strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Cinque cose che ho imparato da Karavansara

karavansara-buttonIl mio blog di lingua inglese, Karavansara, sta bene e vi saluta tutti.
Sono ormai nove mesi abbondanti che l’esperimento procede – e con gennaio 2014 Karavansara uscirà dalla fase di shakedown, e comincerà a lavorare a pieno regime*.

Da esperimento, a scusa per obbligarmi a scrivere in inglese, a blog a pieno titolo con una sua piccola comunità di lettori fissi, gestire Karavansara è stata una grande esperienza di apprendimento, e nel complesso un gran divertimento.

E quindi, perché non tediarvi elencando cinque cose che ho imparato gestendo un blog in un’altra lingua?

 release. il template conta
Non finirò mai e poi mai di dire bene di Yoko, il template di WordPress che ho caricato su Karavansara.
È leggero, molto flessibile, e zeppo di features – mi ha permeso nel corso di questi mesi di modificare l’aspetto del mio blog senza dover cambiare template (con conseguente sbalestramento dell’impaginazione e quant’altro).
Gli effetti speciali (dalla possibilità di marchiare i post con un elemento grafico distintivo alle categorie speciali per post costituiti solo da un link, o una citazione) aiutano moltissimo a rendere caratteristico il blog senza dare troppi grattacapi.
Ed è abbastanza chiaro da garantire una buona navigazione.

  . i temi sono per i deboli – anche se…
A differenza di strategie evolutive, che è un baraccone dove anything goes, Karavansara è nato con uno spettro di temi abbastanza stretto e specifico (narrativa, Oriente, avventura pulp), ed ho cercato il più possibile di restare aderente a quella breve lista.
Questo mi era parso un dato positivo in partenza, a metà corsa mi ha fatto sentire un po’ limitato, finché non mi sono reso conto che i temi sono per loro natura fluidi.
Si può spaziare pur restando in vista del tema centrale.
Karavansara non sarà mai il circo equestre che è strategie evolutive – ma c’è parecchia libertà, e credo che lo manterrò a questo livello.
Il pubblico pare apprezzare.

karavansara schedule . avere un palinsesto è importante
Altra seria differenza rispetto a strategie, Karavansara ha un palinsesto, una programmazione di massima dei post.
Questo mi aiuta a restare in carreggiata, ed aiuta i lettori a seguirmi.
È particolarmente importante, io credo, proprio in partenza, nei primi mesi, perché facilita il lavoro a chi mi segue ma non mi ha ancora agganciati al feed reader.
E facilita il lavoro a me!
Posso fare sei post del venerdì in una serata, e e sei post del lunedì la sera dopo, se ho tempo e voglia.
Ma non ho mai avuto intenzione di farmi intrappolare eccessivamente – lasciarsi degli spazi liberi nella tabella di marcia è indispensabile per restare vivi e non mummificare.
Utile anche notare che il pubblico anglofono pare avere una preferenza per la frequenza rispetto alla lunghezza: meglio tre post da 300 parole a distanza di sei ore uno dall’altro che uno da 900 in una botta unica.
Postare link e media è sempre gradito, e serve a movimentare i contenuti.

  . un orologio a fusi orari multipli chiarisce molte cose
In particolare serve, in accoppiata con le statistice, per scoprire quali sono gli orari di picco e da dove vengono i lettori.
Perché capita magari di avere un picco dal sud est asiatico, e non vederlo o non “capirlo” per molti giorni.
Sapere che ci sono lettori in una certa area geografica, aiuta a parlare con loro.
In fondo è questa una delle caratteristiche veramente diverse fra Karavansara e strategie evolutive – strategie i lettori li ha tutti (beh, ok, il 95%) nello stesso fuso orario, Karavansara no.
Io uso gworldclock per Ubuntu, che è quanto di più spartano si possa immaginare – ma fa il suo sporco lavoro.

 . abbonarsi a Zemanta è indispensabile
Zemanta è un servizio gratuito che vi fornisce statistiche ampliate sulla vostra utenza, ma soprattutto fornisce contenuti extra di qualità per farcire i vostri post. Particolarmente utili sono i related articles, che permettono di segnalare articoli affini su altri blog (ce n’è uno qui sotto).
Funziona anche sui blog in altre lingue – ma su un blog di lingua inglese Zemanta rende al 100% e produce un solido 30% di visitatori in più,oltre ad aggirare abilmente alcuni problemi di tag e affini generati dai famigerati aggiornamenti di Google.
Usando questo aggeggio (vi parassita il browser e compare quando aggionate il blog), ho trovato una dozzina di lettori fissi nelle ultime due settimane.

Extra: anche una pagina Facebook, un board su Pinterest e un canale Twitter possono risultare interessanti, in termini di visite e di contatti – ma questo lo sapevamo già.

311Bonus
 . non bisogna avere paura di provarci
… e di sperimentare.
Non importa se l’idea sembri stramba – o se la prudenza consigli di rifletterci, pianificare, e lasciar riposare la cosa per quelle sei/otto settimane.
Non c’è una commissione di valutazione del blogging, non c’è un ente certificatore per i contenuti, nessuna scuola che rilasci la patente di blogger, non esistono un manuale imprescindibile ed un culto di strangolatori votati ad eliminare chi non ne rispetta le regole.
Provare a fare qualcosa di diverso di solito viene premiato.
Magari con un commento positivo, o dieci visite in più, o due lettori fissi.
O con la consapevolezza che no, così non gira.
È tutto parte del processo di apprendimento.

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* A meno che la mia vita non prenda una piega diversa per qualche motivo, naturalmente.


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Che fine ha fatto la Fantacollana

EndOfSummer

[fotografia di Trevor Morris]

L’estate sta finendo, come dicevano quei tali, e strategie evolutive si prepara a tornare alla sua conduzione normale – post un po’ più programmati e un po’ più uniformi per lunghezza, per dire.

Ci sono parecchi cambiamenti nell’aria – a cominciare dalla decisione di dedicare maggiori attenzioni a Karavansara, il mio blog di lingua inglese.

E poi ci sono la stanchezza e la cattiva salute, che non aiutano.

Prima vittima dei cambiamenti in corso è la serie di post settimanali sulla Fantacollana della Nord, sospesa per il mese d’agosto (non che qualcuno se ne sia accorto, apparentemente) e che non tornerà con la ripresa delle scuole.

I motivi sono molteplici.
Da una parte, siamo ormai arrivati – io credo – dalle parti della Fantacollana in cui i titoli cominciano a sgranarsi per qualità e interesse.
Ce ne sarebbero ancora una dozzina, di titoli dei quali varrebbe la pena parlare, più alcuni altri sparsi, ma – e qui sorge un secondo problema – temo di non avere il tempo per poterli rileggere e per poterne scrivere in maniera sensata.
e se non posso parlarne in maniera sensata, allora non ne parlo.
Oltretutto, esistono altri blog che da qualche tempo a questa parte stanno postando delle eccellenti recensioni dei vecchi volumi della Fantacollana – la “missione” della mia serie, quindi, non è più così prioritaria.
Le persone ricordano, e questo è bene.

Non escludo di riunire tutte le schede fatte fin qui – più quelle dei titoli che ritengo interessanti – in un volume di qualche genere, prima o poi.
Ma quelle, come tutto il resto, sono cose a venire.


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Un mese di caravanserraglio

karavansara buttonUn mese fa, dopo lunghe settimane passate a pensarci, e parecchie ore trascorse a chiacchierarne con amici live e online, ho avviato il mio blog di lingua inglese, Karavansara.

Sono fermamente dell’idea che la pianificazione sia una gran cosa, ma ho conosciuto troppe persone che hanno trascorso la propria esistenza pianificando mosse che poi non hanno mai fatto.
Carriere accademiche mai decollate.
Libri mai pubblicati.
Donne mai corteggiate.
Viaggi mai fatti.
C’è un momento, io credo, in cui si deve smettere di cincischiare, e ci si butta.
I dettagli si sistemano in corsa.

bb-silk_roadKaravansara è un blog più o meno strettamente legato a due miei interessi:

  • da una parte l’orientalismo ed in particolare – come tema generale, la Via della Seta
  • dall’altra la scrittura, in particolare la mia produzione narrativa.

Ho scelto questi due temi perché vanno bene insieme, e perché costituiscono un buon nucleo dal quale cominciare.
Poi vedremo*.

Karavansara esiste per tre motivi
primo . obbligarmi ad usare quotidianamente (o quasi) l’inglese, riprendendo la mano nell’uso dopo lunghi anni in cui l’ho letto, l’ho tradotto, ma l’ho parlato e scritto pochissimo.
secondo . ampliare il mio panorama verso quella porzione amplissima del web che è raggiungibile attraverso l’inglese.
terzo . testare tutte le novità, i trucchi, le tecniche, le risorse, che non voglio o non posso collaudare su strategie evolutive.

Vediamo allora di fare un piccolo bilancio. Continua a leggere