strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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HPL & JV

Howard_Phillips_LovecraftOggi è il 126° anniversario della nascita di Howard Phillips Lovecraft, un uomo che ha fatto tantissimo per giustificare le opinioni da nichilista della domenica di un sacco di tizi che lo hanno letto poco e male – ammesso che lo abbiano letto – ma che tuttavia lo citano a nastro per sentirsi fighi e blasé.

Normalmente non si ricordano – o non sono informati – di cose come questa…

“Per me il piacere è la meraviglia–l’inesplorato, l’inaspettato, ciò che è nascosto e ciò che è immutabile e si nasconde sotto alla superficiale mutevolezza.”
― H.P. Lovecraft

H.P. Lovecraft ha anche scritto delle buone storie – e delle storie meno buone.
Molto meno buone.
Succede. Continua a leggere


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Savage World for Dummies – parte terza

ExplorersEditionTerza puntata di questa rubrica su Savage Worlds per chi Savage Worlds non lo conosce granché, ma magari è curioso.

Una delle osservazioni che sento più espesso fa più o meno così

Bello, eh, il manuale base di Savage Worlds ma… manca l’ambientazione!

dead-lands-gli-uominiIl che è abbastanza corretto – trattandosi di un manuale generico, il manuale base risulta… beh, generico.

In realtà, ma non prendete ciò che sto per scrivere come ortodossia, io concordo con coloro che sostengono che il genere avventuroso/thriller/pulp è il genere di default di SW.
Se volete giocarvi, per dire, Indiana Jones piuttosto che Bourne Identity o Fast & Furious (regole per gli inseguimenti in auto!) o 24, il manuale base vi garantisce un bel chilometraggio.

Poi, naturalmente, ci sono i setting books.
Oppure potete farvelo da voi, il vostro setting. Continua a leggere


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Avventura vittoriana

Natale in anticipo – post fuori programma.
Il pochissimo tempo libero di questi giorni è stato impegnato nello scartabellare estatico il manuale di Leagues of Adventure, il nuovo gioco di ruolo pubblicato da Triple Ace Games e scritto da Paul “Wiggy” Wade-Williams.
Un piccolo gioiello, che merita tutta la fortuna che spero avrà.

Wade-Williams è un nome leggendario nell’ultima generazione di creatori di giochi – con un output colossale ed un livello qualitativo sempre molto alto, Wiggy ha contribuito ad espandere il sistema di Savage Worlds con innumerevoli avventure e supplementi, ed ha recentemente rivolto la propria attenzione all’altro sistema leggero e veloce per l’avventura e l’azione, l’Ubiquity System che fa da motore a Hollow Earth Expeditions.

KingSolomonsMinesFirstEditionLeagues of Adventure è un gioco di avventura vittoriana.
Ma non, ed è questo che è importante, necessariamente un gioco steampunk.
È piuttosto una impalcatura molto solida e molto flessibile per creare avventure affini a quelle pubblicate a suo tempo da H. Rider-Haggard o da Arthur Conan Doyle.
Da Verne e Wells, da Stevenson e da Kipling.
Scientific romance, avventura esotica.
Avventura vittoriana, nel suo senso più ampio.
Il settaggio fine delle manopole – per determinare il grado di avventura, il grado di realismo, il grado di steampunkaggine – resta saldamente nelle mani del master, che può usare il sistema per tutta una serie di possibili scenari.
E questo, senza diventare troppo generico o annacquato. Continua a leggere


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I rivetti di Nemo

Riprendiamo il filo del discorso sull’estetica del vapore.
Avevamo chiuso con la Grande Disillusione – l’Europa traumatizzata dal successo tecnologico della Prima Guerra Mondiale (il Progresso Uccide!), la fantascienza che emigra in America, valigia di cartone e tutto quanto, per riprendere la propria attività laggiù, in un paese che associa ad un pragmatico progresismo una profonda vena di diffidenza verso il progresso.
Resta in Europa Wells, che però è alquanto amareggiato – quando nel ’45 esploderanno le atomiche su Hiroshima e Nagasaki, lui osserverà

Io vi avevo avvertiti.

Ma grazie al cielo esiste il copyright.
O l’assenza del medesimo.

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Verne da giovane

Nel deserto del panorama televisivo, e stanco di macinare libri come un ossesso, mi sono preso qualche serata per guardarmi The Secret Adventures of Jules Verne, serie steampunk prodotta a suo tempo da Sci-fi.

Coproduzione Anglo-Canadese del 2000, scopro da Wikipedia che si tratta del primo serial con episodi da un’ora ad essere interamente filmato in HDTV.

La premessa, che più high-concept non si può: tutto quello che il vecchio Giulio Verne ci ha raccontato nei libri gli è capitato davvero, da giovane, quando finì invischiato nelle avventure dello spione britannico Phineas Fogg e del suo domestico e genio della meccanica Passepartout – per non dire poi della di lui cugina, Rebecca Fogg.

Che dire? L’avvio, per lo meno per i miei gusti, è piuttosto lento, e nonostante la presenza del nume tutelare della fantascienza di serie B, David Warner, nel primo episodio, la tentazione di staccare tutto con uno sbuffo è abbastanza forte. Ma è solo il pilot, sul quale grava il compito di introdurre i personaggi, avviare l’azione, e concludere qualcosa per poter essere un episodio completo. La perseveranza viene premiata da una discreta serie di fantascienza retrò, conun paio di episodi davvero buoni.

Phineas Fogg, 2000

Qua e là, scenografie e fondali appaiono stranamente fasulli – ma sarà forse colpa dell’HDTV, che su un apparecchio qualsiasi induce un dcadimento dell’immagine.
O forse sono davvero fasulli.

Lo shock arriva quando, cinque o sei episodi nella serie, mi rendo finalmente conto che il tipo che fà Phineas Fogg

Robin Hood, 1984

come se fosse un clone di Adam Adamant è proprio quel Michael Praed che causava sospiri e turbamenti nelle compagne di università quando, nel secolo scorso, faceva Robin Hood in una bella serie un po’ cupina e un po’ new age, con la musica dei Clannad a manetta. Oh, cielo! C’è Robin Hood che fa Adam Adamant!

Adam Adamant, 1966

Ma a parte queste sciocchezze, la serie si lascia guardare, e se qua e là casca nello scontato, si lascia guardare senza opporre troppa resistenza e richiama alla memoria anni migliori.
La Cugina Rebecca, in particolare, sembra suggerire che qualcuno degli sceneggiatori e/o dei costumisti abbia giocato a Castle Falkenstein.

È una produzione a a basso costo, ma è anche probabilmente una delle più costose serie a basso costo mai prodotte. Peccato, che sia morta alla prima stagione.
Avrebbe potuto portare ad interessanti sperimentazioni.

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Karel Zeman

Ma alla fine i neologismi zen di un giapponese che scrive in inglese non sono la cosa più strana di questa fine d’anno.
Volete l’estremo?
Guardatevi un film cecoslovacco sottotitolato in portoghese.
Eh?
OK, facciamo un lungo passo indietro.

Sulla faccenda le mie memorie sono un po’ sfocate, ma andava più o meno così.https://i1.wp.com/4.bp.blogspot.com/_97LEmljKRDM/RqXnCO_w5wI/AAAAAAAABhs/piblpiqYvls/s400/fabulous_world_of_jules_verne.jpg
Quando io andavo alle elementari, e gli pterodattili solcavano i cieli, si teneva annualmente a Milano (dove alrimenti?) la fiera della scienza e della tecnica.
In occasione della fiera, Mamma RAI trasmetteva anche fuori orario – ed in particolare durante le mattinate, infilando un paio di film tra le 8 e le 12.
Così, tanto perché ci fosse un segnale da captare in fiera, credo.
Spesso si trattava di film di fantascienza.
Roba tratta da Verne, come il Viaggio al Centro della Terra con Pat Boone e James Mason.
O anche cose più strane.
Cose che non ho mai più rivisto.

… ok, lo ammetto – trovavo il modo di tagliare da scuola, nei giorni della fiera di Milano, per starmene a casa a guardare la TV.
Depone a favore dei miei genitori, credo, che all’epoca avevano già capito che un bel film è meglio che quattro ore in balia di una insegnante inesperta, scarsamente preparata e poco portata a gestire i bambini (e questa la dedichiamo alla maestra Ferreri – che probabilmente non si ricorda di me, ma io mi ricordo molto bene di lei).

Comunque, c’è un film, visto in una di quelle mattinate di delirio video-cinematografico, che mi rimase impresso a livello profondo.
Era una cosa tratta da Verne, ripeto.
Parte film.
Parte cartone animato.
Un delirio.

Oggi so che si trattava di La Diabolica Invenzione, anche noto come The Fabulous World of Jules Verne, di Karel Zeman.
Un film del 1958.
Ora, a raccontarlo non c’è gusto.
Vediamo se si trova qualcosa su Youtube…

Zeman fu un esperto di effetti speciali.
La sua specialità consisteva nel mescolare azione dal vivo, animazione a passo uno, pupazzi e cartoni animati.
L’azione nelle sue pellicole si svolge di solito su sfondi disegnati, spesso tracciati ad imitazione delle illustrazioni d’epoca dei libri dai quali è tratta la sceneggiatura.
Molto spesso le immagini hanno una tonalità seppiata che ne accresce il sapore retrò.

La Diabolica Invenzione, una specie di frankenstein costruito mettendo insieme idee prese da più romanzi di Verne, è col resto della produzione del regista cecoslovacco, quasi certamente fra i più vecchi film steampunk in circolazione.
Lo trovate in otto episodi su youtube, o qualche rivenditore ve ne può procurare copia su DVD, dopo qualche ricerca.
La copia ricevuta come strenna natalizia da un amico cinefilo ha una provenienza ignota (ma un forte sentore di Jolly Roger), ed è in originale, con sottotitoli, inopinatamebnte, in portoghese.

Zeman fu anche responsabile di un succoso adattamento del classico Le Avventure del Barone di Munchausen, ancora una volta prodotto con la solita combinazione di live action e animazione.
Grandissimo.

Anche questo si trova a puntate su Youtube.
Non badate al cecoslovacco…

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