strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


8 commenti

Lulù, Hunter S. Thompson e la retorica nerd – ovvero, l’infinità del vuoto

La notte passata ho speso un’oretta a guardare un vecchio documentario della BBC sulla buonanima di Louise Brooks. Forse non tutti sanno che la Brooks, oltre ad essere una figura iconica del cinema muto e dell’era del Jazz, fu anche, negli ultimi anni della sua vita, una straordinaria scrittrice di cinema. Lei c’era stata, ad Hollywood, fin dall’inizio. Aveva lavorato coi peggiori scalzacani e con i supremi artisti, era stata parte di quella cosa incredibile che è Pandora’s Box, e poi aveva vissuto un declino drammatico. La scrittura era stato il suo strumento di rinascita, l’atto di rivalsa di un’attrice mediocre (parole sue) che aveva sempre solo recitato se stessa, ma che aveva tenuto occhi ed orecchie aperti, ed aveva vissto, conosciuto, imparato.

E quello che segue sarà un discorso che andrà un po’ in tutte le direzioni per poi cercare di convergere su un solo punto.
Siete stati avvisati.

Continua a leggere


12 commenti

Il presente, per sempre

Avevo detto che c’era ancora una cosa relativa a Danse Macabre, e che ne avrei parlato in un altro post. Questo è l’altro post.
Cominciamo con una nota storica minima…

Lessi Danse Macabre all’ultimo anno di liceo, in inglese perché mi era stato detto che l’edizione disponibilein italiano (la pubblicava Theoria? Forse, non ricordo), era stata massicciamente decurtata. Trattandosi di un saggio, e molto discorsivo, lessi il libro abbastanza in fretta, e per me diventò una dannazione.
O se preferite, una lista della spesa.

Perché, come ho accennato nel post precedente, Danse Macabre è un saggio – si noti il sottotitolo dell’edizione fotografata qui sopra – in cui King va a chiacchierare di una quantità di libri, fumetti, film e quant’altro che hanno segnato la sua formazione come appassionato di horror oltre che come autore. E perciò, se quello è il genere che ci interessa, e che ci piace leggere, allora è come una maledizione egizia: si va in biblioteca o in libreria e si cominciano a saccheggiare gli scaffali, per leggere cose che non conosciamo. Per i film, all’epoca era un po’ più complicato, ma c’erano le rassegne a tarda notte delle TV private, e Fuori Orario.
Oggi è molto più facile, con la rete.

Continua a leggere


9 commenti

I nerd hanno vinto (the final episode)

Uno dei principi fondamentali del metodo scientifico è che, non importa quale sia il mio modello, e quanto impegno, lavoro e tempo io abbia investito in esso, se qualcuno si presenta con argomenti sufficientemente convincenti da mettere in crisi quel modello, beh, vuol dire che dovrò scartare il mio modello e ricominciare da capo, o per lo meno correggerlo e adeguarlo ai nuovi dati.
Si chiama progresso scientifico, ed è ciò che di solito ci viene rinfacciato da quelle povere anime semplici che sostengono che la scienza non ha certezze!.
Poveracci.

Ora, al di là del metodo scientifico, questo atteggiamento – modificare la nostra opninione sulla base dei fatti a nostra disposizione, per confronto con modelli alternativi – è una cosa che non farebbe male a un sacco di gente, ed è una buona impostazione anche per la vita di tutti i giorni.

Facciamo un esempio pratico. Continua a leggere