strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Come ai tempi di Corman: The Love Witch (2016)

Qualcosa di diverso? Un film, magari?
Un horror, di quelli belli, di una volta?
Un film che magari non avete visto, e del quale sentirete parlare solo qui?

58349ec39ea60_poster_originalQuesto è una sorta di instant post, scritto di getto dopo aver passato parte della notte, complice l’insonnia, a guardare The Love Witch, l’ultimo film di Anna Biller, regista americana che negli ultimi anni si è fatta notare tanto per lo stile visivo dei suoi lavori quanto per il lavoro di (usiamo una parola difficile) decostruzione ideologica operato sul genere.
Che detto così pare una cosa pesantissima, ma non lo è affatto.

The Love Witch è un horror/thriller, o forse è la parodia di un horror/thriller, ed è meraviglioso.
La trama pare fatta apposta per fare ululare alla luna le lettrici di paranormal romance1:

Elaine (Samantha Robinson, splendida e perfetta per la parte) è una giovane donna che, nella sua ricerca del vero amore (o forse solo di una gratificazione fisica), utilizza la stregoneria per sedurre un certo numero di uomini, salvo poi eliminarli quando la relazione si rivela noiosa, o insoddisfacente, o troppo oppressiva. Ma la polizia indaga.

E la trama è tutta qui.
Ma è molto meglio di così. Continua a leggere

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Un gatto e un canarino nelle paludi della Louisiana

Gli eredi di un eccentrico miliardario si riuniscono nella casa di quest’ultimo dieci anni dopo la sua morte.
Il testamento, che verrà letto allo scoccare della mezzanotte, designerà uno di loro come unico erede.
E poi c’è la faccenda della collana scomparsa.
E il maniaco omicida fuggito dal vicino manicomio.

51R0PDGCBGLScherzi della memoria – ero assolutamente certo (ma certo-certo) di aver fatto un post, nei primissimi anni di questo blog, su The Cat and the Canary, il film di Radley Metzger del 1978. E invece no. Non c’è. Non l’ho mai scritto.
Ce l’ho stampato nel cervello, ma non l’ho mai postato.
Brutta cosa la vecchiaia.

Ma oggi non voglio parlare del film del ’78, ma di quello del ’39, del quale si diceva nel mio post su The Ghostbreakers – quello che in italiano venne intitolato Il fantasma di Mezzanotte (perché noi valiamo).

La commedia The Cat and the Canary di John Willard, nel 1922 aveva sbancato i botteghini, e ne erano stati tratti due film, un muto nel ’27, e un sonoro nel 1930 – oggi purtroppo perduto – che ha l’onore di essere il primo horror sonoro della storia.
Poi, nel 1939, Paramount decise di fare un remake.
Sì, lo so, qui dovrei metterci la solita battuta sui fan sconvolti che piangono su internet.
Ma l’avete già sentita, e sapete come va a finire. Continua a leggere


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I rovinafantasmi

1940.
Per Mary Carter, le cose stanno prendendo una piega decisamente positiva: la morte improvvisa di uno zio l’ha lasciata unica erede di una vasta proprietà a Cuba. Un’isola intera, Black Island, con l’annesso Castillo Maldito.
Intanto, Lawrence L. Lawrence, che conduce una trasmissione radiofonica nella quale si diverte a sbeffeggiare i gangster, va una volta di troppo contropelo a un boss particolarmente vendicativo.

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È il 1940, e la Paramount, nella parole di uno dei recensori dell’epoca, trova la formula magica per far contorcere gli spettatori dalle risate, e al contempo terrorizzarli a morte.

E il pubblico pare gradire – The Ghost Breakers1, di George Marshall, è un successo stratosferico.

In realtà, la formula casomai l’avevano trovata, nel lontano 1909, due gentiluomini chiamati Paul Dickey e Charles W. Goddard. La loro commedia The Ghost Breaker aveva tenuto cartellone per settantadue repliche, ne avevano fatto un romanzo nel 1915, ed era poi stata trasformata in non uno, ma due film muti2.
Stiamo quindi parlando di un remake – e io me li immagino i fan che si strappano i capelli, perché il nuovo film sonoro non sarà mai all’altezza dell’originale muto, e Hollywood sta rovinando la loro infanzia.

Ma bando alle polemiche. Continua a leggere


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Dall’Ucraina con furore (o qualcosa del genere)

Viy-Forbidden-Empire-2014-PosterDa quando il racconto Viy venne pubblicato da Nicolai Gogol nel 1835, la trama sul confronto fra un seminarista e una strega con la pessima tendenza a non restare morta ha ispirato una quantità di adattamenti.
Fra questi, il più fedele è probabilmente quello del 1967 prodotto dalla Mosfilm, il più improbabile è quello girato in Corea nel 2008 col titolo di Evil Spirit ed il più vicimno a noi è La Maschera del Demonio di Mario Bava, del 1960.
Ma nel 2005, due cineasti russi decisero di fare un nuovo adattamento dell’opera di Gogog, questa volta con un taglio più fantasy che horror, ed una impostazione “all’americana”. L’idea era di farlo uscire nel 2009, per il centenario di Gogol.

Definire “travagliata” la lavorazione della pellicola sarebbe un assoluto understatement – tra riscritture, ritardi ed altre disavventure, annunci di uscite e cancellazioni, il film venne completato solo nel 2014, e distribuito in maniera abbastanza avventurosa nel 2015 con il titolo, per il mercato Europeo, di Forbidden Empire.
E chissà poi perché. Continua a leggere


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Ad Halloween ci sono orrori che non hanno prezzo

Cover-TrueFantasy-Horror-Stories-2015-A… e quindi potete scaricarli gratis.
I ragazzi di True Fantasy hanno lavorato a ritmi folli per far arrivare sui vostri ereader una collezione tanto massiccia quanto variegata di storie di paura per questo Halloween.
Solo autori italiani – perché noi valiamo.

Essendo uno degli autori, non posso naturalmente esprimere giudizi – ma diciamo che a mio parere potreste trovare TrueFantasy Horror Stories 2015 piuttosto divertente, e molto adatto alla stagione.

Buona lettura!
(e fate sapere ai curatori cosa ve ne pare!)


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36 pagine, 2.99 euro, 2 refusi

91IZwyRKvpL._SL1500_Ieri sera ho letto un racconto – Where the Wild Things Are, di Richard Poche.
Si tratta di un ebook autoprodotto che si vende a 2.99 euro, una storia di 36 pagine, che si legge in un’ora scarsa.
Una storiella leggera, un mix di noir e horror abbastanza prevedibile ma piacevole. Nulla per cui strapparsii capelli, ma ci sono un paio di buone idee.

Ci sono anche due “problemi tecnici”.

Il primo è che per un paragrafo (due righe, una trentina di parole), si passa dalla prima persona narrante alla terza.
Io credo si tratti di un problema di revisione – l’autore in seconda stesura ha deciso che la sua storia sarebbe stata più efficace in prima persona (è vero), e l’ha modificata, perdendosi due righe per strada1.
Succede. Continua a leggere


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Un gotico che non sia stato tradotto

Questo è un post del piano bar del fantastico.
Qualche giorno addietro, il mio amico Alessandro Defilippi mi ha chiesto

Un bel gotico in inglese inedito in Italia?

raven-tombstoneE non è una richiesta facile.
In primo luogo perché negli ultimi tempi ho letto prevalentemente vecchie storie, per ciò che riguarda l’orrore sovrannaturale, andando a scavare in raccolte di materiale pubblicato fra le due guerre.
Secondariamente, perché leggo meno orrore di un tempo – sarà la vecchiaia che avanza.
E per finire c’è la questione del “gotico” – che non è necessariamente horror, ma indica possibilmente qualcosa di più, qualcosa di diverso… più atmosfera e meno babau.

E d’altra parte, se voglio poter dire I’m the piano man, devo saper rispondere anche a queste richieste, vero?
Al limite barando.
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La Ballata di Tam Lin

995261238537022Diciamo che siete produttori cinematografici.
Diciamo che è il 1972.
Nel 1970, avete acquistato la pellicola di un giovane attore e regista, la sua opera prima, con per protagonista una delle attrici più famose di Hollywood.
Il ragazzo ha consegnato la pellicola, ma da due anni voi state cercando di decidere cosa farvene: non solo è francamente incomprensibile, ma ha un titolo che pare il nome di un ristorante cinese.
Tam Lin.
E cosa diavolo sarebbe, un Tam Lin?

Diciamo che siete produttori cinematografici, è il 1972 e avete un grosso problema…

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