strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Per far contento chi?

Ieri – o forse è stato due giorni or sono – mi è stato segnalato un articolo nel quale sostanzialmente si identifica uno dei tratti distintivi della brutta narrativa di genere italiana nell’aver mutuato un lessico sbagliato da traduzioni dubbie e cattivi doppiaggi cinematografici.

Il risultato sarebbe che molti autori nazionali scrivono brutti libri, in un linguaggio che è una specie di traduttorese.

Meglio sarebbe parlare e scrivere in italiano di storie italiane, concludeva l’autore, citando alcuni film fondati sull’italianità che pare siano gli unici che vendono in America.

In parallelo, ho ripescato proprio ieri – o forse è stato due giorni or sono – un articolo comparso nel 2014 su The Paris Review, riguardo a come i film italiani – inclusi un paio di quelli citati nell’altro articolo – non piacciano più agli americani, che non li capiscono.

Meglio sarebbe tornare a fare quelle pellicole distintive del nostro cinema, come La Dolce Vita o Divorzio all’Italiana.

la-dolce-vita

E adesso, cosa facciamo?
Facciamo un pork chop express1Continua a leggere