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ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Hobby: perché bisogna pure mangiare…

Si era parlato di parlare di hobby, ma si è finiti a parlare (o a cominciare a parlare) di tempo e di denaro. Perché in fondo è quello che ci dicono dei nostri hobby, no?
Che sono uno spreco di tempo e di denaro.
Se lo fate per lavoro vi pagano, se lo fate per hobby siete voi a pagare.
Me è molto più complicato di così, e anche queste regole possono essere piegate e adattate. Perciò, cominciamo con un post su un hobby.

La premessa: l’idea, come ho spiegato in un post precedente, l’ho rubata (adattandola entro i limiti del possibile) a Scarlett Thomas, che ha scritto un libro in cui la protagonista decide di scrivere una serie di articoli dopo aver provato dipersona una serie di hobby. Ma poi forse non lo fa.
L’idea mi pareva ottima, ma giocando sul fatto che

Il ragazzo ha troppi interessi

Come dicevano i miei insegnanti, io di hobby in curriculum ne ho parecchi, alcuni che ho abbandonato, altri che pratico ancora. Per cui comincerò a scrivere di quelli.
Così, tanto per evitare il solito

Ecco, parla sempre solo di se stesso

Per cui si diceva, parliamo di un hobby. Continua a leggere


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Azione in cucina

Come ho fatto, senza, per tutti questi anni?
La Harper Collins ha appena ristampato, sottoforma di robusto rilegato rigido tascabile, al prezzo popolare di circa 6 sterline (ma lo si può avere per 4 dai rivenditori giusti), lo storico Action Cookbook di Len Deighton.
Come non creare un piccolo altare sul mio scaffale per il libro di cucina dell’autore che mi fece apprezzare l’idea di saper cucinare (alla faccia degli amici della fast-food nation e le loro battutine)?
Ne ho già parlato, ma ne riparlo volentieri.

Prima di diventare autore di bestseller e di creare il personaggio iconico di Harry Palmer – portato sullo schermo da Michael Caine – Deighton fu analista fotografico per i servizi segreti britannici, illustratore e cuoco/cameriere in una quantità di ristoranti.
Classico caso di nepotismo, visto che la madre era una cuoca piuttosto titolata.
Nel 1965, la Penguin fece uscire una raccolta di articoli e tavole grafiche di cucina e gastronomia che Deighton aveva pubblicato sull’Observer, con l’aggiunta di svariate decine di pagine di consigli generali, considerazioni diverse e chiacchiere.
Il tutto con una copertina ribalda (riprodotta qui di fianco), che è stata resuscitata per la nuova edizione.
Il testo vendeva per dieci scellini e sei pence, e c’è un cert’aria retrò sospesa fra British Empire e Swinging London, che aleggia su queste pagine.
Tutte le misure sono date in unità imperiali – pinte, once, libbre…
Un lungo capitolo ci guida nella scelta di un frigorifero (ne abbiamo davvero bisogno? perché non farsi consegnare a casa il ghiaccio da un rivenditore specializzato?), uno sviscera le meraviglie del frullatore elettrico, uno analizza i pro ed i contro di uno strumento “di lusso” come la pentola a pressione.
Ma se questi capitoli non ci fossero, così come se non ci fosse la copertina ribalda, l’Action Cookbook non sarebbe la stessa cosa – col suo capitoletto sulla cucina ultrarapida per scapoli (i piatti organizzati per tempo di preparazione, una tabella per preparare i sandwich), i suoi consigli su come stoccare la dispensa e la cantina, il suo dizionario di testi gastronomici.
E le ricette – che sono tante, semplici, insolite, e piuttosto attraenti.

Il solo capitoletto su come falsificare la cucina giapponese giustizia con quarant’anni di anticipo la “sushi generation” – niente di nuovo sotto al sole.

L’idea di un libro di cucina scritto da un autore di thriller spionistici suona oggi forse un po’ strano, un po’ ridicolo – immaginiamo un “La Cucina del Codice DaVinci” di Dan Brown o, più vicino a casa, un “Io cucino” di Giorgio Faletti, e non riusciamo a non sorridere.
Ma c’è chi ha compilato una collezione di ricette tratte dai romanzi di Andrea Camilleri

Ma se qualcosa non è, l’Action Cookbook di Deighton non è affatto ridicolo.
Nonostante la copertina ribalda.
Ma in fondo è così che noi vogliamo sentirci, quando cuciniamo.

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