strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Non gioco più

Ieri ho deciso che d’ora in poi, salvo disperazione assoluta o offerte di lavoro molto molto specifiche, non invierò più il mio curriculum ad alcun indirizzo italiano.

È andata così.
Accompagnando mio padre a vedere certi suoi ex clienti, incontro un giovane (ovvero ultra-cinquantenne) imprenditore, che si lamenta del fatto di non riuscire a trovare persone qualificate e disposte a lavorare al di fuori del loro ambito specifico di competenza.

Non c’è nessuno disposto a mettersi in gioco.

Mi si dice che in queste occasioni un po’ di faccia tosta può aiutare.
E quindi faccio presente che io sarei dispostissimo a lavorare al di fuori del mio ambito specifico di competenza.

Sarebbe un’occasione per apprendere e crescere professionalmente.

… gli dico.

No, perché mi servirebbe qualcuno che tenga i contatti con l’estero, ma che sappia anche analizzare i dati di vendita.

Faccio presente il mio proficiency di inglese e i dieci anni passati a insegnare analisi statistica di dati.
Lui si lancia in una lusinghiera serie di commenti sul mio coraggio e sulla mia disponibilità, che si chiude con il classico…

Mi mandi un curriculum.

Al quale la risposta è…

Ce l’ho qui.

Da alcuni anni infatti io giro con in tasca una bella chiave USB con sopra un po’ di applicazioni di PortableApps, ed una cartella con un po’ di materiale utile – un po’ di CV in diversi formati, scansioni dei documenti personali, un file criptato a 32 bit con gli estremi bancari…*

Comunque, esibisco la USB, e la persona nell’ufficio della quale ci troviamo si dice disposta a fare subito una stampata o, se fosse più comodo, a girare il file via mail all’ufficio del giovane (= ultra-cinquantenne) imprenditore.
La reazione non è quella sperata.

Però dovrebbe essere in formato europeo.

Dilettante.
C’è  Ce l’ho in formato europeo, condensato, cronologico e funzionale.
In italiano e in inglese.
Scegli una carta, una carta qualsiasi.

Il CV europeo viene stampato.

Già il fatto che sia di tre pagine produce nel giovane (= ultra-cinquantenne) imprenditore un’aria luttuosa.

È troppo lungo.

… sentenzia, soppesando i tre fogli.
Cos’è, si sta preparando a valutare il mio curriculum a peso?!

Poi scrorre i fogli rapidamente, senza leggere davvero.
Emette un suono che pare un colpo di tosse.

E lei, con tutte queste qualifiche, non riesce a trovare un lavoro?

Fine della discussione.
Ancora un po’ di bla bla, un salto alla macchinetta del caffé, e quando il giovane (= ultra-cinquantenne) imprenditore ci saluta cordialmente e se ne va con la sua Porsche Carrera color bronzo, torniamo nell’ufficio del cliente di mio padre e troviamo il mio CV abbandonato su una scrivania.
Fine.
Della.
Discussione.

Non è questione di mettersi in gioco.
È questione di avere a che fare con persone che

  • non vogliono leggere tre pagine di dattiloscritto
  • non sono in grado di valutare le qualifiche di chi si propone
  • sognano i servi della gleba, disposti a lavorare senza pensare, per il privilegio di poter mangiare
  • si lamentano del fatto di non trovare persone pro-attive, ma sono terrorizzate all’idea di trovarne
  • comunque loro problemi non è che ne abbiano di pressanti, finché non fanno istanza di fallimento

Perciò, basta.
Il pallone è mio, e ci gioco io.

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* Sì, ci sono anche un paio di ebook (la Baen Free Library è una miniera) ed una cartella con un paio di dischi in formato mp3 – perché non si sa mai dove si può finire, e quanto dura può essere la lotta contro la noia.