strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Pioggia di Meteoriti!

Cosa c’è di meglio che chiudere il periodo festivocon un bel bombardamento di comete e meteore?
Perché ok, le epidemie, i prioni, gli zombi, ma volete mettere un bell’impatto da asteroide?

Per la delizia di grandi e piccini, e per titillare lo scrittore di fantascienza che vive in me fianco a fianco col paleontologo, la Purdue University e la NASA hanno messo online un simpatico aggeggino chiamato, molto opportunamente, Impact Earth!

In soldoni – si tratta di un simulatore di impatto.
Vi permette di impostare massa e diametro del vostro meteorite, definirne la natura petrografica, l’angolo d’impatto, la velocità di entrata (proporzionale alla distanza da cui arriva), la natura geologica dell’area d’impatto (cade in mare? su un bacino sedimentario? su rocce del cristallino?), e la distanza alla quale volete detrminare gli effetti.

E lui zac!, una bella animazione, e poi una serie di tabelle che vi dicono tutto – entità della scossa sismica, spostamento d’aria, livello di rumore dell’impatto ed in quante ore lo sentirete dalla vostra località di riferimento, il volume della sfera di fuoco, il rilascio di materiale in atmosfera, le tsunami…

Semplice e dilettevole – e molto istruttivo.
Scoperto grazie al blog di David Brin.


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2008 TC3

https://i0.wp.com/www.ecoenquirer.com/global-warming-asteroid.jpg
2008 TC3 è il nome di un sasso “di pochi metri di diametro” che questa mattina è penetrato a basso angolo nell’atmosfera sopra all’Africa, frammentandosi e bruciando nell’impatto.
Nessuno si è accorto di nulla.
Beh, ok, nessuno fuorché la NASA e qualcun’altro.

Ora, di sassi come 2008 TC3 ne sbattono contro la nostraatmosfera in continuazione.
Uno ogni pochi mesi.
2008 TC3 ha però due interessanti caratteristiche.
Primo – l’impatto era stato previsto matematicamente con buon anticipo
Secondo – la previsione è stata confermata solo Lunedì mattina, circa 24 ore prima dell’impatto effettivo.

Se 2008 TC3 fosse stato un po’ più grande… ok, un bel po’ più grande…
Ma lasciamo perdere.

Anche per questa volta, non ci siamo estinti.
Ci toccherà continuare a farlo da soli.

[immagine dall’ecoenquirer]