strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Il leone della giungla

Nell’ambito delle recensioni, è una questione di fiducia.
Si fanno un paio di prove, e si scopre se quel certo recensore è in sintonia con i nostri gusti, se parla anche per noi quando descrive un film, un libro, un disco…
Nel corso degli anni – a parte gli amici ed i vicini di cella – ho trovato pochi recensori dei quali mi fido ciecamente.
Roger Ebert e Kim Newman, per il cinema.
Per la narrativa… eh, per la narrativa dipende.
In tutta onestà, dai ragazzi di Black Gate Magazine non ho ancora beccato una fregatura – caso più unico che raro di una intera squadra di recensori che sono chiaramente membri della mia tribù.
Per il fantasy vado da loro.
E da Charles de Lint.
Per il pulp, invece vado da Ron Fortier – che è un mito, e che non mi ha ancora mai segnalato un titolo che non fosse per lo meno buono – ed in un paio di casi mi ha segnalato dei veri gioielli; unico problema, molto di ciò che Mr Fortier recensisce è autoprodotto, o edito da piccole case editrici, o limitato al mercato americano.

Ma Jack and the Jungle Lion no.
Jack and the Jungle Lion, lo trovate su Amazon, anche in formato kindle.
Ed è grande.

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Uno sporco mondo

È con una punta di tristezza che apprendiamo che Greg Stolze (classe 1970), leggendario creatore di giochi e paladino delle forme alternative di retribuzione per gli autori, ha deciso di lasciare l’attività di freelancer.
L’uomo che ci ha dato – fra le altre cose – Unknown Armies, Godlike e l’eccellente Nemesis si muove verso altri lidi, e possiamo solo aspettare e vedere cosa ci proporrà in futuro.

Prima di lasciare il mondo dei battitori liberi, comunque, Stolze ha prodotto uno dei suoi lavori più interessanti – disponibile come .pdf o a stampa tramite il solito Lulu.com.
A Dirty World è un gioco che simula situazioni ed atmosfere del film noir, e ci riesce egregiamente.
Costruito su una completa ristrutturazione del One Roll Engine che sta alla base di gran parte dei lavori di Greg Stolze in campo ludico, il meccanismo di gioco è semplice, rapido, tutt’altro che banale.
Fedele alla sua pratica di autore/editore totale, Greg Stolze non ha solo sviluppato il gioco ma ne ha curato l’editing e la grafica, producendo un volumetto piacevole, che gioca sull’apparente contraddizione di potersi divertire giocando una storia cupa e disperata come vuole la tradizione del genere.

Con un cartellino del prezzo superiore ai 15 euro (inclusa la spedizione)per il volume a stampa, le 70 pagine di A Dirty World possono sembrare piuttosto costose – ma in media un gioco tradizionale viaggia ormai sui 40 euro, spesso senza possedere la qualità ed i contenuti di questo libricino.
Duro e problematico, basato su una filosofia ben precisa e impegnativa, A Dirty World si innesta nel filone di giochi resi possibili dall’innalzamento dell’età media dei giocatori di ruolo.
Poco adatto – probabilmente – ad una banda di quindicenni, potrebbe costituire una buona alternativa alle partite settimanali di una squadra di trentenni.
Eccellente.