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ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Due giorni sulla Frontiera Inversa

Ieri sono successe due cose.
La prima, dopo un’attenta rilettura di ciò che ho scritto finora, è apparso evidente che il romanzo che sto scrivendo – e che devo consegnare entro la fine del mese – è strutturalmente fallato. La buona notizia è che sono a circa metà stesura, e quindi posso passare col lanciafiamme e ristrutturare tutto quanto. La cattiva notizia è che devo passare col lanciafiamme e ristrutturare tutto quanto, e poi finire il lavoro, in quindici giorni.

La seconda cosa che è successa è che gli gnomi al servizio di Jeff Bezos mi hanno recapitato l’ebook di Needle, terzo romanzo della serie Inverted Frontier, di Linda Nagata. Ed io ho una venerazione per Linda Nagata e per la sua fantascienza – tant’è vero che avevo prenotato il libro quando l’autrice ne aveva anunciata l’uscita sulla sua newsletter, circa tre mesi or sono, mettendo fine a tre anni d’attesa.
E così nonostante tutto mi sono preso due giorni per leggere Needle, e per smettere di pensare alla struttura del mio romanzo.
Perché continuare a pensarci, spostando capitoli e scene invece di dormire, non serve a nulla.
Leggere un eccellente romanzo, lasciando che lo stile e il linguaggio lavino via le scorie di un lavoro fallato che continuano arigirarmi per il cervello è la soluzione al mio problema.

Needle è la terza parte di una serie, Inverted Frontier, che è la continuazione della Nanotech Succession con la quale Linda Nagata dimostrò, quasi trent’anni or sono, che la fantascienza stava bene e ci salutava tutti.

Come tutti i lavori della Nagata che ho avuto modo di leggere, si tratta di un romanzo a se stante, che si può leggere senza aver mai letto altro – ma conoscere le opere precedenti amplifica il grado di divertimento che si ricava dalla lettura.

Needle comincia pochi secoli dopo la fine di Silver, il romanzo precedente – e se la Nanotech Succession ci raccontava l’espansione dell’umanità nel nostro braccio della galassia, e l’incontro traumatico con le navi da preda dei Chenzeme, Inverted Frontier inverte la rotta – ed i passeggeri della Dragon, una nave rubata ai Chenzeme, tornano verso la Terra e il settore di spazio che, ampiamente colonizzato dall’umanità in passato, da millenni non dà segni di vita. O se li dà, sono decisamente inquietanti.
In Edges e Silver, gli esploratori hanno affrontato una sorta di tecno-divinità insediata su un mondo-anello (ma è molto più complicato e divertente di così), ed ora si dirigono verso un sistema occupato da una serie di megastrutture che appaiono abbandonate, ma probabilmente non lo sono.

Con le sue quattrocento e rotte pagine, Needle fila come un diretto, e riesce a impacchettare un sacco di idee in una storia che rimane lineare e facilmente comprensibile, molto divertente e priva delle lungaggini che appesantiscono i lavori di autori pure affascinanti (sto guardando te, Peter F. Hamilton). Si tratta di fantascienza hard, con una forte componente transumanista, ma è anche space opera avventurosa, che descrive lo spazio nella sua vastità e che riesce a rendere i tempi dilatati del viaggio spaziale a vgelocità relativistiche. È popolato di personaggi memorabili – a cominciare da Urban e Clemantine, che attraverso infinite iterazioni sono con noi dai tempi di Vast. I Chenzeme sembrano essere un problema del passato, e l’attuale minaccia per l’umanità potrebbe essere ciò che i resti perduti dell’umanità sono diventati nel corso dei millenni.

E dopo un centinaio di pagine lette stamani, Linda Nagata si conferma una delle voci più intelligenti della hard SF, e rimane saldamente nalla mia top 5 di autori contemporanei nel genere. E scrive anche fantasy, ed è altrettanto fantastica.
Certe persone esistono solo per stimolarci a fare di meglio.

E qui vi metto un bel link al catalogo completo degli ebook di Linda Nagata, perché avrete certamente bisogno di qualcosa da leggere per le vacanze – e come sapete i link commerciali di Amazon comportano una minima percentuale che Jeff Bezos in persona mi recapita a casa col suo missile, e io vi devo informare.


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Nelle profondità dello spazio, in direzione del Cigno

Uno dei grandi piaceri della lettura è certamente quello di incontrare un nuovo autore, il cui lavoro riesce a sorprenderci e a catturarci. Viviamo in un periodo interessante, e nell’ambito del fantastico e della narrativa d’immaginazione c’è l’imbarazzo della scelta.
Una quantità di ciarpame puerile scritto da cani, mirato a un pubblico che non riesce ad andare oltre il puerile? Certo.
Ma anche cose davvero entusiasmanti. E non da ieri.

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