strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Ragazzini Ficcanaso

Ve la ricordate l’estate del ‘77?
Certo che ve la ricordate!
Fu nell’estate del ‘77 che durante le loro vacanze a Blyton, Oregon, i ragazzi del Blyton Summer Detective Club risolsero il caso del mostro di Sleepy Lake – che era in realtà un poco di buono che si travestiva da uomo-lucertola per allontanare i curiosi da Villa Deboen, e poter cercare indisturbato il favoloso (e probabilmente mai esistito) tesoro del Vecchio Deboen.
E ci sarebbe anche riuscito, se non fosse stato per quei ragazzini ficcanaso.

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Tutti si ricordano l’estate del ‘77.
Soprattutto Andy, Kerri, Nate e Peter, i membri del Blyton Summer Detective Club.
Ma ora è il 1990, e le cose sono molto diverse.
E il caso del Mostro di Sleepy Lake forse non è mai stato chiuso davvero. Continua a leggere


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HPL & JV

Howard_Phillips_LovecraftOggi è il 126° anniversario della nascita di Howard Phillips Lovecraft, un uomo che ha fatto tantissimo per giustificare le opinioni da nichilista della domenica di un sacco di tizi che lo hanno letto poco e male – ammesso che lo abbiano letto – ma che tuttavia lo citano a nastro per sentirsi fighi e blasé.

Normalmente non si ricordano – o non sono informati – di cose come questa…

“Per me il piacere è la meraviglia–l’inesplorato, l’inaspettato, ciò che è nascosto e ciò che è immutabile e si nasconde sotto alla superficiale mutevolezza.”
― H.P. Lovecraft

H.P. Lovecraft ha anche scritto delle buone storie – e delle storie meno buone.
Molto meno buone.
Succede. Continua a leggere


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Persone orribili che facevano cose esecrabili

wfawardImmagino abbiate letto della faccenda del World Fantasy Award, che d’ora in poi non sarà più rappresentato dalla caricatura di H.P. Lovecraft.
Conosco persone che hanno salutato questa decisione come l’alba di un nuovo giorno, la promessa che il razzismo (di cui H.P. Lovecraft a quanto pare fu un portavoce di punta) verrà eliminato dal fantasy.

Quando ho smesso di ridere, mi è tornato in mente un vecchio romanzo del compianto P.J. Farmer.
Il romanzo si intitola Traitor to the Living, e ha una trama un po’ intricata che comunque non serve riassumere.
Basti sapere che viene creata una machina che permette di entrare in contatto con le anime (diciamo così) dei trapassati.
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La Forma delle Cose a Venire

E se Robert E. Howard non fosse riuscito ad uccidersi?
E se H.P. Lovecraft avesse accetato di dirigere Weird Tales?
Possono due autori di narrativa d’immaginazione cambiare la storia del ventunesimo secolo?
E quale sarà a quel punto, la forma delle cose a venire?

Forse potremo vivere nei nostri sogni, se saremo degni di loro.

cose a venireQuesto è il mio secondo racconto su un Robert Howard alternativo.
Ne La Ballata di Bobbie Howard, ci siamo divertiti (si spera) ad immaginare un mondo in cui Howard – ma anche Lovecraft, e chssà quanti altri – sono donne anziché uomini.
Ne La Forma delle Cose a Venire, più semplicemente (forse),sia Howard che Lovecraft sfuggono alla falce del tristo mietitore.
Entrambe le storie vennero scritte alcuni anni addietro, con lo scopo dichiarato di causare un amichevole brivido agli appassionati di Howard e Lovecraft.
Ricordo chi mi disse, leggendo per la prima volta Bobbie Howard, che Two-Guns Bob mi avrebbe probabilmente preso a pugni per ciò che avevo scritto.
Io mi permetto di dubitarne – a differenza di molti suoi fan, Bob Howard aveva il senso dell’umorismo.

E credo avrebbe apprezzato anche questa seconda revisione della sua biografia.

Un terzo racconto venne delineato come conclusione di questa ipotetica trilogia di storie alternative – intitolato Stella Solitaria, avrebbe dovuto descrivere lo scontro fra le forze indipendentiste texane al comando di Bob Howard e le forze del governo americano totalitario del Presidente Lovecraft.
L’outline è ancora lì.
Ma non ho mai scritto il racconto.
Né credo che lo scriverò.


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H.S. Whitehead e le ombre delle Indie Occidentali

51bbW8wT5ZL._SY344_BO1,204,203,200_Un post per il piano bar del fantastico – primo di una coppia.
Paola ha chiesto qualche notizia su Henry Whitehead e su Lafcadio Hearn.
Hearn lo lasciamo per metà settimana – e buttiamo invece un occhio a Whitehead, che è certamente meno conosciuto, che vale la pena di conoscere, e le storie di spettri del quale sono state recentemente ristampate in un massiccio volumone dalla solita Wordsworth Editions.
Quasi settecento pagine al prezzo di una pizza margherita – si intitola Voodoo tales – The Ghost Stories of Henry S Whitehead. Continua a leggere


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Oliver Onions

Facciamo un po’ di archeologia.
Quand’ero ragazzino, per me Oliver Onions era un nome ben noto – era il nome della band che faceva le musiche dei film di Bud Spencer e Terence Hill. Gli Oliver Onions, ovvero i fratelli De Angelis.
Questi, insomma…

Rimasi perciò abbastanza sorpreso nello scoprire, nell’antologia di inglese in terza media, una storia di Oliver Onions.
Una storia di fantasmi.

Ed è di questo Oliver Onions, che mi andrebbe di parlare oggi, con tutta la simpatia per Bud Spencer & Terence Hill, e per i Fratelli De Angelis. Continua a leggere


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La seconda domanda

writing if i can think it chantCi sono due domande, che è indispensabile porsi, quando si scrive.

Oggi, il mio vicino di cella Alex Girola si è posto la prima, sul suo blog.
Mi pare allora il caso di provare a pormi la seconda.

Ma andiamo con ordine.
La prima domanda è

perché scrivo?

… e a questa sentirete dare una infinità di risposte.
La maggior parte sono pompose fandonie, di solito pronunciate con un sospiro, assumendo un atteggiamento di generico tormento interiore: i demoni da esorcizzare1, lo scrivere per non impazzire, la necessità di comunicare,  l’impossibilità di fare altro per alleviare generiche sofferenze, la convinzione – spesso tragicamente disattesa dai fatti – di avere qualcosa da dire.

Badate, sono tutte risposte perfettamente lecite – che in moltissimi casi siano balle non importa.

Ciò che importa, vedete, è la risposta alla seconda domanda. Continua a leggere