strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Pensando all’Omicidio

6471387801_d7e58e915a_zMurder in Mind è una storia del 1949, una cosa breve che John D. MacDonald vendette a Mistery Book Magazine, il numero invernale.
Molto opportunamente la storia è ambientata a novembre.

Per venticinque centesimi ogni tre mesi – un dollaro all’anno, un affarone – Mystery Book Magazine prometteva ai suoi lettori “the best in detective fiction” e Murder in Mind è esattamente questo – detective fiction.
Narrativa basata sull’investigazione di un crimine, né più, né meno.
È il meglio?
Possiamo discuterne. Continua a leggere


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Trappola per tigri

Trap for a Tigress_Aug 1952Noose for a Tigress mi va contropelo istantaneamente.
Succede.
Vedete, si tratta di una storia che MacDonald pubblicò nel 1952, sulla rivista Dime Detective, il numero di Agosto.
Allora si intitolava Trap for a Tigress.
L’ultima storia che MacDonald pubblicò su quella rivista, che avrebbe chiuso i battenti da lì a un anno.

Una storia del 1952.
Ma già dalla prima pagina, l’autore mi dice che il protagonista è un reduce del Vietnam.
Cosa diavolo succede?

Si tratta di unapratica molto diffusa – succedeva anche coi nostri Gialli Mondadori: i polizieschi venivano rieditati per renderli più attuali.
Si cambiavano le date, i riferimenti storici.
Il protagonista di Noose era all’origine un veterano della Corea.
Ma per la ristampa del 1980 in The Good Old Stuff, la storia venne modificata.

E a me questo va contropelo, per cui non è che io sia proprio ben disposto verso il racconto, fin dalla prima pagina. E questo influenza certamente il mio giudizio sul racconto. Continua a leggere


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È ora di morire

new_detective_194809Pubblicata sul numero di settembre del 1948 di New Detective, A Time for Dying non dovrebbe essere una storia particolarmente memorabile.
A voler essere completamente onesti, anche il titolo originale, Tune In on Station Homicide, è abbastanza mediocre.
Abbastanza curiosamente, lo stesso numero della rivista contiene anche un lavoro lungo di MacDonald – Just a Kill in the Dark.

Non scordiamoci che MacDonald, tornato dal servizio militare e convinto di potersi guadagnare da vivere scrivendo, passò quattro mesi alla macchina per scrivere, scrivendo quattordici ore al giorno, sette giorni alla settimana, perdendo quasi dieci chili di peso e sfornando 800.000 parole – facile, a questo punto, piazzare un racconto e un romanzo sullo stesso numero di una rivista.

John D. MacDonald è ancora agli inizi della carriera, e la storia breve proposta a New Detective è semplice, costruita su un semplice espediente narrativo – un gadget, che l’assassino usa per compiere un omicidio.
Il fatto che il gadget sia ingegnoso ed esista davvero è certo un fatto positivo.
Resta poco altro, della trama – e il twist finale è prevedibile.
Molto prevedibile.
Ma MacDonald è in gamba. Continua a leggere


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La signora è un cadavere

The Lady is a Corpse_Sep 1950Quando decise di ristamparlo in The Good Old Stuff, John D. MacDonald cambiò il titolo del secondo racconto della serie di Park Falkner – quando era uscito nel settembre 1950 su Detective Magazine si intitolava The Lady is a Corpse; nel 1982 uscì col titolo di From a Hidden Grave.

Il set-up è lo stesso del racconto precedente – sulla sua isola privata nel Golfo del Messico, il misterioso Falkner riunisce i sospetti di un crimine irrisolto, e procede a metterli sotto pressione, per obbligare i colpevoli a tradirsi. Continua a leggere


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Smetti di respirare

Breathe No More My Lovely_May 1950Breathe No More comparve sul numero di maggio della rivista Detective Tales.
Si intitolava Breathe No More, My Lovely, ed era una delle quindici storie che il lettore poteva arraffare per venticinque centesimi.

Era anche un tentativo, da parte di John D. MacDonald, di scrivere una serie, con personaggi ricorrenti.

Ci aveva già provato, tre anni prima, su richiesta della editor di Doc Savage, ma non ne era venuto un granché – tanto che secondo la leggenda l’autore aveva giurato di non scrivere mai più progetti seriali, trovandoli limitanti.

Poi però parve che potesse venir fuori qualcosa di buono da un’idea piuttosto stramba – che la rivista di Doc Savage aveva rifiutato, ma che Detective Magazine accettò di pubblicare. Continua a leggere


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Mi hanno lasciato vivere

They Let Me Live_Jul-Aug 1947They Let Me Live venne pubblicato nel numero di Luglio/Agosto 1947 della rivista Doc Savage, uno dei due romanzi che i lettori delle avventure del più popolare eroe dei pulp di tutti i tempi potevano leggere per un quarto di dollaro (insieme a un po’ di racconti, alla pagina della posta, ed ai consigli di Doc per diventare dei bravi cittadini e degli eroi dei pulp come lui).

È una delle prime cose scritte da John D. MacDonald, ed è una strana faccenda.
Molto strana.

Comincia fra le vette del Himalaya e pare una storia d’avventura esotica, poi vira repentinamente per diventare un noir ambientato nell’America del secondo dopoguerra, e in un colpo di coda finale si trasferisce a Ceylon e si trasforma in una spy-story.
Davvero una strana faccenda. Continua a leggere


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Miranda

Miranda_Oct 1950Povero George Corliss.
Quando lo sterzo della sua automobile ha fatto cilecca, su una curva stretta in montagna, e la sua auto ha perduto il controllo, carambolando più volte lungo il pendio, Geoge è stato scaraventato attraverso il parabrezza, e poi il rottame della sua auto gli è rotolato addosso.
George Corliss è morto.

Ciò che è sopravvissuto è una carcassa storpia, con un occhio solo e una piastra d’argento nel cranio, bloccata in trazione in un ospedale sotto allo sguardo stupito di medici che si domandano come quel corpo sia ancora in vita.
E in quella carcassa è intrapplata una coscienza che ha una sola missione – uccidere la moglie e l’amante di lei, che hanno orchestrato l’incidente.
Questo è ciò che tiene in vita quel corpo – la vendetta.

E Miranda darà volentieri una mano a George, in questa vendetta. Continua a leggere


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Questa ti farà morire

New-Detective-May-1950Apparentemente c’è poco da imparare, da Death Writes the Answer.
Originariamente pubblicato su New Detective Magazine, nel maggio 1950, col titolo di This One Will Kill You (un titolo migliore, a mio parere), è un racconto brevissimo – dieci pagine a stampa, e piuttosto semplice.
John D. MacDonald è già un autore abbastanza popolare da meritare il secondo titolo in copertina (l’unica imagine disponibile è purtroppo danneggiata, ma il titolo si legge ancora).

Peter Kallon è un ometto troppo ordinato che otto anni or sono ha sposato Myra, una donna disordinata, per guardarla estendere il proprio disordine alla sua esistenza, fino ai limiti della sopportazione.
E non potendo permettersi un divorzio, Peter decide di accoppare la sua dolce metà. Continua a leggere