strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Paura & Delirio episodio 50 Special: Chi ha ucciso l’horror italiano?

Per il cinquantesimo episodio del nostro podcast, abbiamo deciso di infrangere una regola che ci eravamo dati fin dal la prima puntata, e di dedicare la nostra attenzione – complice una domanda ricevuta da la Posta del Cuore – alla strana storia del cinema horror nel nostro paese.
Perché, dopo i fasti degli anni ’70 ed ’80, il cinema horror italiano è apparentemente morto?

Chi lo ha ucciso?
Il pubblico?
La critica?
Lo strapotere della commedia pecoreccia?
La concorrenza dei blockbuster americani?

E noi abbiamo cercato una risposta, e non necessariamente un colpevole, invocando i sacri nomi di Freda, Bava, Fulci, Argento, e guardando anche oltre i confini del genere, al destino simile del peplum e del film di cappa e spada, dello spaghetti western e del melodramma.
E poi oltre confine, in America e in Giappone, in Spagna e ad Hong Kong.
Una puntata anomala, per un fenomeno anomalo.
Buon ascolto.

Nota: come tutti i nostri special, anche questo è disponibile solo su Mixcloud, senza interruzioni pubblicitarie.
Se volete aiutarci a continuare con le nostre chiacchiere, prendete in considerazione l’idea di offrirci un caffé
(e su Ko-Fi potete anche iscrivervi alla nostra newsletter, e ricevere informazioni in anteprima)


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Un’estate al mare con Paura & Delirio

In queste notti estive, con la mia complice Lucia abbiamo deciso di chiacchierare di film acquatici – storie ambientate in mare, in laghi e fiumi, farcite di pescecani, cetacei diversi, coccodrilli e altro materiale da pescheria, con un complemento di sottomarini, navi, canotti e tutto questo genere di cose.

E allora perché non lasciare che i nostri ascoltatori ci suggeriscano un po’ di titoli da rivedere e da discutere?

Abbiamo messo già una nutrita lista, che va dagli anni ’50 all’altro ieri.
Ventidue titoli.
E poi abbiamo messo su un formulario online.
Potete votarne quattro.

I quattro titoli più votati saranno argomento di dibattito e di spoiler su Paura & Delirio.
Ma non vi spiegheremo il finale.


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Paura & Delirio Special

Nei giorni passati mi è capitato di guardare The Vast of Night, un piccolo film indipendente del 2019 che Amazon Prime sta distribuendo in streaming. Un piccolo film che mi è piaciuto molto.
A questo punto ne ho parlato con la mia complice Lucia – e anche lei lo aveva guardato, ne aveva parlato sul suo blog – e le era piaciuto.
Allora perché non registrare un espisodio speciale di Paura & Delirio?

Dopotutto, The Vast of Night si rifà a prodotti degli anni ’50 come The Twilight Zone e The Outer Limits, ed offre una valanga di spunti per la discussione.
Una tale quantità, in effetti, che ci è parsa una buona idea, per questo speciale, invitare ad unirsi a noi Germano Hell Greco – perché anche lui ha visto il film, ed aveva qualcosa da dire.
Perché, e questa è la parte divertente, tre diverse persone hanno guardato lo stesso film e lo hanno trovato eccellente – ma guardando a tre aspetti diversi di questa pellicola.

Abbiamo anche pensato che fare un episodio speciale sarebbe stato un buon modo di ringraziare tutti coloro che ci hanno pagato un caffé su Ko-fi – per vostra informazione, stiamo per usare quei fondi per attivare un account pro su Speaker, che ci permetterà di arrivare su Spotify (e su un sacco di altre piattaforme) per i prossimi tre o quattro mesi.
Grazie!

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Il principe del brivido

L’inverno passato mi sono imbattuto in un articolo entusiasta, pubblicato su Facebook da un grande appassionato e conoscitore – così mi dicono – della letteratura orrifica. Il giovanotto (hey, sto per compiere 53 anni, chiunque abbia anche solo sei mesi meno di me è automaticamente un giovanotto) aveva appena scoperto un poco noto ma estremamente valido autore di narrativa horror. Un certo Clive Barker.

Ora sarebbe facile fare dell’ironia su questa incresciosa ma ahimé non poi così insolita faccenda, ma è certamente vero che esistono autori che per alcuni di noi sono colossi, e per altri sono semi-sconosciuti scrittori “che da un po’ non vengono ristampati”.
Dovremmo essere felici per il fatto di poter riscoprire autori che le ferree regole dell’editoria, e la cronica memoria corta del fandom, tendono a spingere nelle ombre.

As esempio, l’uomo che in Inghilterra era noto come “the prince of chill” – e che molti, troppi non conoscono. O non sanno di conoscere, come vedremo.
E mentre la Festa delle Ombre Lunghe si avvicina, come vedremo il Principe del Brivido merita di essere citato a buon diritto.

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Cineforum – Paura negli anni ’90

E così la mia vicina di cella e complice Lucia Patrizi ha postato su Il Giorno degli Zombi i suoi dieci film preferiti della decade 1990-1999, e come al solito è difficile non concordare con le sue scelte. Andate a dare un’occhiata, e prendete appunti.

E per me, qui e adesso, compilare una B-list di titoli che vada in parallelo, fare il Siskel della situazione in risposta all’Ebert di Lucia, è piuttosto difficile. Io gli anni ’90 li ho frequentati poco, ne ho un ricordo frammentario, e molto di ciò che ricordo non mi piace. Sono anni attraverso i quali sono passato senza fermarmi.
Quindi, nell’ipotesi di aprire anche il questo weekend il nostro cineforum, cosa diamine mettiamo, sullo schermo?

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Paura & Delirio, Episodio 3: Heathers

… che in italiano si intitolava Schegge di Follia (chissà poi perché?), e per un certo periodo fu uno dei cardini della programmazione di alcune reti televisive.

Un film che all’epoca fu un disastro commerciale (incassando circa un terzo di quanto era costato), e che secondo molti avrebbe affossato la carriera degli attori coinvolti, ma che poi divenne un cult movie, e le cui influenze oggi si possono vedere in una quantità di film successivi.

ATTENZIONE, CONTIENE SPOILER

… d’altra parte, davvero non lo avete mai visto?

Unitevi a noi per questa chiacchierata, e se ciò che abbiamo detto dovesse avervi divertiti, o interessati, o incuriositi, prendete in considerazione l’idea di offrirci un caffé per aiutarci a continuare.


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Cineforum – paura negli anni ’60

La cosa nasce da un problema tecnico.
La mia amica Lucia, che sta di là nel braccio femminile del Blocco C, ha postato sul suo blog, Il Giorno degli Zombi, una lista di dieci film horror degli anni ’60 – uno per anno, i suoi preferiti. E vi suggerisco di farci un salto, perché è un’ottima selezione di film, molti dei quali potreste non aver visto, e che vale la pena recuperare.

Nei suoi commenti, Lucia invita i suoi lettori a dire la loro, ed io avevo messo giù una mia bella B-list di titoli che, visto il format (un film per anno) Lucia non ha potuto o voluto inserire. E a quel punto, è saltata la connessione, ed io ho perso tutto.
Però, come si suol dire, i problemi dovrebbero sempre diventare delle opportunità, e quindi perché non affliggervi con un post su strategie, con la mia lista e un po’ più di chiacchiere di quanto avrei potuto mettere in un commento su Il Giorno degli Zombi?

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Come ai tempi di Corman: The Love Witch (2016)

Qualcosa di diverso? Un film, magari?
Un horror, di quelli belli, di una volta?
Un film che magari non avete visto, e del quale sentirete parlare solo qui?

58349ec39ea60_poster_originalQuesto è una sorta di instant post, scritto di getto dopo aver passato parte della notte, complice l’insonnia, a guardare The Love Witch, l’ultimo film di Anna Biller, regista americana che negli ultimi anni si è fatta notare tanto per lo stile visivo dei suoi lavori quanto per il lavoro di (usiamo una parola difficile) decostruzione ideologica operato sul genere.
Che detto così pare una cosa pesantissima, ma non lo è affatto.

The Love Witch è un horror/thriller, o forse è la parodia di un horror/thriller, ed è meraviglioso.
La trama pare fatta apposta per fare ululare alla luna le lettrici di paranormal romance1:

Elaine (Samantha Robinson, splendida e perfetta per la parte) è una giovane donna che, nella sua ricerca del vero amore (o forse solo di una gratificazione fisica), utilizza la stregoneria per sedurre un certo numero di uomini, salvo poi eliminarli quando la relazione si rivela noiosa, o insoddisfacente, o troppo oppressiva. Ma la polizia indaga.

E la trama è tutta qui.
Ma è molto meglio di così. Continua a leggere