strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Progressisti a tutti i costi

https://i2.wp.com/sanpedrosula.usvpp.gov/uploads/images/V4milgdgsQwXFc49FeMRPQ/American_Indian_Month.jpgBello vivere nella vecchia Europa, e per di più in unpaesecon una lunga tradizione di cultura e di effervescenza politica…

Stando a tutti i dati fin qui disponibili, pare che Barack Obama – o come alcuni lo chiamanoBarack’O – abbia vinto le elezioni presidenziali negli Stati Uniti.
Io, lo ammetto, condivido solo in parte l’entusiasmo mostrato da tanti amici liberal.
Sarà perché sento di più problemi più vicini a casa.
Sarà perché non posso fare a meno di ricordare il vecchio monologo del compianto Bil Hicks, quello sui due pupazzi ma un solo burattinaio, quello in cui spiegava che non importa cosa promettano incampagna elettorale, poi appena eletti li portano in una stanza in cui ci sono dodici industriali che fumano il sigaro, e gli proiettano un filmino sull’omicidio Kennedy, ripreso da una angolazione mai vista prima.
Così, perché capiscano chi comanda davvero.

Comunque, Barack Obama ha vinto.

E non è mancato, meno di un paio d’ore or sono, il solito esperto di politica internazionale – ce n’è uno annidato in ogni caffetetria del paese, e attorno al weekend fà anche il commentatore sportivo – che si è sentito in dovere di spiegare a me ed a tutti gli astanti che in fondo Barak Obama ha vinto, se ha vinto, col voto dei negri,degli ispanici, dei latinoamericani e magari anche dei cinesi.
Col voto di tutti i maledetti immigrati, insomma.
I veri americani hanno votato McCain, ci ha garantito, con fare saputo.

Ed io che non so stare zitto, allora ho osservato che il povero McCain non aveva una speranza all’inferno di farcela, se contava solo sui voti dei pellirosse delle riserve.

La battuta non è stata gradita.
Certa gente non ha il senso dell’umorismo.


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Il Silenzio degli Innocenti?

La diatriba fra le posizioni neocatastrofiste di Stephen Jay Gould e le posizioni ultradarwiniste di Richard Dawkins riname uno dei dibattiti più feroci ed intelligenti che abbiano interessato le scienze naturali e la paleontologia inparticolare negli ultimi trent’anni.
Capita, quando a dibattere un argomento complesso e misterioso si mettono due persone di grande intelligenza.
Una malattia terminale ha purtroppo zittito con troppo anticipo S.J. Gould, per cui il neodarwinismo di Dawkins sembra aver vinto per default – ma i giochi sono ancora aperti.
Si sente però la mancanza del dibattito.
Gould e dawkins hanno dato vita ad alcuni degli scambi più taglienti e cattivi nella storia del dibattito scientifico.
Solo su una cosa si sono trovati d’accordo: coi Creazionisti non si discute.

http://upload.wikimedia.org/wikipedia/en/thumb/5/53/A_Devil's_Chaplain.jpg/150px-A_Devil's_Chaplain.jpgQualsiasi spazio concesso al Creazionismo da un professionista della paleontologia o della biologia, sostengono Gould e Dawkins in un articolo congiunto pubblicato dopo la morte di Gould (ne Il cappellano del Diavolo, di Dawkins), conferisce a questa teoria improponibile una misura di dignità che non le compete.
Accettando di discutere coi Creazionisti dò loro più credito di quanto non meritino.
È per questo che sempre più spesso i sostenitori di Creazionismo e Intelligent Design chiedono confronti pubblici con sostenitori del pensiero darwiniano – per rubacchiare un po’ di quella dignità scientifica che altrimenti non potrebbero avere.

Meglio ignorarli, quindi.
Meglio tacere.
Meglio rispondere “Io di certe cose non mi occupo perché sono uno scienziato, e quella non è scienza.”
Bello liscio.

Però, però… cosa fare nei casi di coloro che una certa visibilità già ce l’hanno, e che anzi sarebbero ben felici se noi tacessimo delle loro malefatte?
Tacere dignitosamente non è forse rischiare di fare il loro gioco?

Perché tirare le uova a un idiota che sostiene l’insostenibile è “antidemocratico”?
Perché definire ladro uno che approfitta della propria posizione di potere per accaparraredenaro è “giudicarlo prima che venga processato”?
Perché protestare pacificamente è considerato “poco educato”, “poco civile”, “poco elegante”?

Nel momento in cui la prima reazione di un’azienda un cui dirigente si è giocato la faccia consiste nel tentare disperatamente di far sparire le prove, io mi preoccupo.

Il silenzio non è più un’arma per gli indignati.

Ma c’è un altro problema – la stessa spinta culturale che vuole convincerci che protestare è poco elegante ci insegna anche che la cialtronaggine è un tratto positivo.
Quindi nell’esporre un cialtrone al pubblico ludibrio rischio di creare una nuova icona per gli sciocchi.
Chi capisce il mio messaggio, non ne ha bisogno.
Chi ne ha bisogno, lo fraintende completamente.

Comunque vada, perdo.

E tuttavia, se quando il prossimo cialtrone comparirà in pubblico e la plebe sospirerà colma di ammirazione, se in quel momento abbastanza voci dicessero “Imbecille”, anche senza alzare la voce, chissà, forse qualcuno, anche fra gli obnubilati, comincerebbe a porsi delle domande….

È una situazione complicata.


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Scimmie ammaestrate

E’ successa una cosa insolita.
O forse no, chissà.

In una serie di commenti ad un post altrui su un blog confinante col mio (per temi se non per hardware), ho commentato negativamente il modo in cui un’autrice ha deciso (o permesso al suo editore) di pubblicizzare il proprio lavoro.

Non ho parlato male dell’autrice.
Non ho parlato male del libro.
Ho solo detto che c’era un forte sospetto di hype.

Ed ho aggiunto che è irritante vedere tante energie spese per promuovere un prodotto in forte sospetto di artificiosità, quando un sacco di buoni autori non vengono filati neanche di striscio dalle majors.

8845908569E di rimando sono stato accusato di esprimere certe opinioni per invidia.

Invidia?

Invidia di cosa?
Di non avere un editore che mi obblighi ad esibirmi come una scimmia ammaestrata?
Di non essre dileggiato da persone che rispetto sui rispettivi forum on-line?

Ora, è indubbio che si tratti di uno degli stratagemmi per ottenere ragione collezionati da Schopenhauer – accuso chi esprime opinioni diverse dalle mie di essere motivato da invidia, ed automaticamente lo delegittimo.
Bello liscio.
Un semplice giochino retotrico.

Però è fastidioso.

E allora, Schopenhauer per Schopenhauer…

È assolutamente sbagliato voler trasferire anche in letteratura la tolleranza che per forza si deve usare verso le persone ottuse e senza cervello in società, dove simili tipi brulicano. Nella letteratura costoro sono, infatti, intrusi sfacciati, e qui disprezzare le cose cattive è un dovere verso quelle buone: per colui per il quale nulla è cattivo, nulla parimenti è buono.

Amen.


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Il giorno dopo (beh, due in effetti)

Dear bloggers, Thank you for the very broad range of questions and commentaries you’ve sent in this afternoon. It has been a fine way to mark international Blog Action Day and your strong interest greatly encourages me in my work!
Stavros Dimas

Il Blog Action Day si è chiuso con le seguenti cifre

  • 20.603 blog associati all’iniziativa
  • 23.327 post a tema ambientale postati il 15 ottobre
  • 14.631.038 visitatori

Non male, considerando che era la prima volta.
Un bel successo, anzi, che si spera di superare l’anno prossimo, e negli anni successivi, fino a che non ce ne sarà bisogno.

Il che naturalmente non servirà a nulla.

Soprattutto grazie a quella fetta di pubblico che resta fermamente, stolidamente convinta che non servirà a nulla.
Perché ammettere che potrebbe servire significherebbe… cosa?
Allinearsi agli altri?

Perché ammettiamolo, c’è un sacco di gente là fuori pronta a morire pur di affermare la propria unicità, la propria estraneità al gregge, ai movimenti di massa, alla schiera dei fresconi che ancora credono in qualcosa.

Beh, abbiamo una buona notizia per loro: stanno davvero morendo.

E noi con loro.

Grazie, manica di imbecilli, è un piacere respirare la vostra stessa atmosfera!