strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Costi di opportunità

Bag-of-MoneyOK, parliamo di soldi.
E siete avvisati – potrebbe essere un post lungo – farò tutto il possibile perché sia anche interessante e divertente.
Cominciamo…

Quello del prezzo degli ebook è un tema che è stato dibattuto e sviscerato ampiamente da una quantità di persone informate dei fatti.
Anch’io devo averci fatto un post da qualche parte.

Diciamo che, sulla base delle esperienze dirette mie e di una quantità di altri internati qui nel Blocco C della Blogsfera, per il lettore standard italiano, il prezzo giusto di un ebook è 0.
Gratis piace a tutti.
99 centesimi, la fermata successiva nella scala dei prezzi, è considerato ampiamente accettabile – certo, bisogna vedere, perché ci sono persone che vendono a 99 centesimi dei racconti (i miei Orrori della Valle Belbo), e ci sono fior di Vere Case Editrici(R) che a 99 centesimi vendono romanzi da 400 pagine.
Ma in linea di massima, 99 centesimi è ok.
La fermata successiva, 1.99, comincia ad essere critica – insomma, sono quasi due euro. Per un romanzo quasi quasi, per qualcosa di più breve, probabilmente è considerato eccessivo. Chi legge saggistica può accettare che un saggio costi un po’ di più, e quindi 1.99 per un saggio è ok.
A 2.99 la maggioranza tira una riga – oltre, comincia la terra di nessuno, dove solo Stephen King e i suoi amici riescono a scucire qualcosa.

Ma capovolgiamo il discorso, volete?
Proviamo a parlare del costo degli ebook… Continua a leggere


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Decisioni consapevoli

LawrenceBlock_GBUn paio di anni addietro, lo scrittore americano Lawrence Block decise di autopubblicare il suo nuovo romanzo, anziché appoggiarsi ad un editore tradizionale. Alla domanda sul perché avesse preso questa decisione (dopotutto come autore pubblicato tradizionalmente aveva all’attivo decine di best seller), Block rispose pragmaticamente

perchè così i soldi li intasco io

Aveva poi articolato più seriamente e a fondo i motivi della propria scelta, certo. Ma il punto era abbastanza chiaro.

Ho ripensato al discorso di block – e alle osservazioni di molti altri autori che ho avuto modo di leggere, da Guy Kawasaki a Holly Lisle – perché negli ultimi giorni ho sentito spesso descrivere l’autopubblicazione come una scelta poco pratica, che non permette a un autore di raggiungere un vasto pubblico, un palliativo, una scelta per gente che vuol togliersi uno sfizio.

Se il mio editore smettesse di pubblicarmi, io smetterei di scrivere, non mi metterei di sicuro ad autopubblicarmi

ha sostenuto qualcuno.
Beh, parliamone.
Pork chop express, a tema editoriale. Continua a leggere


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L’altro social network

Google+, questo sconosciuto.
Non so se siete come me – è molto probabile che siate molto più svegli, ma se siete come me, probabilmente avete un profilo su Google+.
E se siete come me, o magari anche più svegli, continuate ad esere abbastanza perplessi su quale sia l’effettiva utilità di Google+.

Io lo ammetto, ho fatto l’account su Google+ per dare una maggiore visibilità ai miei blog, e per vedere se era possibile usare Google Hangouts per giocare di ruolo*.

Guy-Kawasaki-What-the-Plus-266x400Ma non ne ho mai fatto granché.
Ora però sto leggendo What the Plus! di Guy Kawasaki.
E sto cominciando a scoprire un sacco di cose su Google+ che non sapevo e che non ci sono nella documentazione ufficiale.

Il libro (o ebook) è del 2012, ed ha quindi il difetto di essere statico – specie considerando la snervante abitudine di Google di ridisegnare le proprie interfacce.
L’interfaccia di G+ è cambiata radicalmente nei dodici mesi trascorsi dall’uscita del volume.
Tocca darsi da fare per trovare i pulsanti e le opzioni, perché non sono più dov’erano prima.
Succede.

A parte questo, il volume è ottimo – come mi pare ormai chiaro siano ottimi tutti i progetti di Kawasaki.
Lo scopo del volume è dichiaratamente doppioScreenshot from 2013-09-30 21:03:44
. mettervi in condizione di usare al 100% le potenzialità di G+
. invogliarvi ad usare G+ anziché Facebook, Twitter o Pinterest.

Alla prima voce, si scoprono un sacco di cose interessanti, che Google pare aver deciso di nascondere con cura ai propri utenti.
Per darvi un’idea, vi copi l’indice del libro.
Le potenzialità sono evidenti.

Il secondo scopo è dichiarato in spirito di trasparenza – Guy Kawasaki è la persona che Google ha pagato per fare pubblicità alla piattaforma.
Lui ha deciso di farlo spiegando a fondo la piattaforma, con entusiasmo e non poco umrismo.
Ci sono metodi molto meno costruttivi.

Cambierà la mia vita?
Non credo.
Ma è conciso, divertente, e mi spiega come usare uno strumento che potrebbe essere utile.
Quindi, perché no?

Aggiungo che ora un terzo volume di Kawasaki, il fantomatico Enchantment, è sulla mia lista della spesa.
Guy Kawasaki, al di là di tutto, mi rimane estremamente simpatico.

——————————-
* È possibile!


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APE – come pubblicare un libro

Ne avevo avvevo accennato domenica, l’ho letto in tre notti – e a cavallo di pasti e pause nel lavoro.

51+ISsTRGxLAPE: Author-Publisher-Enterpreneur: How to Publish a Book è un libro che in cartaceo supererebbe le 400 pagine, ed è disponibile tanto a stampa quanto in differenti formati elettronici.
In formato Kindle pesa quasi cinque mega.

Gli autori sono Guy Kawasaki e Shawn Welch.
Già uomo del marketing di Apple, consulente per diverse aziende Kawasaki è un popolare conferenziere, è un blogger con un ampio seguito, ed ha all’attivo una dozzina di libri.
Welch è stato editor per la Pearson – nota casa editrice di ambito tecnico-didattico – ed è stato a sua volta coinvolto in diversi progetti Apple.

APE, come già accennato, si propone di diventare il Chicago Manual of Style per il self-publishing – il riferimento definitivo, il testo che da solo contiene tutto ciò che è indispensabile sapere.

Il libro è suddiviso in tre sezioni – prevedibilmente una dedicata all’Autore, una all’Editore ed una all’Imprenditore.
Tre ruoli, sostengono Kawasaki e Welch, che l’autore indipendente e auto-prodotto deve rivestire in parallelo nello sviluppo del proprio progetto.

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Due libri per la settimana

Due libri sul piatto, e neanche un minuto per leggerli.
A meno di rubare tempo al sonno, o leggere mangiando.
Eppure…

In quest’ultima settimana di “vacanze” ho deciso di sacrificare una quindicina di euro per due ebook “costosi” – due saggi che avevo da tempo sulla mia lista, e che viaggiano a circa 8 euro l’uno.
Due manuali.

Cover of "Cracking the Code: How to Win H...

Cover via Amazon

Il primo è Cracking the Code, di Thom Hartmann, autore scoperto l’anno passato, ed ormai uno dei capisaldi del mio scaffale.
Il sottotitolo, How to Win Hearts, Change Minds, and Restore America’s Original Vision, lo fa sembrare un po’ uno di quei manuali di self-help farlocchi che si vendono nelle stazioni.
Invece è un saggio dettagliato ed argomentato sulla comunicazione politica, sul linguaggio della persuasione; unmanuale su come comunicare meglio, sì, ma in chiave politica ed ideologica.
Come comunicare meglio la verità.

51+ISsTRGxLIl secondo è APE, di Guy Kawasaki e Shawn Welch, un manuale che ha l’ambizione di diventare il Chicago manual of Style per il self-publishing. Anche qui abbiamo un sottotitolo – Author – Publisher – Entrepreneur: l’idea è di analizzare l’autoproduzione di ebook come attività imprenditoriale – e Guy Kawasaki, ex evangelista Apple ed esperto di imprenditoria d’assalto, è una garanzia.
Un libro di 410 pagine con 378 link a contenuti extra, questo è un libro del ventunesimo secolo, per il ventunesimo secolo.
E promette molto bene.

E mi rendo conto che i due volumi sono, alla fine, strettamente correlati.
Sarà bello, passare qualche ora ogni notte in compagnia di Hartmann e Kawasaki.
Aspettatevi delle recensioni molto dettagliate.