strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Ciò che non volete vedere: Years & Years (2019)

Sto guardando, nelle pause di pranzo, la nuova serie di Russel T. Davies, quello di Doctor Who; una coproduzione BBC One/HBO intitolata Years & Years.
Sei episodi, ottimo cast, scrittura di altissimo livello.
Guardo mezzo episodio alla volta, perché è una sofferenza indescrivibile.
Per cui credo dovreste guardarlo anche voi.

La sofferenza… è lo stesso genere di sofferenza per via della quale sto impiegando quasi sei mesi a leggere Morte ad Asti, del mio amico Fabrizio Borgio. Perché è troppo vicino alla realtà, mette sulla pagina (il libro di Borgio – sul video la serie della Beeb) cose che sono così orribilmente familiari che non si può far finta di niente.
Il colpo arriva a segno, e fa malissimo.
Credo dovreste leggere anche Morte ad Asti di Borgio, e forse a voi farebbe meno male perché non siete naufragati in Astigianistan, non avete vissuto gli anni ’90 del Piemonte della Provincia da Bere.

Years & Years invece è garantito per devastarvi, se avete uno straccio di anima da qualche parte.

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Una volta ogni 27 pagine

Pare che Game of Thrones e A Song of Ice and Fire – la serie TV e i romanzi, in altre parole – abbiano un problema serio.
Stando all’analisi statistica pubblicata dal blog di Tafkar:

Rape acts in Game of Thrones the TV series (to date): 50
Rape victims in Game of Thrones (to date): 29

Rape acts in ASOIAF the book series (to date): 214
Rape victims in ASOIAF (to date): 117

Impressionante, vero?

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Nel caso non aveste voglia di fare i conti, questo farebbe uno stupro e spiccioli per episodio della serie TV (in media) e (sempre in media), uno stupro ogni ventisette pagine nei libri.
E a dire il vero avevo preparato un bel post lungo e dettagliato illustrando il mio punto di vista sulla faccenda.
Ma credo che il discorso che intendevo fare si possa portare avanti meglio in modo diverso, e più costruttivo. Continua a leggere


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Come Game of Thrones danneggerà il fantasy

Questo è una specie di post del piano bar del fantastico, nel senso che viene fatto per scommessa, e già presagendo almeno parte delle conseguenze.
Ma perché preoccuparsi.

a-game-of-thronesVediamo – è agli atti il mio scarso apprezzamento per il ciclo A Song of Ice and Fire di George R.R. Martin.
Fin dove l’ho letto, ho ritrovato i tratti caratteristici di Martin (buona, ottima costruzione dei personaggi e dei dialoghi, buona tecnica per tenere il lettore desto), sposati ad una narrazione prolissa e troppo scopertamente aderente a elementi storici noti per riuscire a catturarmi.
Ora, badate, questo non significa che voi, ai quali questi libri piacciono, siate degli idioti o dei malvagi – e gradirei se voi voleste concedere la stessa fiducia al sottoscritto; si tratta semplicemente del fatto che non è il tipo di fantasy che mi interessa al punto da investirci del tempo.
A voi sta bene?
Perfetto.

Allo stesso modo, trovo la serie della HBO prolissa, farcita di gratuità e sciocchezze, e sostanzialmente noiosa.
Vale, credetemi, il discorso di cui sopra.
Il fatto che io dica che non mi piace non deve essere inteso come una minaccia al fatto che a voi, invece, piaccia.
Se a voi piace, spero non abbiate bisogno della mia conferma (anche perché non l’avreste).

Mi domando però – e così arriviamo al tema di questo post – quanto danno riuscirà a recare il successo del ciclo di Martin e, ancora di più, della serie televisiva, al genere?

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