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Tutti gli uomini sono fratelli

Ed avendo cominciato con lo Xi Yu Ji, perché non continuare a ripulirsi i sistemi da tutto il ciarpame pseudoceltico e finto-medioevale del fantasy di dozzina che ci assedia, e buttarci su un altro bel classicone cinese?

Shuihu Zhuan è stato variamente tradotto come Il Margine dell’Acqua, ma anche come I Briganti, Le Paludi del Monte Liang e anche, appunto, Tutti gli uomini sono fratelli.

Il bello di questo colossale romanzone del quindicesimo secolo è che è talmente popolare, e talmente diffuso, e talmente presente nella cultura cinese, che negli ultimi cinquecento anni ne sono state sfornate una quantità inenarrabili di versioni, che tendono ad allinearsi al clima sociale e politico dell’epoca.
Nemmeno l’autore è accertato, poiché esistono quattro diverse mani – per lo meno – nella stesura del definitivo, che viaggia sui 100-120 capitoli a seconda delle versioni.

Ma procediamo con ordine.
Tutto comincia con un tizio che sa giocare bene a palla.
No, davvero! Continua a leggere