strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Il rituale

Cerchiamo di sgranchire i muscoli del freelance.
Il ritornello ormai lo sapete – borsa di studio agli sgoccioli, si torna a battere le vecchie strade in cerca di un piccolo introito mentre i CV viaggiano alla volta di altri lidi.

Chissà perché se cerco “Freelance Writer” in Google, trovo un sacco di giovani donne piacenti col laptop…

Io scrivo.
Nel mio paese questa viene considerata una curiosa eccentricità, una pratica sciocca che dovrei comunque svolgere gratuitamente per il godimento del mio colto pubblico.
Se poi vuoi mangiare, trovati un lavoro vero (qualunque cosa sia).
Ma nel resto dell’universo non è così – scrivere è un lavoro, e il lavoro si paga.
Magari poco.
Magari con tempi lunghi.
Ma si paga.

La conseguenza è ovvia – si lavora per l’estero.
Più possibilità.
Più mercati.
Più lettori.
Più rispetto.
Più quattrini.

Per scrivere come freelance esistono delle regole.
Diavolo, esistono – in inglese – dei manuali.
Gli anglosassoni hanno un manuale per tutto.
Ne ho letti un paio o due.
Le regole, come sempre, non sono scolpite nel basalto trachitico.
L’elasticità è utile.

La procedura è piuttosto semplice. Continua a leggere