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ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Eon

Finito “The Days of Rice and Salt” (malinconico come molti lavori di Robinson), passo ad un altro volume che era da vent’anni – quasi – sulla mia lista e che non avevo mai trovato il tempo di leggere.
Eon, di GregBear.
Pubblicato da TOR nel 1985.
Immagino ne esista anche un’edizione italiana, ma non voglio neppure pensarci.

Ora, io con Bear ho un rapporto edipico.
Ho letto con curiosità, quasi vent’anni or sono, Hegira – nella bella edizione illustrata da Steven Fabian – e mi è proprio piaciuto.
Ho quindi letto ma detestato Blood Music (L’Ultima Fase) – che però era tradotto da Gianluigi Zuddas, ed è il motivo per cui io Bear o lo leggo in inglese o non lo leggo affatto.
Ho affrontato come una campagna militare l’accoppiata Queen of Angels e Slant – di una densità agghiacciante – e ne sono emerso provato ma più saggio.
Ed alle spalle di tutti questi stava Eon – considerato il romanzo essenziale dell’opus di Bear.

Così l’ho comprato e lo sto legendo.
Ed è bello vedere che somiglia di più, per linguaggio e atmosfere, ad Hegira che a L’Ultima Fase.

Un bel romanzone hard, con un complicato rompicapo “alieno”, un sacco di panorami e oggetti meravigliosi, un certo senso di urgenza nella trama che mantiene viva l’azione.
I personaggi sono abbozzati rapidamente ma credibili.
Lo scenario NATO contro Blocco Orientale è datato, ma il volume dell’85 prevede il collasso dell’Unione Sovietica nel 1993 – una buona testimonianza delle capacità di estrapolazione di Bear.
Il fatto che il nostro collasso non sia avvenuto con un corollario di bombardamenti atomici non può che farci piacere.
Così, a vent’anni dalla sua uscita, ilromanzo genera uno strano effetto collaterale, che pare preso a prestito da The Man in the High Castle di Dick.
Siamo in una realtà in cui l’Unione Sovietica è collassata “convenzionalmente” (niente di atomico), e stiamo leggendo un libro ambientato in un mondo in cui l’Unione Sovietica è collassata con uno scambio limitato di atomiche, ed i protagonisti del libro si confrontano con un artefatto proveniente da una realtà in cui l’Unione Sovietica è collassata avviando una guerra termonucleare globale.
L’angolo politico aggiunge una dimensione al piacere della letteratura.
Che tuttavia, come in Incontro con Rama di Clarke si fonda principalmente sull’enigma degli artefatti incontrati dagli esploratori.

A complementare il piacere della lettura c’è il progetto Eon Challenge, promosso dalla CGI Society, per lo sviluppo di immagini e di un trailer per un ipotetico film tratto da Eon.
I risultati sono spettacolari
http://it.youtube.com/watch?v=VrLo1qUkCH8

Se le restanti cinquecento pagine del romanzo di Bear non tradiranno le premesse, credo dovrò prendere in considerazione, anche per motivi profesionali, Darwin’s Radio, per l’estate.