giornali) spazzolò tutti i premi sulla piazza, dal Leone di Venezia all’Oscar passando per i Golden Globe, con una storia romantica su una donna delle pulizie che si innamora di un uomo pesce.
E quando con la mia complice Lucia abbiamo chiesto agli ascoltatori di Paura & Delirio di votare quattro film a tema acquatico per la nostra rassegna estiva, La Forma dell’Acqua è arrivato terzo.

Ora il podcast sul film di Del Toro, registrato ieri notte col favore delle tenebre, è online, ed è come al solito zeppo di

S P O I L E R

oltre ad arrivare pericolosamente vicino all’ipotesi di spiegare il finale.
E ci faremo probabilmente un sacco di amici avendo toccato tutta una serie di argomenti che le persone per bene non discutono quando discutono di fantasy.

E come si può intuire, ci siamo divertiti molto a registrare questo episodio – ci auguriamo che voi vi divertiate altrettanto ad ascoltarlo.

Buon ascolto!


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Un monolito pieno di mostri

I buoni omaggio che periodicamente i nostri fornitori ci regalano a fronte di anni di spese devastanti, hanno due fondamentali difetti.
Il principale difetto dei buoni omaggio è che scadono.
Seguito a ruota dal fatto che il vostro buono sarà sempre o eccessivo rispetto a quella sciocchezza che volevate acquistare, o insufficiente a far rientrare nel vostro budget quella meraviglia che onestamente non potreste permettervi.

dk_monsters_bookÈ stato un buon colpo di fortuna, quindi – accompagnato dal suggerimento di un’amica – che un buono in scadenza di Amazon mi ha fatto arrivare a casa una scatola delle dimensioni di una bara per vampiri pigmei, con all’interno Monsters in the Movies, un monolito nero scritto, con evidente gusto e divertimento, da John Landis.

Monsters in the Movies è esattamente ciò che dice l’etichetta – una monumentale retrospettiva sulla figura del mostro nel cinema d’immaginazione, senza analisi approfondite, ma anche senza gli sbrodolamenti da fan del genere (per quanto Landis metta subito in chiaro di esserci cresciuto, con queste pellicole).
Dai capisaldi degli anni eroici, alle produzioni cormaniane, fino ai grandi baracconi pieni di effetti digitali, c’è una buona selezione di quello che è, se vogliamo, il meglio del genere.

Il risultato è un libro visivamente molto bello, e con molta più polpa di quanto non si potrebbe sospettare.
Ci sono fotografie di scena, immagini classiche, riproduzioni di locandine, ordinate cronologicamente all’interno di ampie categorie – vampiri, licantropi, dinosauri, mummie, mostri umanoidi, creature venute dallo spazio, terrori atomici eccetera…
Non manca, ed è particolarmente interessante, una galleria finale con i professionisti del cinema di mostri – non solo i registi e gli uomini (e le donne) degli effetti speciali, ma anche costumisti, truccatori, tecnici del suono che nel corso dei decenni hanno contibuito a definire il genere.

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Landis ha un buon taglio (e un buon editor), conosce evidentemente ciò di cui sta parlando, ha accesso a una notevole collezione di materiale fotografico, e infila nel volume anche una serie di interviste a personaggi storici del cinema di genere, da Christopher Lee a John Carpenter, da Sam raimi a Guillermo del Toro passando per Ray Harryhausen.JohnLandisMonsterBookLaunch

Bello da vedere, quindi, e altrettanto bello da leggere.
E il quiz pagina 160 è semplicemente diabiolico.
Difetti?
La stazza.
Non è esattamente tascabile, e leggerlo a tarda notte, a letto, col rischio dell’abbiocco dopo una lunga giornata, significa rischiare seri traumi fisici.

Grande libro sul cinema, e sull’amore per un certo tipo di cinema, senza deliri pseudo-intellettuali e senza sbrodolamenti da fanboy.
Landis è divertente sia quando liquida con una battuta pellicole esecrabili (l’orrido Transylvania 6-5000 viene giustiziato sommariamente con la complicità di Bugs Bunny), sia quando si prende una pagina per sintetizzare le tappe principali dello sviluppo di un sottogenere.
Nel complesso, quindi, un ottimo volume, e un buono sconto speso benissimo.


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Follia alle Montagne

Era destino.
Si sparge la voce che la vecchia squadra sta per riunirsi e giocare Beyond the Mountains of Madness, ed ecco che il mondo dei media si attiva.

Da anni Guillermo del Toro minacciava di girare un film basato sul classico lovecraftiano At The Mountains of Madness.
Ora, saputo che stiamo prendendo appunti e preparando schede dei personaggi, Del Toro ha confermato che girerà il film.
E per non sfigurare nell’ovvio confronto con la nostra avventura, non lo girerà da solo.
Lo girerà con James Cameron.
In 3D (il film, non Cameron).

Cameron dovrebbe limitarsi a produrre, ma considerati i precedenti, è ragionevole aspetatrsi riprese on location in Antartide.

Il progetto, tuttavia, rimane vago:

Since he left The Hobbit, Guillermo del Toro’s next film has been a hot topic of conversation. I’m hearing he will next direct At The Mountains Of Madness, an adaptation of the HP Lovecraft tale that will be shot as a 3D film for Universal Pictures. The big surprise is that Avatar director James Cameron will come aboard as a producer.

Ma la Brigata Belzoni non si lascia intimidire facilmente.

E mentre Del Toro e Cameron si accordano, noi continuiamo a sviluppare la madre di tutte le campagne a Call of Cthulhu.

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