strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Più cialtroni per tutti

Ho cominciato a lavorare a La Storia fatta coi Cialtroni, un volume che riprenderà la serie di post occasionali di strategie dedicati a quei personaggi e quegli eventi dei quali, criminalmente, nessuno ci ha mai parlato a scuola.

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Il volume conterrà gran parte delle schede biografiche già apparse sul blog, opportunamente ampliate e approfondite, più un 30/40% di materiale nuovo.
Più imprese improbabili.
Più eroismo spurio.
Più donne scollacciate.
Più birra.
Più cialtronaggine.

E l’imperdibile capitolo Cialtroni nello Spazio, per una storia improbabile dell’esplorazione spaziale.

Visti impegni e problemi diversi – e trattandosi di un saggio, per cui è necessaria più ricerca, e un faticoso lavoro di apertura scatoloni e recupero di libri archiviati da tempo  – l’uscita prevista è per il periodo delle feste.
Come quelli bravi, cercherò di farlo uscire per metà Novembre, sia in digitale che in cartaceo, per essere certo che possa trovare un posto sotto l’albero di Natale o nella calza della Befana di tutti i lettori interessati e dei loro amici (o dei loro nemici).

E c’è un extra.
I supporter del mio progetto di crowdfunding ne riceveranno una copia digitale – una eARC, come si suol dire – un paio di settimane prima della pubblicazione ufficiale.
Così, come ringraziamento per tutto quanto ( e per sfruttarli cinicamente come correttori di bozze, naturalmente).

Spargete la voce.


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Reliquie sottospirito

Questa è una strana storia.
Ci sono un cervello, un alluce, un cocktail, e un mistero.
E sì, è anche autopromozione per Santi & Fattucchiere.
Ma è molto meglio di così.

Ora, tutto comincia con la famosa domanda

ma dove le trovi le tue idee?

che viene normalmente rivolta a chi scrive.
È noto che gli scrittori hanno risposte sprezzanti per chi rivolge loro questa domanda.
La ACME Ideas Corporation di Springfield, Mass.
Una tavola ouija.
Parlare con Dio o con Neil Gaiman.

Ci sono solu due risposte oneste a questa domanda, e sono

  1. non lo so
  2. ovunque

170216243-b69c0c98-6916-4f5c-a687-600cd2378ab3A riprova di ciò, l’idea per Santi & Fattucchiere nasce dal recente furto del cervello di San Giovanni Bosco, avvenuto in un posto che si chiama Castelnuovo, proprio come ilposto in cui vivo.
Vi lascio immaginare le battute, le condivisioni della notizia sul mio profilo Facebook con commenti spiritosissimi e tutto quanto.
E tuttavia l’idea… ma cosa ci faranno, col cervello di Don Bosco?

Un Frankenstein in odore di santità?

… domanda Matilde Ciambotti la Giovane a Buscafusco.

E qiuindi sì, Santi & Fattucchiere ruota attorno ad un furto di reliquie.
I resti di Sant’Uguzzone – molto liberamente ispirato a San Brunone, santo medievale astigiano DOCG, col nome però del santo a cui è intitolata la via in cui si svolge Stranimondi, perché mi dicono che ai nerd queste cose piacciono.

E poiché il mio è un romanzo, naturalmente, di Sant’Uguzzone non viene solo rubato il cervello sottospirito.
No, viene anche rubato il suo alluce sinistro1.

Il che è il genere di trovatina che porta a brani di altissima qualità letteraria come… Continua a leggere


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Editori, adulteri, principi e palazzinari

WickedbibletitlepageL’anno è il 1631, e due gentiluomini londinesi, Robert Barker e Martin Lucas, hanno una fiorente attività come editori.
A differenza di ciò che accade oggidì, Barker e Lucas, essendo editori, sono considerati persone di classe e altolocate, degne di grande considerazione, per certi versi al di sopra della massa di straccioni che circola per le strade invase dal fango di Londra.
Tale è il prestigio di Barker e Lucas, che i due ricevono un incarico dalla corona, e Carlo I d’Inghilterra li incarica di curare la nuova edizione della Bibbia di Re Giacomo, l’edizione standard di lingua inglese del testo sacro. Il Libro per eccellenza. Migliaia di copie, una montagna di soldi. E non solo… Un lavoro che promette di proiettare Barker e Lucas nell’empireo dell’alta borghesia britannica. Potrebbe esserci a seguire un titolo, magari altri incarichi di lusso.

E i due arriveranno, in effetti, fra le stelle, ma non come credono o sperano.
Perché questa è la Storia fatta coi Cialtroni. Continua a leggere


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La radio, i podcast e Hilda Matheson

È agli atti la mia malsana passione per la radio, e per quella che in inglese si chiama talk radio in particolare – la radio parlata, con le interviste o anche solo con una persona che parla diciò che le pare.
Ho anche accennato in passato a come io consideri il mio blog come una specie di stazione radio, dove io mi siedo al microfono alla notte e parlodi ciò che mi pare – e in effetti i recenti esperimenti di podcast fatti su Karavansara col KaravanCast si riducono proprio a quello: io seduto davanti a un microfono, nel cuore della notte, che parlo di quel che mi pare.

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Ma oggi non voglio parlare di me, ma di Hilda Matheson.
Perché Hilda… eh, Hilda.
Vedrete.
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Questa non è la nave che state cercando

La HNLMS Abraham Crijnssen era un dragamine olandese di stanza a Surabaya quando nel 1941 arrivarono i giapponesi.

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Gli alleati erano stati sconfitti nelle due battaglie del Mare di Java e dello stretto della Sonda, e le prospettive erano abbastanza sconfortanti.
Il comando ordinò a tutte le navi alleate nell’area di ritirarsi e raggrupparsi in Australia.
Ma la Abraham Crijnssen rimase tagliata fuori dal resto del convoglio, e i suoi quarantacinque uomini di equipaggio si ritrovarono a doversela vedere da soli con le forze giapponesi che si stavano espandendo nell’area.

La Crijnssen poteva viaggiare a una velocità massima di quindici nodi, e aveva solo un cannone da 3 pollici e due cannoni da 20 mm.
Niente armi antiaeree a bordo – in caso di avvistamento da parte di un ricognitore nemico, non ci sarebbe stata alcuna speranza di abbatterlo prima che desse l’allarme.
Che fare? Continua a leggere


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Un bicchierino con Michael Malloy

Negli anni selvaggi del proibizionismo, Francis Pasqua, Daniel Kriesberg e Tony Marino, che gestivano un fiorente traffico di alcoolici illegali avevano trovato un sistema sicuro per far soldi.
Il piano prese forma nel giugno del 1932.
Marino, che aveva 27 anni, era il cervello dell’operazione. L’inverno precedente aveva conosciuto una senza tetto di nome Mabelle Carson, l’aveva convinta ad assicurarsi per 2000 dollari, assicurazione della quale lui era il beneficiario. Poi, dopo averla fatta bere fino ad andare in coma, l’aveva messa a letto, aveva inzuppatole coperte di acqua gelata e l’aveva lasciata sotto ad una finestra aperta. Mabelle era morta di polmonite, e Marino aveva incassato.
Bello liscio.
Perché non farlo di nuovo? Bastava selezionare un barbone qualunque – e non è che non ce ne fossero, a New York nel 1932.

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Così, nei primi giorni del 1933, i tre selezionarono una nuova vittima: Michael Malloy. Continua a leggere


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Quasi Vermeer

225px-Goering1932Nel 1940, i Nazisti occupano l’Olanda, una nazione che si era dichiarata neutrale l’anno prima, e come tale era stata regolarmente riconosciuta dalla Germania.
Vatti a fidare.
I Nazisti impongono la Gleichschaltung (“conformità forzata”) e cominciano coi rastrellamenti e la repressione.
Ma non sono solo alla ricerca di comunisti, antinazisti assortiti ed ebrei.
Hermann Goering ha una lista di 140 tele di maestri fiamminghi che intende aggiungere alla propria collezione privata, e che sono state nascoste in un luogo sicuro all’atto dell’invasione.
Perché, dove sta scritto che non ci si possa guadagnare, facendo la guerra?

Ma a questo punto, Goering viene avvicinato da un banchiere poco scrupoloso, che gli fa un’offerta che sarebbe molto stupido rifiutare – perché non lasciare quelle 140 tele in Olanda, ovunque siano, e non portarsi via invece un unico capolavoro che vale da solo molto più di quelle altre croste? Un Vermeer, mai esposto al pubblico nell’ultimo secolo, un’opera unica che si credeva perduta per sempre…
Goering sgancia 1.65 milioni di guilders (che al cambio attuale farebbero 7 milioni di euro e rotti), e si porta  casa “Cristo e l’Adultera”, di Johannes Vermeer.

Christ and the Adulteress

Poi, lo sappiamo, la guerra non gira proprio come speravano i Nazisti, e nella primavera del 1945 il Vermeer viene ritrovato dagli alleati e restituito al governo olandese.
Che provvede ad arrestare e mettere sotto processo come collaborazionista Han van Meegeren, il pittore e mercante d’arte che ha fornito la tela. Il suo crimine, aver svenduto il patrimomnio nazionale ai Nazisti.
Al che Van Meengeren si chiama fuori.
Quello, dice, non è un Vermeer.
Quello, lo ha dipinto lui – come tutti gli altri.
Gli altri?
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La leggenda di Pulgasari

Nella Corea feudale, un re malvagio opprime la popolazione, esigendo tasse che riducono i sudditi alla fame. La ribellione cova nei villaggi ormai allo stremo. Un anziano fabbro, imprigionato per esersi opposto al governo, crea il simulacro di una creatura leggendaria, il Pulgasari. Quando il simulacro viene in contatto col sangue della figlia del fabbro, cresce e prende vita, tramutandosi in Pulgasari, un colossale lucertolone corazzato che si nutre di ferro.
Il mostro si schiera dalla parte dei ribelli, e affronta con loro le forze del re.

Pulgasari (o, secondo altre edizioni, Bulgasari, 1985) è un kaiju-movie nordcoreano, forse il remake di un ormai dimenticato film del 1962. È una sorta di Godzilla populista, asservito alla propaganda di Kim Jong-Il, Amato Leader nonché produttore della pellicola.
Ma è molto meglio di così. Continua a leggere