strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Paura & Delirio episodio 50 Special: Chi ha ucciso l’horror italiano?

Per il cinquantesimo episodio del nostro podcast, abbiamo deciso di infrangere una regola che ci eravamo dati fin dal la prima puntata, e di dedicare la nostra attenzione – complice una domanda ricevuta da la Posta del Cuore – alla strana storia del cinema horror nel nostro paese.
Perché, dopo i fasti degli anni ’70 ed ’80, il cinema horror italiano è apparentemente morto?

Chi lo ha ucciso?
Il pubblico?
La critica?
Lo strapotere della commedia pecoreccia?
La concorrenza dei blockbuster americani?

E noi abbiamo cercato una risposta, e non necessariamente un colpevole, invocando i sacri nomi di Freda, Bava, Fulci, Argento, e guardando anche oltre i confini del genere, al destino simile del peplum e del film di cappa e spada, dello spaghetti western e del melodramma.
E poi oltre confine, in America e in Giappone, in Spagna e ad Hong Kong.
Una puntata anomala, per un fenomeno anomalo.
Buon ascolto.

Nota: come tutti i nostri special, anche questo è disponibile solo su Mixcloud, senza interruzioni pubblicitarie.
Se volete aiutarci a continuare con le nostre chiacchiere, prendete in considerazione l’idea di offrirci un caffé
(e su Ko-Fi potete anche iscrivervi alla nostra newsletter, e ricevere informazioni in anteprima)


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Una pietra tombale da 220 pagine

Non tutte le persone sono uguali.
Ci sono persone delle quali non mi fiderei neanche a chiedergli l’ora, e persone che se mi consigliano un libro, io lo compro e lo leggo.
Due giorni fa un amico mi ha consigliato un libro, e io l’ho comprato (in ebook) e l’ho letto.
E qui adesso vorrei provare a descrivere la miscela di orrore, furia omicida e esilarazione che questa lettura ha prodotto.
Non sarà facile – ma il libro parla anche delle cose facili, e della rovina che di solito le accompagna, per cui quello aiuta.
Cominciamo con la sinossi presentata su Amazon: Continua a leggere


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Una lista di lettura

A sorpresa, un post del piano bar del fantastico, senza immagini, ma con un sacco di link.

Procediamo con ordine – sono stato intervistato.
Da Valentina Marchetti, per DazebaoNews.
La mia intervista la trovate qui, insieme con una mia foto.
Non credete a quell’immagine – è stata photoshoppata ad arte.
Io in realtà sono snello e bellissimo.

Riguardo ai contenuti dell’intervista, tuttavia, una delle mie risposte ha già stimolato la curiosità dei fan, ed il giovane Angelo, da Londa, mi scrive e mi dice…

Davide ora pretendo di sapere qual è il miglior libro di Fritz Leiber, il migliore di Henry Kuttner, di Lyon Sprague De Camp, di Michael Moorcock, di M. John Harrison, di Jack Vance e di Gene Wolfe.

E chi sono io per negarmi la possibilità di pubblicare una bella reading-list, e far scucire un sacco di soldi al mio amico Angelo?

E allora, proprio solo una lista di titoli con brevi commenti, per elencare queli che secondo me sono i titoli consigliati di… Continua a leggere


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Il buco nero da 1.99$

L’universo là fuori è veramente strano.

Del tipo – qual’è il prezzo giusto per un ebook?
No, no, aspettate.
È un’altra cosa interessante…

Prezzo (restaurant)

Il discorso che voglio fare parte da un interessante studio pubblicato di recente, per cui risulta che, nel resto dell’universo, il peggior prezzo possibile per un ebook di media lunghezza è 1.99$
La cosa è interessante – quello del “prezzo giusto” è uno dei temi più dibattuti da che esistono gli ebook.

Dati alla mano, il direttore del ramo self-publishing e rapporti con gli autori di Kobo (che in Italia è agganciata a Mondadori), ha osservato che il prezzo di 1.99 è “morto”.
I libri che vendono di più – e in maniera più consistente, sono nella fascia 2.99$-3.99$

I dati di Kobo coincidono con quelli pubblicati da Smashwords, che rilevano come – nelle parole del CEO dell’azienda – il prezzo di 1.99$ rappresenti ormai “un autentico buco nero da evitare”.

Mica robetta.

Ciò che è successo, a quanto pare, è questo.
Quando parliamo di un romanzo, per il pubblico degli ebook nel mondo anglosassone, il prezzo di 99 centesimi viene visto come prezzo promozionale, come parte di una strategia aggressiva. Spesso, si tratta di un prezzo ribassato per un breve periodo – ed alcuni lo chiamano già “il nuovo gratis”.
Il prezzo di 2.99 o più segnala una certa qualità – l’autore paga i suoi editor e può permettersi una copertina professionale, segno che crede nel proprio lavoro e quindi vale la pena rischiare.
A metà strada, il prezzo di 1.99, risulta “sospetto” – troppo alto per essere un affare o un rischio accettabile, troppo basso per segnalare qualità o, addirittura, fiducia dell’autore nel proprio lavoro.
E quindi, dovendo scegliere come spendere i miei soldi, spendo un po’ di più per un prodotto che percepisco come migliore – o spendo la stessa cifra in 2 ebook in offerta a 99.

Tutto questo mi interessa perché, come dicevo, la definizione di prezzo e la pianificazione delle promozioni sono parte del lavoro che come autore/editore mi tocca inventarmi.
Anche se le informazioni fin qui raccolte sembrano indicare chiaramente che sul mercato italiano, l’unico prezzo ritenuto accettabile è “gratis”.


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Come Pubblicare su Amazon.it

Cover of "Kindle Wireless Reading Device,...

Ora vi racconto un paio di cose che ho scoperto su Amazon*.
No, ok, non fate quella faccia – vi interesserà.
È un pork chop express di quelli veramente sostanziosi.

Allora, procediamo con ordine.
Quando caricate un ebook per la pubblicazione tramite KDP (l’interfaccia per il Kindle store di Amazon), il sistema vi consente di segnalare due categorie nelle quali inserire il vostro testo.
Se foste editori “veri” (qualunque cosa voglia dire) ve ne concederebbero cinque, ma noi accontentiamoci.
Le categorie sono gli scaffali virtuali sui quali verrà collocato il vostro libro, in modo che le persone interessate all’argomento possano trovarlo e comprarlo.
Bello liscio.
Contenti loro, contenti voi, contenta Amazon.

A questo punto, quando io ho inserito Avventurieri sul Crocevia del Mondo, ho optato per le seguenti categorie:

  • History/Asia/Central Asia
  • History/Expeditions & Discoveries

… che si adattano molto bene al contenuto del libro.
E in verità, Avventurieri, su Amazon com, compare in quelle categorie.
Ora il principio è interessante: che io selezioni la lista dei volumi schedati History, o quella dei volumi schedati History/Asia, o una qualunque delle altre sottocategorie da me indicate, basta avere la pazienza di scrollare, e Avventurieri compare bene in vista.
Funziona.
Funziona così bene, a dire il vero, che decido di rimuovere la seconda categoria, e sostituirla con

  • Biography & Autobiography/Adventurers & Explorers

Sempre una descrizione perfetta del mio testo, e che non cambia granché – se non che ora il mio libro compare sia nella lista History che nella lista Biography & Autobiography.
Ottengo una frazione di esposizione in più – mi trova anche chi non spulcia la Storia, ma è invece interessato alla Biografia.

Poi, in occasione della tre giorni di promozione del weekend passato, scopro una cosa curiosa.
Io, su Amazon.it, non rientro in alcuna categoria – non sono nella lista di Storia, né in quella Biografia, e quindi Avventurieri compare nel mare magnum degli ebook kindle – dove c’è tutto, e il mio ebook è perso fra migliaia di volumi che vanno dal ricettario al rosa passando per il manuale di ramino.
Strano.

Strano, perché ad esempio il nuovo romanzo del mio amico Diego Bortolozzo, Capitan Low**, entra bello liscio nella categoria Fantascienza e senza particolari problemi.
Vai sul Kindle store, scegli Fantascienza, e lui è lì, bello e invitante.
Tu lo cercavi, e l’hai trovato.
Avventurieri no.

La cosa è Terribilmente Misteriosa(R).

Deutsch: Logo von Amazon.com

Deutsch: Logo von Amazon.com (Photo credit: Wikipedia)

Tocca fare un po’ di giravolte per svelare l’arcano, ma poi, confrontando Amazon.com (dove va tutto bene, ma Avventurieri, essendo in italiano, non lo compra nessuno) con Amazon.it (dove Avventurieri lo leggerebbero in tanti, ma non lo vedono), si svela il mistero.

Le categorie di Amazon.it non coincidono con quelle di Amazon.com.
In particolare, la Storia, per noi in Italia, è solo suddivisa per periodi, non per aree geografiche.
Non esiste Storia/Asia – esiste Storia/Storia moderna e contemporanea dal XVIII al XX secolo.
E quella è la categoria più vicina a descrivere Avventurieri.
Il risultato di questa discrepanza è che i libri che, tramite KDP, all’atto della pubblicazione, vengono inseriti in una categoria “americana” che non ha equivalente italiano, semplicemente risultano senza categoria.
E chi li potrebbe voler cercare, si trova in difficoltà, perché non sono sullo scaffale su cui dovrebbero essere!

Il romanzo del mio amico Diego non soffre di questa difficoltà – perché Fiction/Science Fiction diventa senza problemi Narrativa/Fantascienza, e quindi il suo libro viene collocato nello scaffale corretto.
Credo.
Mi domando se sia possibile scendere di più livelli – se io selezionassi Fiction/Science Fiction/Space Opera, visto che in Amazon Italia non vengono riconosciute sottocategorie a Fantascienza, il mio libro finirebbe perduto?***

Inutile dire che anche la scelta di mettermi in Biography & Autobiography/Adventurers & Explorers è destinata al disastro, poiché nella categoria Biografia, Amazon.it riconosce solo tre categorie, Diari, Lettere e Giornali, Memorie, e Biografie e Autobiografie.
Dove la categoria-madre (Biografie & Autobiografia) americana offre una ventina di opzioni, alcune molto precise (e quindicon liste molto corte, dove non è necessario scrollare granché per trovare il nostro libro), da noi ci sono tre categorie talmente generiche ed affollate da essere prive di significato.
E questo in generale sembra essere lo stato di cose per tutto il database di Amazon.it – non tutte le categorie sono state traslate, e se le categorie selezionate all’atto della pubblicazione (via interfaccia “americana”) non corrispondono, non c’è altra classificazione che la macrocategoria fondamentale… ebook kindle.

Questo è demenziale, in quanto comporta non solo un serio danno agli autori, ma anche un serissimo danno ad Amazon – che vende molti meno libri di quanti non potrebbe!

È stata una scelta economica – meno lavoro, meno spesa?
È stata una scelta logistica – meno categorie, meno lavoro?
O Amazon.it ha ereditato delle categorie da realtà precedenti – i cataloghi dei distributori, o degli editori?
Non ne ho idea.
Certo, tutte le persone coinvolte – autori, lettori, la stessa Amazon – ne risultano danneggiati.

La soluzione?
Beh, prima di caricare un testo in italiano su KDP, è una buona idea andare a vedere quali categorie offra la piattaforma in italiano, e poi scegliere le equivalenti in inglese.
Ed in effetti, in capo a poche ore…

Screenshot from 2013-09-17 22:46:08

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* Come ho già detto in passato, a raccontare le nostre disavventure informatiche, il rischio è sempre che ci sia quello per cui la nostra catastrofe è una banalità, che ci deride. Sono disposto a correre questo rischio.

** Che è molto buono, ha una bella copertina, ed è vivamente consigliato – oltretutto in questo periodo è in promozione

*** Dati alla mano, probabilmente no.
L’importante, da ciò che ho potuto vedere, è che esista una corrispondenza fino al secondo livello – i livelli successivi, inesistenti in Italia, sono semplicemente ignorati. Probabilmente.


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Il Tesoro del Bigatto

Le affermazioni categoriche sono pericolose.
Il migliore,il peggiore, il più il meno…
Le persone cambiano, i giudizi cambiano.
Eppure…

GiuseppePederialiQuando si tratta di fantasy Made in Italy, io di solito me ne tengo alla larga, ma indico, se non come titolo migliore, ma certo come uno dei titoli migliori, un romanzo uscito negli anni ’80 e intitolato Il Tesoro del Bigatto.
Un fantasy storico (ma se ne può discutere, e ne discuteremo) di Giuseppe Pederiali.

Pederiali è scomparso nello scorso fine settimana, ennesima perdita del fantastico nazionale in questo inizio di 2013 maledetto, vittima delle conseguenze di un incidente stradale.
Da molti anni si era allontanato dal fantastico, costruendosi una solida reputazione come autore di polizieschi.

Ma Il Tesoro del Bigatto rimane un titolo indispensabile e – per quel che mi riguarda – una grande occasione sprecata per il nostro fantastico nazionale. Continua a leggere


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John D. MacDonald in Italiano

Mentre prosegue il progettodi lettura e annotazione di tutti e 21 i romanzi di Travis McGee, la mia frequentazione di John D. MacDonald mi porta a scoprire facende incresciose.

Non esiste, allo stato attuale, una bibliografia completa delle traduzioni in italiano delle opere dell’autore americano.
Non online, per lo meno.

È proprio a partire da un recente scambio di email con un altro appassionato che mi si è incuneata nel cranio quest’idea di fare l’impossibile – compilare anche una bibliografia italiana di John D. MacDonald.

Quella che segue, quindi, è la versione 1.0 della bibliografia, per chiunque abbia voglia di farsi una passeggiata per bancarelle e librerie dell’usato e cercare di rintracciare i lavori di questo eccellente narratore americano, a suo tempo citato da Damon Knight come esempio standard di buona prosa narrativa.

Seguiranno, spero, aggiornamenti.

John D. MacDonald in Italiano  (versione 1.0, marzo 2010)

TravisMcGee:
* Il sudario verde (Bright Orange for the Shroud) (1965) Garzanti, 1969
* La sirena reticente (Darker than Amber) (1966) Il Giallo Mondadori n. 1105 5 aprile 1970
* La morte viene dal Messico (A deadly shade of gold), Garzanti, 1968. (Garzanti per tutti ; 170)
* Un silenzio rosso sangue (A Tan and Sandy Silence) (1972) Il Giallo Mondadori n. 1527 11 aprile 1976
* Sette cadaveri per Macgee (The Dreadful Lemon Sky) (1975) Il Giallo Mondadori n. 1419 7 maggio 1978
* Un uomo in mare per Travis McGee (The Empty Copper Sea) (1978) Il Giallo Mondadori n. 1655 19 ottobre 1990
* Requiem per la mia donna (The Green Ripper) (1979) Il Giallo Mondadori n. 1696 2 agosto 1981
* A corpo morto (Free Fall in Crimson) (1981) Il Giallo Mondadori n. 1922 1 dicembre 1985

Romanzi singoli:
* Giungla al neon (The Neon Jungle) (1953) Il Giallo Mondadori n. 928 13 novembre 1966
* Maledizione sepolta (A Bullet for Cinderella, ripubblicato come On the Make) (1955) Il Giallo Mondadori n. 524 15 febbraio 1959
* Grida forte, grida ora (Cry Hard, Cry Fast) (1956) Robin, 2002 ISBN 887371093X
* Il cane alla catena (April Evil) (1956) Il Giallo Mondadori n. 527 8 marzo 1959
* La morte conta i dollari (The Price of Murder) (1957) Il Giallo Mondadori n. 599 24 luglio 1960
* Branco di lupi (The end of the night, )Il giallo Mondadori n 743, 1964
* Ti ho visto (A Man of Affairs) (1957) Longanesi, 1964
* Il promontorio della paura (The Executioners, ripubblicato come Cape Fear) (1958) A. Mondadori, 1992 ISBN 8804353201
* Colpo jellato (Soft Touch) (1958) Il Giallo Mondadori n. 667 12 novembre 1961
* Branco di lupi (The End of the Night) (1960) Il Giallo Mondadori n. 743 28 aprile 1963
* Non ho paura (Where is Janice Gantry?) (1961) Il Giallo Mondadori n. 784 9 febbraio 1964
Fantascienza:
* Il pianeta dei sognatori (Wine of the Dreamers ) (1951) Martello, 1954

Romanzi incertae saedis:
* Dovere d’uccidere : la morte dal fondo del lago silenzioso (????), Garzanti, 1970 (I Garzanti ; 218)
* Pezzi di ragazza per Travis McGee (the girl in the plain brown wrapper), ????, ????

Buona caccia.


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Domande

Questo post solleva alcune domande.
Mi piacerebbe sentire delle risposte nello spazio per i commenti.
Così, tanto per fare cultura…

Tutto comincia, come spesso accade, con un interesante post sul blog di IguanaJo.
Com’è, come non è, finiamo a parlare della domanda fatta da un giornalista Tv, quarant’anni or sono a Fruttero & Lucentini.
L’allunaggio dell’Apollo 11, significa che la realtà ha superato la fantascienza?
F&L rispondono di no.

Povero Tito Stagno (credo fosse stato Tito Stagno, a fare la domanda).
Povero Tito… se solo avesse immaginato Charles Stross!
Vernor Vinge.
Greg Bear.
Lo steampunk.
Il new weird probabilmente lo avrebbe tranquillizzato…

Comunque, più interessante della domanda di Tito Stagno (se poi era lui) è la domanda dell’Iguana…

Ma alla fine un dubbio m’è comunque rimasto: possibile che per il mondo esterno siano ancora Fruttero & Lucentini i referenti seri per un discorso sulla fantascienza in Italia?

Al che, io rispondo con una controdomanda…

E perché no?
Citami il titolo di un testo popolare e dignitoso sul fantastico uscito in Italia negli ultimi 10 anni e scritto da un autore italiano.
Parlo di una cosa arrivata al grosso pubblico. In mancanza di un libro, puoi anche citarmi una trasmissione televisiva o radiofonica.

La risposta dell’Iguana ve la lascio scoprire sul suo blog.
Vi basti sapere che come al solito cominciamo a parlare malissimo della critica mainstream e dell’accademia.
Però vi anticipoi che mi IguanaJo chiede una domanda di riserva…

la domanda di riserva: perché hanno sdoganato Dick e Lovecraft ma non, per dire, Moorcock o Wolfe?

La risposta è facile, dice l’Iguana…

Dick e Lovecraft sono troppo morti per poter riservare sorprese. Secondo me i reparti commerciali degli editori e l’accademia hanno almeno due cose in comune: entrambi odiano le sorprese e puntano sempre sul sicuro!

E così si arriva all’ultima domanda della serie…

ma allora perché non hanno sdoganato Verne?
o Cordwainer Smith?
O John Brunner?
E perché Ballard lo avevano sdoganato da vivo?

Da questo punto, rubo la palla e sposto il gioco su stratgie evolutive, dove viviamo con un piede nel futuro, e le vostre certezze diventano ipotesi con un buon livello di fiducia statistica.
E giro la cosa alla comunità.
Ricapitolando…

  1. possibile che siano ancora Fruttero & Lucentini i referenti seri per un discorso sulla fantascienza in Italia?
  2. il titolo di un testo popolare e dignitoso sul fantastico uscito in Italia negli ultimi 10 anni e scritto da un autore italiano
  3. perché i cirtici hanno sdoganato Dick e Lovecraft ma non, per dire, Moorcock o Wolfe?
  4. se basta essere morti per essere rivalutati, perché non hanno sdoganato Verne? O Cordwainer Smith? O John Brunner?
  5. e perché Ballard lo avevano sdoganato da vivo?

Idee?
Opinioni?
Suggerimenti?
Mi auguro che il dibattito sia vivace.

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