strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Han Solo

Si è parlato parecchio di Guerre Stellari, nei giorni passati, avete notato1.
Ora, a me piace Guerre Stellari.
Non è la mia religione, non è il fulcro attorno al quale ruota la mia esistenza, ma mi piace.
Io lo vidi al cinema, con la mia mamma – che detestò la rumorosità del film.
Quando uscimmo dal cinema, nel 1977, io ed i miei amici, che all’epoca facevamo la quarta elementare, una cosa ci era così chiara da essere lampante.

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Noi volevamo essere Han Solo2. Continua a leggere


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La Forza

Uno studente dello Zen disse al suo maestro, “Maestro, sono preda di una rabbia incontrollabile. Aiutami a liberarmene.”
“È una cosa davvero strana che ti affligge,” disse il maestro. “Mostramela.”
“In questo momento non posso mostrartela.”
“Perché no?”
“Si scatena all’improvviso.”
“Allora non può essere la tua vera natura,” disse il maestro. “Se lo fosse, saresti in grado di mostrarla in qualunque momento. Perché permetti a qualcosa che non ti appartiene di causare problemi alla tua vita?”
Successivamente, ogni volta che lo studente sentiva la sua rabbia crescere, ricordava le parole del suo maestro e la teneva sotto controllo. Col tempo, sviluppò un temperamento calmo e pacifico.

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Alla faccia di quello gnomo di Yoda.
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Lo spazio è vasto (ma l’abbiamo sempre saputo)

C’è un po’ di maretta, fra gli appassionati di fantascienza, per un recente articolo di Kim Stanley Robinson, intitolato Our Generations Ships Will Sink.
Riassumendo, Kim Stanley Robinson vuole ricordarci che non arriveremo mai alle stelle.

robinsonThe problems that will keep us from going to the stars can be loosely grouped into categories: physical, biological, ecological, sociological, and psychological. One could add economical, but economic problems are trivial compared to the rest, as economics is amenable to adjustment on demand. Reality is not so tractable.

L’articolo di KSR segnala tutti i problemi che di fatto rendono impossibile, allo stato attuale, la colonizzazione di altri sistemi solari, l’espansione dell’umanità nello spazio.

La space opera, ci dice Robinson, ci ha mentito.
Non ci sarà mai un impero galattico, non ci sarà mai una civiltà interstellare.
Il potere previsionale di queste storie è nullo.
La space opera è, di fatto, fantasy. Continua a leggere


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Indiana Jones ha sparato per primo

Questo post è stato in parte ispirato dalle reazioni isteriche suscitate dal post di un mio vicino di cella, riguardo alle sue impressioni dopo aver visto Guerre Stellari (alias A New Hope, alias Episode IV… insomma, ci siamo capiti) per la prima volta.
Ora, io personalmente non condivido alcune delle osservazioni di Paolo, ma la prima cosa che mi viene in mente, nel leggere il suo post, è quanto sarebbe bello incontrarsi in un posto accogliente con cibo e bevande, epassare una nottata a chiacchierare e discutere i reciproci punti di vista.
In tanti, facendo anche un po’ di baldoria.
Molti, invece, pare che, non condividendo le opinioni di Paolo, come primo impulso, vogliano farlo a cubetti a colpi di spada laser per poi buttarlo in pasto al rancor.
Il che mi pare molto stupido.

Eppure il problema coi fan è questo.
I fan non vogliono la discussione, temono la disparità di opinione perché la percepiscono (immagino) come una debolezza, come unamancanza di fede, e normalmente sono di una ignoranza abissale.
Baso la mia opinione su molti anni trascorsi in mezzo ai fan, ai trekkies, agli otaku (che brutto termine) e a mille altre sottoculture.
Sarei quasi tentato di dire che per i fan la resistenza è futile, o forse che il Lato Oscuro ha facile presa sulle menti dei fan.
Ma, come si diceva ai miei tempi, non potete fermare il segnale.

Ad esempio, mi son detto, non sarebbe bello poter discutere di come George Lucas sia riuscito a rovinare i due migliori personaggi che mai abbia avuto per le mani, vale a dire Han Solo e Indiana Jones?

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