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Into the Night (1985)

MV5BMjI3ODQ5NDExN15BMl5BanBnXkFtZTgwMDA5ODAxMDE@._V1_SX214_AL_Mi è tornato in mente questo film, ieri, per ovvi motivi.
Non che Into the Night, di John Landis, 1985, sia mai troppo lontanmo dai miei pensieri: è uno di quei film (una mezza dozzina al massimo) che mi riguardo almeno una volta l’anno.
Commedia-thriller metacinematografica, vuoto esercizio di stile, ennesimo film al quale sarebbero preferibili due ore a guardare il cast che chiacchiera…
La critica non è stata tenerissima con John Landis, e con il suo film.
Ma a me piace.
Di più, è uno dei template, dei modelli che ho sempre più o meno in mente quando scrivo – l’ho riguardato non più di un mese fa per prendere appunti, per una cosa che sto scrivendo ora.

Ma procediamo con ordine… Continua a leggere


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Un monolito pieno di mostri

I buoni omaggio che periodicamente i nostri fornitori ci regalano a fronte di anni di spese devastanti, hanno due fondamentali difetti.
Il principale difetto dei buoni omaggio è che scadono.
Seguito a ruota dal fatto che il vostro buono sarà sempre o eccessivo rispetto a quella sciocchezza che volevate acquistare, o insufficiente a far rientrare nel vostro budget quella meraviglia che onestamente non potreste permettervi.

dk_monsters_bookÈ stato un buon colpo di fortuna, quindi – accompagnato dal suggerimento di un’amica – che un buono in scadenza di Amazon mi ha fatto arrivare a casa una scatola delle dimensioni di una bara per vampiri pigmei, con all’interno Monsters in the Movies, un monolito nero scritto, con evidente gusto e divertimento, da John Landis.

Monsters in the Movies è esattamente ciò che dice l’etichetta – una monumentale retrospettiva sulla figura del mostro nel cinema d’immaginazione, senza analisi approfondite, ma anche senza gli sbrodolamenti da fan del genere (per quanto Landis metta subito in chiaro di esserci cresciuto, con queste pellicole).
Dai capisaldi degli anni eroici, alle produzioni cormaniane, fino ai grandi baracconi pieni di effetti digitali, c’è una buona selezione di quello che è, se vogliamo, il meglio del genere.

Il risultato è un libro visivamente molto bello, e con molta più polpa di quanto non si potrebbe sospettare.
Ci sono fotografie di scena, immagini classiche, riproduzioni di locandine, ordinate cronologicamente all’interno di ampie categorie – vampiri, licantropi, dinosauri, mummie, mostri umanoidi, creature venute dallo spazio, terrori atomici eccetera…
Non manca, ed è particolarmente interessante, una galleria finale con i professionisti del cinema di mostri – non solo i registi e gli uomini (e le donne) degli effetti speciali, ma anche costumisti, truccatori, tecnici del suono che nel corso dei decenni hanno contibuito a definire il genere.

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Landis ha un buon taglio (e un buon editor), conosce evidentemente ciò di cui sta parlando, ha accesso a una notevole collezione di materiale fotografico, e infila nel volume anche una serie di interviste a personaggi storici del cinema di genere, da Christopher Lee a John Carpenter, da Sam raimi a Guillermo del Toro passando per Ray Harryhausen.JohnLandisMonsterBookLaunch

Bello da vedere, quindi, e altrettanto bello da leggere.
E il quiz pagina 160 è semplicemente diabiolico.
Difetti?
La stazza.
Non è esattamente tascabile, e leggerlo a tarda notte, a letto, col rischio dell’abbiocco dopo una lunga giornata, significa rischiare seri traumi fisici.

Grande libro sul cinema, e sull’amore per un certo tipo di cinema, senza deliri pseudo-intellettuali e senza sbrodolamenti da fanboy.
Landis è divertente sia quando liquida con una battuta pellicole esecrabili (l’orrido Transylvania 6-5000 viene giustiziato sommariamente con la complicità di Bugs Bunny), sia quando si prende una pagina per sintetizzare le tappe principali dello sviluppo di un sottogenere.
Nel complesso, quindi, un ottimo volume, e un buono sconto speso benissimo.