strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


2 commenti

Mummie

È ottobre, mese durante il quale, a quanto pare, solo gli sfigati non parlano di horror.
I social, dove notoriamente non è possibile parlare di horror per undici mesi all’anno, esplodono con una folla di appassionati che finalmente possono dare voce alla loro passione, raccontandoci dei loro film preferiti, dei film che hanno visto ieri, che stanno guardando oggi, che guarderanno domani.
Alcuni leggono anche dei libri – Paese d’Ottobre di Ray Bradbury, ad esempio, perché è ottobre, si può finalmente leggere horror, e ‘sto Bradbury non sarà King – perché nessuno è come King (cuoricinicuoricini) – ma è bravino, e c’ha pure Ottobre nel titolo per cui è proprio la morte sua. Chissà se ha scritto altro?
Non è meraviglioso tutto questo?

Ci fu un tempo in cui i film horror li faceva la Universal.

E se la mia simpatia è sempre andata al Mostro della Laguna Nera – anche per motivi professionali – il film ed il personaggio ai quali sono più affezionato è probabilmente La Mummia, quello del ’32, con Boris Karloff, diretto da Karl Freund.

Come molti dei suoi compagni di scuderia, anche Imothep ha avuto degli alti e bassi, in una serie di pellicole progressivamente sempre più a buon mercato e con sceneggiature sempre più improbabili, con Lon Chaney Jr intrappolato in un altro dei troppi ruoli che non gli erano congeniali.
Nel 1944 la serie prese una svolta surreale, diventando di fatto una serie di fantascienza – visto che The Mummy’s Ghost e The Mummy’s Curse si svolgono nel futuro.

Poi arrivano Gianni e Pinotto, che sono gli angeli della morte di quasi tutti i personaggio horror della Universal.
Solo il Mostro della Laguna Nera è riuscito a sfuggirgli. Credo.

E poi, certo, ci sono i film della Hammer, con Christopher Lee a fare Imothep – probabilmente i primi film della mummia che io abbia visto. La Hammer si allargò in altre direzioni, con cose come Blood from the Mummy’s Tomb, liberamente ispirato all’opera di Stoker The Jewel of Seven Stars (e che quindi con Imothep e tutto il resto non c’entra nulla), e che nel ’71 rimpiazzò Christopher Lee con Valerie Leon. Non saremo noi a lamentarcene.

Poi, con un salto di ventotto anni, la serie di Stephen Sommers con Brendan Fraser – tre film, dei quali uno eccellente, uno mediocre ed uno durante il quale confesso di essermi addormentato.

C’è anche un film con Tom Cruise, ma noi non dovremmo parlare di queste cose.
Ne parliamo però perché nel 2017, l’uscita egizia di Cruise uccise sul nascere una ipotesi di “cinematic universe” che avrebbe dovuto rivedere in azione tutta la famiglia di mostri della Universal.
Visti i risultati de La Mummia, si preferì affidare il “Dark Universe” alle capaci mani di Anubis, essendo Gianni e Pinotto non più disponibili.

Il che è curioso perché proprio nel 2017, un universo ispirato ai film della universal prese forma – con il romanzo The Mummy’s Quest, scritto da Robin Bailes, acquistato per simpatia verso l’autore e verso il mostro (e perchè è Ottobre e quelli fighi leggono horror) e rivelatosi di gran lunga superiore alle aspettative.

Si tratta di un romanzo autopubblicato. Bailes è un indipendente, che ha fatto la sua fortuna con un canale Youtube che si chiama Dark Corners, che da una quindicina d’anni pubblica brevi video-recensioni di film orribili, e più articolate ed intelligenti analisi di film interessanti, o delle carriere di registi e produttori storici (Val Lewton, Ray Harryhausen) e altri argomenti legati all’orrore ed al fantastico.
Ed alla serie di film della mummia…

Il canale Youtube è un piccolo problema, nell’affrontare The Mummy’s Quest, perché è quasi impossibile non sentire nella testa la voce spesso sarcastica di Bailes, che parla a raffica mentre si leggono le prime pagine del libro.
Ma è una cosa passeggera, e poi l’azione parte spedita, e non c’è più tempo per distrarsi.
Perché The Mummy’s Quest è un buon romanzo, pieno di azione e di misteri egizi, con dei personaggi sorprendentemente ben delineati, ed una spolverata di riferimenti alle varie pellicole citate qui sopra, per chi vuole giocare a scoprire i collegamenti.
Il fatto che la storia sia virata alla commedia avventurosa (un po’ come il primo film di Sommers), pur con elementi horror, è un ulteriore pregio. E con 216 pagine, il romanzo non rischia di trascinarsi più del dovuto.
Succede tutto quel che deve succedere, e poi si chiude.

La serie Universal Library di Robin Bailes conta ora cinque romanzi, usciti uno all’anno – con avventure dedicate a Dracula, all’Uomo Lupo, all’Uomo Invisibile e al Golem.
Ne attendiamo altre.
Si tratta, lo ripetiamo, di romanzi autopubblicati, che si vendono per meno di tre euro, si leggono in un weekend, e sono probabilmente meglio di certi film dirottati dalla presenza ipertrofica di una star legata a Scientology.
E dopotutto è Ottobre, quelli fighi si occupano di horror, e c’è certamente di peggio che leggersi le storie leggere e un po’ sciocche – ma divertenti – della Universal Library.

E come al solito vi ho messo i link ad Amazon, cosicché il faraone Bezos possa ricompensarmi in questa vita o nella successiva. Sapete come succede.


1 Commento

Paura & Delirio 23: Slither (2006) & un piccolo extra

Come dicono gli anglofoni, la ruggine non dorme mai. E noi neanche.
Distribuito in Italia col titolo di Una Fame da Paura (perché anche Los Titolistas non dormono mai) Slither (2006)è un piccolo horror in puro stile anni ’80 per qualche motivo girato solo negli anni 2000, capace di prendersi abbastanza sul serio da riuscire anche ad essere una commedia.
In piccolo paese della provincia americana Nathan Fillion ed Elizabeth Banks dovranno affrontare un pericoloso parassita alieno, sotto la guida del giovane James Gunn (sì, quello di Guardians of the Galaxy).

E noi naturalmente faremo S P O I L E R, per questo film che è anche un piccolo gioco di società, essendo assolutamente zeppo di citazioni, scene rubate e uova di Pasqua.
Buon divertimento!

Ma non è tutto. Poiché in questi giorni sto (anche) festeggiando i tre anni della mia presenza su Patreon, grazie alla collaborazione della mia complice Lucia ho appena postato un episodio speciale di Paura & Delirio in esclusiva per i miei sostenitori su Patreon. Il secondo episodio di questo genere – ne avevamo già fatto uno a Maggio.
E poiché noi su Patreon non parliamo necessariamente solo di horror, lo special è dedicato a un film d’avventura, con contorno di scarafaggi carnivori, ed una portata principale a base di maledizioni egizie.

Perché è bello essere miei sostenitori su Patreon.