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ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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C’è molta crisi – una Top Five

L’altro giorno, RaiNews, nel mostrarci le immagini del prossimo giubileo della regina Elisabetta, c’ha messo sotto All You Need is Love, dei Beatles.
Che c’entra un po’ poco, con la regina e con il giubileo.
Capisco God Save the Queen fatta dai Pistols.
O Victoria fatta dai Kinks.
Ma All You Need is Love?

Non che RaiNews dedichi molto spazio al giubileo della regina d’inghilterra, naturalmente.
Dedica inveca un sacco di spazio alla crisi.
Senza metterci sotto alcuna colonna sonora pop.
E sì che i Fab Four fecero Taxman, che cascherebbe a fagiolo.

E così sono sceso nel sottoscala dove tengo i vinili, ed ho tirato fuori cinque dischi fatti apposta per la crisi.
Perché se dobbiamo andare all’inferno in un secchio, tanto vale che ci godiamo la corsa, come dicevano i Grateful Dead.

Vediamo… Continua a leggere


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Aspettando la tempesta

Di tutti gli album dei Jethro Tull, Stormwatch è forse quello verso il quale ho meno simpatia.
Con la sua trama da pura fantascienza catastrofica, su di una incipiente era glaciale, con corollario di crollo della civiltà dei consumi ed un ritorno al medioevo, mi mise addosso una grande tristezza.
L’immagine dell’Olandese Volante come santo patrono del ventesimo secolo da sola basta a mettermi di cattivo umore.

Il disco è del 1978, in piena crisi energetica.
Venticinque anni abbondanti prima del più terroristico ma in fondo banale – e per certi versi risibile – The Day After Tomorrow.

No, Stormwatch era molto più sinistro.
Io lo ascoltai nel dieci anni dopo – nell’inverno del 1988.
Nello stesso periodo in cui stavo leggendo Il Veliero dei Ghiacci di Michael Moorcock.
Pessima accoppiata.
Troppo ghiaccio.
Troppa malinconia.

Oggi, con il 2009 che incombe, sono tornato ad ascoltare Stormwatch per la prima volta in quasi dieci anni.
E mi rendo conto che un certo cinismo ha rimpiazzato la malinconia.
Se nel 1988 l’idea della scomparsa della civiltà mi metteva tristezza, ora mi pare quasi potrebbe portare a qualcosa di nuovo.
Di migliore.
Di interessante.

Il brano che segue è Elegy, da Stormwatch.
Per tutti quelli che diffidano dell’ottimismo.

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