strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


3 commenti

Il giorno 2 sarà una notte

Mattinata nebbiosa e un sacco di tempo buttato in giravolte burocratiche, e quindi neanche una parola scritta – si riparte alle due, e questo significa che dovrò andare avanti a scrivere nella notte per raggiungere la quota prevista.
“Fortunatamente” l’insonnia ha nuovamente messo le tende nella mia stanza da letto – come di solito succede quando la situazione si fa difficile, e quindi stare su a lungo a scrivere non mi peserà.

E parlando di fortune schifose, fortunatamente ho perduto la mia password per accedere al sito della Open University, dove ho scoperto c’è un bel corso sulle lune del sistema solare, che sarebbe proprio l’ideale per fare un po’ di ricerca extra per la mia storia.
E a quel punto addio scrittura.
La ricerca – a cominciare dalla ricerca della password perduta – la faremo dopo.
Per ora, si mangia un boccone per pranzo, e poi si ricomincia a scrivere.


14 commenti

Auprès de ma blonde*

insomniacs-handbook-a-companion-for-the-nocturnally-challengedL’insonnia è uno dei problemi che periodicamente mi… ok, mi tengono sveglio.
Ho messo insieme una bella biblioteca di libri a riguardo – soprattutto di libri riguardo a come convivere con l’insonnia, come arredarla e farne un luogo in cui passare del tempo.

In fondo, ormai ci sono abituato, ed essendo padrone del mio tempo – e poco altro, in effetti – quando capita posso lavorare di notte e dormire di giorno, con un minimo di conseguenze negative (soprattutto sociali).

Ma il problema vero, naturalmente, è che la fatica è cumulativa, il riposo no – per cui alla lunga si crolla.
O peggio – un prolungato periodo di deprivazione del sonno può indurre problemi mentali seri.
Perciò, alla fine, la scelta sembrerebbe essere se ciondolare semiconsci durante il giorno, o avere crisi psicotiche.
Non è bello.

Ecco allora una lista di rimedi più o meno accreditati per sopravvivere all’insonnia**. Continua a leggere


2 commenti

Un progetto nel cassetto

Ho un amico che, se solo si decidesse a mettere in piedi un blog attraverso il quale mostarre all’universo le proprie competenze, farebbe cinquemila hit al giorno senza neanche accorgersene.
Ma lui non ha né blog né sito web, né contribuisce con il proprio materiale a portali o metasiti o webzine.
Non vuole che gli rubino le idee, dice.
E così, le sue idee restano chiuse nella sua testa.
Inutili.

Io non ragiono a quel modo.
È per questo che faccio questo post.
Si tratta di un progetto che ho nel cassetto da non meno di due anni.
L’ho girato e rigirato, proposto e riproposto.
La reazione è sempre la stessa – ti guardano come se fossi un marziano, poi arretrano lentamente verso la porta, sorridendo rassicuranti.
E scompaiono.
Perché ci sono idee che non ti ruberanno mai, perché il 90% non le capisce  – e allora tanto vale farle circolare in pubblico, sperando che qualcuno, di quel 10% che capisce, passi di qui.
E non sia il tipo che ruba le idee altrui.

L’idea è questa:

Dal Tramonto all’Alba
Un tour guidato della notte sulla Terra

Ogni giorno, parte della nostra vita viene spesa nelle tenebre – per quanto ci sforziamo di tenerle a bada.
La nostra specie è evoluta in un mondo in cui giorno e notte si alternano, e così la nostra cultura, la nostra società.
E quelle che le hanno precedute.
Il calare delle tenebre comporta una quantità di cambiamenti sulla superficie del nostro pianeta: cambia la direzione dei venti e delle maree, cambia la respirazione delle piante, si avvicendano predatori e prede, si modifica la fisiologia del corpo umano.
Il tramonto e l’alba sono linee di demarcazione precise nelle attività umane – chiudono botteghe ed uffici, si aprono ristoranti e balere, rincasano gli onesti cittadini, escono in cerca di preda i furfanti.
Il giorno e la notte hanno differenti abitanti, differenti pericoli, differenti divinità.
La notte ispira i poeti, i romanzieri, i pittori, i musicisti.
I suicidi.
Di notte si balla, si commettono crimini, si osservano le stelle.
La maggior parte di noi muore di notte.

È ora di fare un tour di questo luogo della nostra vita che troppo spesso attraversiamo dormendo.

Un po’ di allegro edutainment, insomma – il genere di cosa che può venire in mente a chi, come me, soffre di insonnia, a metà strada tra una conferenza di scienze e un vecchio Mondo Movie, con l’appoggio di web-cam, musica, proiettore.

751px-VanGogh-starry_nightNon sarebbe poi così difficile da organizzare.
Un posto dove far sedere il pubblico.
Un po’ di hardware.
L’ideale sarebbe un planetario, ma finora i riscontri sono stati pochi, pochissimi.

Eppure a me non pare un’idea così strana.

Sì, ok, ma poi, di cosa parli…

Di tutto ciò che accade dal tramonto all’alba.
Di predatori notturni.
Di folklore.
Di insonnia.
Di musica.
Di evoluzione.
Di criminologia.

Il progetto è pronto.
Potrei metterlo in piedi ovunque in un due settimane.
Ma per ora, mi han sempre dato picche…
Ma chissà, magari in autunno…

Powered by ScribeFire.


Lascia un commento

Hai visto l’alba stamattina?

Io si.
Si è levata uggiosa e grigia sulla città addormentata.
Brutta cosa l’insonnia.
Mentre la città dormiva, io me ne stavo abbarbicato su un divano scomodissimo, cercando si placare una mente sovraccarica con la lettura di Zen, the Perfect Companion, sorta di summa di testi zen pubblicata una manciata d’anni addietro dalla Black Dog.
Libro sontuosissimo, pieno di foto, disegni, ideogrammi e saggezza polverizzata.

La Bussola dello Zen insegna che ci sono tre tipi di Zen:
Lo Zen Teoretico insegna, “La forma è vuoto. Il vuoto è forma.”
Lo Zen Tathagata insegna, “Nessuna forma. Nessun vuoto.”
Lo Zen dei Patriarchi insegna, “La forma è forma. Il vuoto è vuoto.”
Quale definizione è corretta?

Interessantissimo e, ai fini pratici, inutile.
Il mio cervello ha continuato a ronzare come una radio sintonizzata su dieci canali contemporaneamente.
Ho buttato giù la scaletta del prossimo corso.
Ho aggiunto un paio di pagine ad un racconto in corso di completamento.
Tutto inutile.
E così, ho visto l’alba.
Oggi sarà una giornataccia – ma il lato positivo dell’essere un freelance sta nel fatto che si può trascorrere una notte in bianco e poi passare la giornata successiva strisciando sulla tastiera del computer, o semplicemente recuperando il sonnoperduto.
Basta che non diventi un’abitudine.