strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Idioti privi di immaginazione

Perché, fortunatamente, una storia d’amore è una cosa che capita più di frequente che combattere in un’arena, arco e frecce, per la sopravvivenza.

Ok, mettiamola così – non hanno capito nulla.

No, va bene, poi mi dite che sono cattivo – andiamo con ordine.
Mi hanno segnalato un post sul blog della rivista Wired, edizione italiana.
Pare – se dobbiamo credere a loro, che credono al Guardian1 – la nuova frontiera della letteratura Young Adult è il realismo.
Basta con le distopie, il fantasy, le storie inventate, i nani, gli elfi, i paesi sconosciuti (se sono sconosciuti un buon motivo ci sarà), l’avventura e il mistero.
I ragazzi vogliono il realismo.

E stando all’articolo…

Per realismo intendiamo problemi di comunicazione con mamma e papà, tensioni tra coetanei lungo i corridoi del liceo, i palpiti dei primi incontri amorosi consumati nella stanzetta o sulla panchina di un parco pubblico.

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Perché a me mi piace!!

Per uno di quei curiosi casi nei quali periodicamente ci si imbatte, il post di oggi – che era programmato da domenica – è stato chiarificato, ridefinito, migliorato e (sostanzialmente) riscritto, dall’uscita del post della mia amica Clarina, di là sul suo blog Senza Errori di Stumpa.
Leggetelo, che è molto meglio di questo.

Fatto?
OK, procediamo con ordine.

Il mio romanzo sarà un fantasy molto dark, cospirativo e vagamente distopico, un’ucronia urbana con elementi horror e steampunk, in stile manga, con poca magia perché io la magia l’ho sempre trovata scema, e molto pulp, perché a me piacciono la violenza e le tette.

Vi hanno mai detto una cosa del genere?
L’avete mai letta, in giro su qualche blog?
E, quando avete smesso di ridere, vi siete mai soffermati a riflettere perché una cosa del genere è tanto ridicola, e tanto sbagliata? Continua a leggere


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Contrabbandieri di Fantasy

I cinesi ammonivano…

attenti a ciò che desiderate
i vostri desideri si potrebbero avverare

Io da ragazzo desideravo due cose.

  1. Più romanzi fantasy sugli scaffali
  2. Più spazio per gli autori italiani

Che idiota.
Perché naturalmente, i cinesi avevano ragione.
Gli scaffali sono ingombri di ciarpame, spesso prodotto a cottimo da autori nazionali molto poco dotati – succede – e spacciato a un pubblico sempre più ignorante e desensibilizzato. E poi, certo, storie di zombie scritte da zombie per un pubblico di zombie*.
Si arriva ad avere lettori fermamente convinti che il fantasy sia un genere rigido, dalle opzioni limitate, con strutture estremamente codificate.
Insomma, una gran barba.
Ma non è affatto vero. Continua a leggere


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Ancora dinosauri, ma non solo

Ne ho accennato via twitter pochi minuti or sono, quindi perché non rendere pubblico il progetto?

Ne sono cambiate di cose in 100 anni...

Uno degli effetti collaterali di mettere insieme Il Destino dell’Iguanodonte (l’ebook è ancora e sempre disponibile), è stato esplorare le interessanti intersezioni fra scienza e narrativa.
Nulla di nuovo – a suo tempo avevo già rischiato di farmi cacciare dalla Società Paleontologica per aver presentato un poster sul legame fra scienza e immaginazione; molti colleghi non apprezzarono affatto che ci fossero immagini tanto del Megalosauro che di Bruce Willis.*

Fondamentalmente, la scienza non può scoprire ciò che non riesce ad immaginare.

Ecco quindi pronta – e già qua e là propagandata – una dotta conferenza dal titolo

“I Trilobiti di Trollope & i Dinosauri di Dickens – paleontologia e letteratura tra ‘800 e ‘900”

Al momento la conferenza è in preparazione, sarebbe bello metterla in piedi per settembre, e cerca una casa (vale a dire un posto dove proporla al pubblico).
Poi, se ci saranno sviluppi, se ne potrebbe fare un nuovo agile volumetto.

Chissà…

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* Ma non mi cacciarono. Me ne andai io un anno dopo, quando la rivista della Società pubblicò un dotto articolo sullo stesso argomento, proprio di due dei colleghi che più vocalmente avevano contestato il mio lavoro (e che forse per questo non ebbero il buon gusto di citarmi fra le fonti).


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Non certo narrativa di alta qualità

Probabilmente quanto segue non piacerà ad alcuni.

Forse non tutti sanno che l’Accademia Svedese conserva nella più assoluta segretezza le minute delle valutazioni per il Premio Nobel per cinquanta anni.
Solo dopo cinquant’anni è possibile chi fosse in lizza (chi lo fosse veramente, non solo per sentito dire) e come sia stato valutato, e soprattutto – in tutti i casi tranne uno – perché sia stato segato.

È il 2012 – immagino l’abbiate notato – e quindi ora sappiamo chi correva per il Nobel per la Letteratura nel 1961.
Un elenco incompleto include:

  • Lawrence Durrell
  • Robert Frost
  • Graham Greene
  • EM Forster
  • John R.R. Tolkien
  • Alberto Moravia
  • Karen Blixen

Mica male, eh?
Io i miei soldi li avrei puntati su Greene, a dirla tutta.
Ma era comunque una bella infilata di personaggi di prima classe, giusto?

Dico, c’era anche Tolkien!
Come avesse fatto Toklien a finire nominato è presto detto – era stato segnalato da un docente di lingua inglese presso una nota università britannica.
Un certo C.S. Lewis.

Ma l’accademia Svedese ha degli standard molto stretti, e perciò liquidò gli autori in lista in maniera abbastanza sbrigativa.

Lawrence Durrell?

Lascia un retrogusto dubbio […] a causa della monomaniacale ossessione per le complicazioni di natura erotica.

Alberto Moravia?

Fondamentalmente piuttosto monotono

Robert Frost?

Ha 86 anni.

[Non guardate me, io non ci vedo nulla di male nell’avere 86 anni… ]

Johnny Tolkien, informato del giudizio dell'Accademia Svedese, pensa a come dire a C.S. Lewis di farsi due etti di c@##i suoi, la prossima volta.

Ed il povero Johnny Tolkien?
Forse è quello che ne esce peggio…

[Il Signore degli Anelli] non riesce in alcun modo a raggiungere il livello di una narrativa di alta qualità.

Insomma, è scritto male.
È un romanzello.
La qualità è un’altra cosa.
L’han detto quelli del comitato del Nobel, eh…(*)

Alla fine, il mio candidato Greene arrivò secondo, e la Blixen terza.
Il Nobel andò al popolarissimo Ivo Andric, per

la forza epica con cui ha tracciato temi e ritratto destini umani ispirandosi alla storia del suo paese.

Probabilmente senza metterci gli elfi.

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(*) Come osservò il buon vecchio George Bernard Shaw, rifiutando la candidatura…

Posso perdonare ad Albert Alfred Nobel di aver inventato la dinamite, ma solo un demonio in forma umana può aver inventato il Premio Nobel.


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De Genere – Franco Pezzini all’Indice

Segnalazione rapida e (spero) indolore, anche se ancora una volta parliamo di libri e di critica.
L’Indice dei Libri – rivista della quale abbiamo già parlato in passato – ha un blog su Blogspot.
Uno di quei blog che è piacevole tenere d’occhio.

Fra le rubriche ospitate, segnalo in particolare De Genere, pagina gestita dall’ineffabile Franco Pezzini, che è il caso di bookmarcare immediatamente.
Divertente, divertito e come sempre di una sottigliezza straordinaria, Franco parla, appunto, del genere, in senso letterario.
Imperdibile.

Sì, ok, la gente de L’Indice mi sta simpatica.
E Franco Pezzini è amico mio.
E oltretutto ha appena pubblicato un post nel quale il mio nome compare con inquietante frequenza.

Ma cosa volete farci – esistono casi in cui dobbiamo per forza parlar bene delle persone che rispettiamo.
Fatevene una ragione.


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Motori diversi

Che strano paese, il resto del mondo.

Immaginate un posto in cui un docente di scienza della comunicazione (Mark L. Brake) ed un pastore anglicano (il reverendo Neil Hook) appassionato di fantascienza del 17° e 18° secolo, riescono a fondare un corso di laurea sul rapporto esistente fra scienza, cultura e spazio.
Un corso di laurea in scienza e fantascienza, insomma.
E ci scrivono pure un libro.

Succede all’Università di Glamorgan (invidia!), ed il libro lo pubblica Macmillan nel 2008.

La mia copia di Different Engines è costata un centesimo ed è malamente usata.
La sovracoperta è martirizzata, ma la rilegatura è solida e nonostante le pagine siano state evidentemente bagnate, il volume è in condizioni più che buone.
Ed il testo (260 pagine) si legge in una notte.
Chi ha bisogno di dormire, dopotutto?

Si tratta di un lavoro interessante.
Brake & Hook suddividono la storia della fantascienza, dal 1600 ad oggi, in sette ere

  • l’era della scoperta
  • l’era meccanica
  • l’era stupefacente (Astounding Age)
  • l’era atomica
  • la nuova era
  • l’era del computer
  • l’era della biologia

Per ciascuna era, riescono ad individuare dei testi fondamentali, nei quali appare evidente come la fantascxienza si sia nutrita della scienza dell’epoca, ma l’abbia rielaborata, comunicandola al pubblico non specialistico ed al contempo ampliandone i confini.
Si rimane con la ferma impressione perciò che se non può esistere fantascienza senza scienza, è anche vero il contrario.

Oltre a fornire una buona tesi a supporto dell’ipotesi che il primo autore di fantascienza della storia sia Keplero (e non Mary Shelley come vogliono i critici tradizionali), il volume presenta una eccellente bibliografia e filmografia dei classici irrinunciabili.

E, come dicevo, si legge in un amen.

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Serata dinosauri

Anno nuovo, nuove attività.
O riedizioni di vecchie attività.

Inclemenze del clima permettendo, il 19 Gennaio prossimo venturo, presso la Società di Mutuo Soccorso d’ambo i sessi De Amicis, (Corso Casale 134, Torino), col solo ausilio di un videoproiettore, mi produrrò in una conferenza sui dinosauri e la cultura popolare.
Tentativamente intitolata Il Ritorno del Dinosauro 3, la serata cercherà di tracciare ilpercorso compiuto dalla paleontologia e dall’immaginario popolare, dalla scoperta dei dinosauri a Jurassic Park ed oltre.

Nel corso della serata tenteremo di risolvere problemi annosi e fondamentali tra i quali…

  • perché i libri migiori sui dinosauri si trovano nelle librerie specializzate in fantascienza?
  • davvero la paleontologia è una attività infantile paragonabile al collezionismo di francobolli?
  • ma ai bambini poi, i dinosauri piacciono davvero?
  • come si può finanziare una spedizione su un’isola popolata di rettili preistorici?
  • esiste davvero un legame fra Cadillac e Dinosauri?
  • è stato davvero un impatto da asteroide a stecchire i dinosauri?

Si parlerà – anche, ma non solo – di Bruegel, del Conte di Buffon, di Gideon Mantell, di Thomas Jefferson, di Jules Verne, del Dottor Livingstone, di Charles Darwin, di Arthur Conan Doyle, di Nuvola Rossa, di Rachel Carson, di Godzilla, di Robert Bakker, di Frank Frazetta, di Roger Corman e di Indiana Jones.
Non necessariamente in quest’ordine.

Tutti gli interessati sono naturalmente invitati a partecipare.

Il Ritorno del Dinosauro 3Ora con più mastodonte.
Seguirà dibattito.

La serata è pubblica e ad ingresso libero.
Si inizia dopo le 20.00.


Contrordine Compagni – causa maltempo la serata è rinviata a data da destinarsi!

[illustrazione di Mark Schultz, da Xenozoic Tales/Cadillacs & Dinosaurs]