strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Un uomo saggio mangia sempre bene

Ieri sera, per la prima volta dopo quasi tre mesi, siamo riusciti ad ordinarci un paio di pizze da asporto, e una decina di giorni or sono, andando a fare la spesa, sono riuscito a trovare le uova – erano più di sei settimane che, andando al supermertcato, lo scaffale delle uova era vuoto. Motivi per festeggiare. Certo, ho trovato le uova, ma in compenso non ho trovato lo zucchero e la farina.

Una cosa che mai avrei pensato di vedere, nel corso della mia vita – e, peggio, in prossimità della mia vecchiaia – era la scarsità di cibo, gli scaffali vuoti, le persone con i carrelli pieni di zucchero e farina, e carta igienica (perché bisogna pensare all’output, presumo, e non solo all’input). Appartengo ad una generazione che ha sempre considerato possibile che finissero i soldi, ma non i prodotti che i soldi permettono di acquistare.

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Non è sempre caviale: Ostriche & Champagne

OysterHalfShellConsider the Oyster è un volumetto del 1941, ed è considerato il più popolare libro sulle ostriche mai pubblicato.
Non che ne abbiano pubblicati molti, immagino.
Ma d’altra parte, ioc on le ostriche ho un rapporto strano – dopotutto, ho studiato paleontologia, e faccio molta fatica a considerare cibo ciò che ho studiato per un semestre allo stato fossile.

D’altra parte, il post su fish & chips, evidentemente troppo plebeo, come manicaretto, non ha destato l’entusiasmo sperato nel raffinato pubblico di strategie evolutive.
Sappiamo bene che non è sempre caviale, e perciò, se fish & chips è inadeguato, perché non provare con ostriche e champagne?

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Leggere e mangiare (o viceversa) – una Top Five

Ci sono cose che le nostre madri non ci hanno insegnato, ma avremmo dovuto apprendere per osmosi.
E in un certo senso lo abbiamo appreso, solo che lo abbiamo capito quando era ormai troppo tardi.
Per dire, quando un’amica chiedeva una ricetta a mia madre, lei rispondeva

te la trascrivo, e la prima volta che ci vediamo te la passo

o qualcosa di simile.
Non rispondeva

ecco, ti presto il mio libro in cui c’è la ricetta

$T2eC16F,!)0E9s37F,yLBRb8nHYC8g~~60_35Ed è per questo che mia madre ha avuto una copia di Cucina Internazionale ed Esotica, di Ginette Mathiot, per quasi quarant’anni, e poi io l’ho prestato a una persona che voleva una ricetta, e quella non me l’ha mai più restituito.
Se avrò tempo e voglia ne cercherò una copia su eBay (so che si trovano) ma naturalmente mancherà il valore affettivo – così come mancheranno le ricette ritagliate dai giornali che mia mamma aveva infilato fra le pagine.

La cosa che mi fa assolutamente infuriare, al di là del valore affettivo (era un libro della mia mamma), è che Cucina Internazionale ed Esotica è stato il primo libro di cucina che io abbia avuto modo di leggere.
Si tratta, com’è ovvo, di un ricettario – una collezione di circa 600 ricette da tutto il mondo, illustrate con fotografie a colori.

Si tratterebbe certamente di uno dei cinque libri di cucina che io inserirei in una lista ideale.
E a questo punto, lo avrete capito, vi infliggo i restanti quattro.
perché dopotutto, non è sempre caviale, giusto? Continua a leggere