strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


28 commenti

Mettersi in proprio

E non è che stessi scherzando, eh, sulla faccenda del leggersi un po’ di libri su come vviare una startup.

51qxnQ0xbDL._SX322_BO1,204,203,200_E a questo punto devo consigliare assolutamente (ammesso che io non lo abbia già fatto, ma comunque, perché no?) The 100 $ Startup, di Chris Guillebeau.
Un libro che, a partire da una serie di interviste con persone che si sono reinventate un lavoro partendo da zero – o da sotto zero – descrive una serie di strategie per avviare una attività alternativa con un capitale iniziale minimo, ed utiolizzando la rete, i social network e i servizi di pagamento online.

OK, appena smettete di ridere andiamo avanti. Continua a leggere


11 commenti

WTF, Tim O’Reilly e il lavoro

tim_oreillyRiprendiamo le trasmissioni con l’anno nuovo.
E cominciamo a parlare del futuro, vale a dire degli ultimi cinque anni.
Ho trascorso la giornata della Befana ascoltando vecchi dischi, pianificando un paio di esperimenti in porogramma per i prossimni giorni, e leggendo What’s the Future of Work? di Tim O’Reilly.
Il sottotitolo Esplorando la trasformazione economica avviata da software e connettività è abbastanza chiaro: il libro di O’reilly guarda a come nuovi modi di organizzare, amministrare e coordinare il lavoro abbiano inciso sull’economia e sulla vita degli individui, e come questo impatto si espanderà nel futuro.

“My grandfather wouldn’t recognize what I do as work.”

Per chi se lo fosse perso, Tim O’Reilly è il fondatore della O’Reilly Media, quelli che pubblicano tutti quei manuali tecnici e libri di informatica. O’Reilly è anche l’organizzatore di un certo numero di conferenze annuali sullo stato dell’arte della tecnologia e dell’economia e si occupa in particolare di tenere d’occhio gli alpha geek, vale a dire quelle persone che, sviluppando o adottando per prime nuove tecnologie e soluzioni, fanno da apripista per gli sviluppi a venire.
Mica robetta. Continua a leggere


26 commenti

… O al limite in Latveria

Questo non è il post che avevo in programma1.

Il fatto è che circa un’ora fa ho spedito un curriculum e fatto domanda per un posto di lavoro a Mumbai, come insegnante.

Skyline-Mumbai-Financial-District

Il mio profilo è atipico per questo ruolo, ma la proposta di lavoro mi è arrivata attraverso un servizio che si specializza in lavori atipici per persone con un curriculum lungo e variegato. Per cui, ci sta dentro.

E come non avere un curriculum lungo e variegato, potrei anche domandarmi, quando si è sulla soglia dei cinquant’anni? Continua a leggere


17 commenti

Troppo in gamba per vivere

OvereducatedVe l’hanno mai rifiutato un posto di lavoro perché siete troppo in gamba?

Ci dispiace, ma lei ha troppe qualifiche

A me è capitato un paio di volte, e lo vedo succedere sempre più spesso ad amici e conoscenti.

Chi l’avrebbe mai detto, eh?
Genitori e insegnanti ci esortavano a studiare, a migliorare, a scoprire nuove cose, e invece quelli che il mondo del lavoro attendeva a braccia aperte erano gli ultimi della classe, quelli che all’ultimo banco leggevano Diabolik con gli Iron Maiden sul walkman col volume sparato a 11.

Continua a leggere


Lascia un commento

Quindicesimo giorno, quattordicesima lezione

sticker,375x360Si comincia col trauma – io sapevo che il compleanno si diceva tanjoobi, ora invece pare che lo chiamino baasudee (che sarebbe poi birthday in giapponese).
Ancora scosso, passo ad un’altra infilata di verbi – andare venire, entrare uscire.
E di posti in cui andare.
E una bella serie di mezzi di trasporto coi quali andarci.
Shigoto e jitensha de ikimasu – vado al lavoro in bicicletta.
Perché fa bene alla salute.
C’è altro?
Poche, tristi parole su come si comporta la padrona di casa quando siamo ospiti.
E anche oggi è fatta.


19 commenti

Vivere nel Mondo Materiale

... che anche la foto, una sua attinenza, ce l'ha...

… che anche la foto, una sua attinenza, ce l’ha…

Comincio questo, che vuole essere un discorso generale, e che magari continueremo poi più in là, con una storia personale.
Sapete come sono fatto.
E intanto rubo, per questo pork chop express, il titolo a George Harrison.
Vediamo…

Ero da poco laureato, e per sbarcare il lunario – perché il lavoro di venditore d’auto usate non è che mi coprisse di denaro – facevo traduzioni.
Tutto regolare, con fattura, da bravo onesto cittadino.
Così mi capita questo lavoro di traduzione – tradurre in inglese il sito web di un’azienda.
Bello liscio.
Solo che l’azienda mi vuole nei suoi uffici, su uno dei loro computer, a tradurre, dalle nove alle cinque tutti i giorni.
Il che significa anche, naturalmente, farmi un’ora di macchina ad andare e tornare – e pagare il parcheggio per le otto ore canoniche.
Il tutto, per tre settimane.

Ora, il lavoro, naturalmente, l’avrei potuto fare da casa.
magari di notte – in modo da poter accedere a certe pagine del loro sito quando queste non erano impegnate per aggiornamenti di routine.
Il lavoro sarebbe durato di meno – dieci giorni anziché quindici – e sarebbe stato pagato allo stesso modo – perché il mio era un contratto a parole, non a ore lavorate.
Però, il padrone voleva vedermi al lavoro.
Perché se ero lì, seduto alla scrivania, a tradurre, lui era sicuro… beh, che io stessi traducendo, giusto?
Perché se invece l’avessi fatto da casa…
Già.
Non sarebbe cambiato nulla.
Io dovevo consegnare un lavoro finito entro una certa data – che poi io il lavoro lo finissi su un PC o su un flipper, di giorno o di notte, in giacca e cravatta o in tuta da ginnastica, era assolutamente irrilevante.
Ma lui voleva vedere che io mi guadagnassi i soldi che mi avrebbe pagato.
Continua a leggere


11 commenti

100 dollari per cominciare

Seguivo Chris Guillebeau da prima che uscisse il suo The Art of Nonconformity.
Ho letto e trovato molto divertenti e pieni di ottime idee i suoi ebook A Brief Guide to World Domination e 279 days of Overnight Success.
Blogger, imprenditore ed avventuriero, Guillebeau è un giovane americano che, quando scoprii la sua esistenza, si stava impegnando in un giro del mondo – inteso come un viaggio alla ventura per toccare tutti i paesi del mondo.
Lavorando in ciascuno di essi.

Guillebeau è un tipo in gamba, che mi è simpatico, che riesce a trasmettermi una certa sincerità nonostante l’ovvia aggressività imprenditoriale.

Guru dell’impresa flessibile e del lavoro come divertimento, Guillebeau ha pubblicato l’anno passato l’interessante, interessantissimo The 100$ Startup, che è uno di quei libri che prima mi riempiono di entusiasmo, e poi mi gettano brevemente nella depressione più nera.
Per scrivere questo nuovo volume, Guillebeau ha contattato, intervistato e studiato due dozzine di imprenditori di successo che, partendo da zero e con un capitale di circa cento dollari, sono riusciti in capo a un paio di anni ad arrivare quello che viene considerato lo standard della media borghesia americana – 50.000 dollari l’anno, tasse pagate.
L’idea, è quella di vedere cosa abbiano in comune queste persone, e cosa si possa imparare dalla loro esperienza.
Per poi farlo anche noi.

Da qui, la botta di entusiasmo – caspita, si può fare!
Il testo è chiaro, ben definito, convincente e diretto (e c’è anche in formato Kindle).
I casi sono maledettamente pratici ed empirici, e non c’è nulla di velleitario, c’è pochissimo bla-bla.
vengono anche presi in considerazione i casi in cui certe iniziative sono fallite.
In particolare, si analizzano i fallimenti di coloro che, successivamente, sono riusciti a raggiungere il proprio scopo.
Cosa hanno sbagliato, la prima (e la seconda, magari anche la terza) volta?

Continua a leggere


25 commenti

Sopravvivere a Power Point

E così ho messo insieme un nuovo volumetto.

Che però si discosta abbastanza nettamente dai miei agili volumetti lemuriani.

In primo luogo, ha una struttura definita (un “dalla A alla Z”), con un numero di pagine definito e immutabile – 32.
Inoltre, è formattato per la lettura a schermo, e disponibile solo in formato .pdf

E per finire, non è una raccolta di aneddoti storici o scientifici, ma è un semplice manuale – nello specifico, un manuale per sopravvivere a Power Point (e a qualsiasi altro software di presentazione).
Una raccolta di idee, proposte e suggerimenti – da seguire o da ribaltare – al fine di non stramazzare i partecipanti ad una conferenza, ad una lezione o ad una presentazione, con delle slide brutte, inutili, soporifere.

Potete scaricarlo da qui sotto…

Continua a leggere