strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Ritorno a Lankhmar

“Sono stato in giro, amico mio, e so distinguere una candela da un quarto di luna. Una stregoneria di qualche genere infesta le strade di Lankhmar, e qualcosa di malvagio sta alle calcagna di tutti noi.”

1565048938_largeE questa è solo parte della storia.
Una faida fra stregoni ha scatenato una pestilenza nelle strade di Lankhmar: chi traffica con l’occulto muore.
E chi non ha traffici con l’occulto, a Lankhmar?
Il contagio si diffonde, la gente muore, ma c’è un antidoto.
Si può guarire.
Si può fermare la peste.
Manca tuttavia un componente essenziale per completare la cura.
E non c’è un solo uomo in tutta Newhon che possa procurarlo in tempo.

Non un solo uomo, certo.
Ma due, forse… Continua a leggere


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Spade tra i Ghiacci

spada-dei-ghiacciIl volume numero 28 della Fantacollana è Spade tra i Ghiacci, vale a dire Swords & Ice Magic, sesta collezione delle avventure di Fafhrd e del Gray Mouser, del compianto Fritz Leiber.
La copertina è di Michael Whelan.

Alla sua uscita, Spade tra i Ghiacci venne giudicato piuttosto aspramente tanto dai critici quanto dai fan, che lo considerarono il volume più debole della serie.

Eppure la raccolta contiene storie di ottimo livello, ed è innegabile che la capacità di scrittura di Leiber non pare avere cedimenti.

Il problema, probabilmente, è che in Spade tra i Ghiacci diventa evidente come Fafhrd e il Mouser stiano invecchiando – al punto che oramai ben avviati verso la spiaggia più lontana della mezza età, i due finiscono per accasarsi.
Fatto inaudito, per un eroe della sword & sorcery – o meglio, primo passo di un destino peggiore della morte: quando Conan (complice L. Sprague de Camp) si trova una moglie, le sue imprese divengono di unanoiosità inenarrabile; ed i tentativi di Elric di trovare la quiete domestica sono foriri di caos, distruzione, e morte (a cominciare dalla morte dell’amata).

iceE invece Fafhrd e il Mouser vivono le loro avventure – ed i loro modi si fanno spicci nello spacciare i nemici, e l’intelligenza prende il sopravvento sull’esuberanza fisica – e poi si trovano un posto tranquillo e fuori mano e due brave donne – e non due ragazzine – con le quali passare gli anni che restano.
La semplice idea che la massima aspirazione per un eroe del fantasy sia ritirarsi a vita privata appare sconvolgente – persino Tolkien, autore di alcuni fra i più pantofolai personaggi del genere, ci lascia intendere che no, l’avventura è un’amante che non si dimentica.
Leiber la pensa diversamente, e la scrive, diversamente.
L’avventura è un’amante estremamente divertente, ma si arriva ad un momento in cui si cerca la stabilità.

Questo, probabilmente, insieme a molte immagini ed idee estremamente originali e ormai molto distanti da quelli che stanno diventando (siamo ai primi anni ’80) i codici del genere, causano un certo disagio in lettori ben felici di codificarsi e sedersi, e tornare a leggere le cose uscite “nei bei vecchi tempi” (cinque anni prima?)

Dovranno aspettare molti anni per una nuova serie di avventure dei due eroi di Lankhmar – e anche in quel caso, le scelte di Leiber solleveranno non pochi problemi.

Sciocco dettaglio personale – quando si dice comperare un libro per la copertina: considero quella di Michael Whelan la miglior rappresentazione dei due avventurieri (sì, meglio di quella di Mignola). Spade tra i Ghiacci mi piacque molto, e mi diede un sacco di idee – la prima delle quali, quella secondo la quale se, avessi mai voluto scrivere sword & sorcery – questo era lo standard da rispettare o battere.
Oggi so che è imbattibile – ma cerco di rispettarlo il più possibile.