strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Hobby: Flauti, frullatori e macchine per scrivere

Allora, questa è una cosa che andrà un po’ a zigzag e finirà col toccare un sacco di cose diverse, ma bene o male parte da quello che io e Fabrizio Borgio abbiamo fatto sabato, e di cui parleremo più estesamente in un altro post.
Ma da qualche parte bisogna partire, e quindi partiamo da qui – sabato io e Fabrizio ci siamo seduti ad un tavolo con due macchine per scrivere meccaniche, e abbiamo scritto due racconti di 11 pagine ciascuno.
Un esercizio divertente e istruttivo, al quale ha fatto seguito una bella chiacchierata con il pubblico.

E fra le cose che son venute fuori c’è statal’idea di imparare a riparare le macchine per scrivere. Che sarebbe un hobby interessante, potrebbe diventare un lavoro alternativo, ed è il genere di cosa che mi fa venire voglia di saperne di più.
Avevamo detto che si sarebbe parlato di hobby, giusto? Continua a leggere


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Hobby

Si era detto fare più post per arginare l’avanzata delle tenebre, poi come al solito le cose hanno preso una piega diversa. Vediamo di metterci in pari.
Hobby.
Voi ce l’avete un hobby? O tre?
74b61c034e9d8767fc607094155e7c1eL’idea è venuta fuori la notte passata, mentre finivo di leggere Il Nostro Tragico Universo, di Scarlett Thomas.
Attorno a pagina 300-e-rotti l’autrice (per mezzo della protagonista) si lancia in una lunga tirata – una delle tante lunghe tirate nel libro – sull’importanza degli hobby contrapposti e in effetti come alternativa al self help.
Cosa che mi è parsa interessante.
Con la faccenda dell’importanza degli hobby ci avevo già avuto a che fare l’anno passato, quando avevo seguito un MOOC su come affrontare la vecchiaia in maniera sana – avere un hobby tiene lontana la demenza, che non è cosa da poco. Aiuta anche a superare i traumi che la vecchiaia ci infligge, primo fra tutti la perdita delle persone care, e la solitudine.
Quindi sì, è bello avere un hobby.
Ci mantiene sani di mente. Continua a leggere


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Tutti hanno bisogno di un hobby

stickman-151357_960_720Ho parlato in passato della mia inettitudine al disegno, dei miei disorganizzati e personali tentativi di aggirarla, e come io attribuisca l’uccisione delle mie capacità ad una scuola che alle elementari privilegiava la parola scritta rispetto alla grafica, e che tra medie e superiori mi fece subire insegnanti ai quali di insegnare interesava poco o nulla, e che partivano dal presupposto che le foto fossero sbagliate se ciò che mostravano non si adeguava alle loro aspettative.

Poi nei giorni passati sono successe tre cose. Continua a leggere


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Tin Whistle & Ukulele

Quello che vedete fotografato qui sotto è un Tin Whistle della Clarke.ClarkeOrigWhistleSi tratta di uno zufolo di latta a sei fori, “inventato” nel 1843 da Robert Clarke – una evoluzione di strumenti precedenti di solito legati alla musica popolare Scozzese, Inglese e Irlandese, o più genericamente “celtica”1.
Clarke, che all’origine faceva il bracciante e suonava per diletto,ebbe l’idea di creare uno zufolo di latta con un’imboccatura di legno (secondo la leggenda ricavata da uno dei fermagli del corsetto di sua moglie) quando si ritrovò disoccupato. Quella di fabricante di pifferi divenne la sua professione, praticata dal vivo nei mercati, in compagnia del figlio. Poi aprì una fabbrica a Manchester e fece un sacco di soldi, vendendo i suoi flauti metallici a mezzo penny l’uno2. Continua a leggere