strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


Lascia un commento

Un orgasmo in ogni bottiglia di shampoo

Le buone idee vengono a quelli in gamba.
E M John Harrison è molto in gamba.

E l’idea che “Perché io valgo” (l’Oreal) sia un testo fantasy superiore – se non altro per successi di vendite – di “Harry Potter” (Rowlings) è provocatoria, maledettamente provocatoria.
Ma buona.

The car industry offers fantasies of success, escape &, especially, competence (ninety percent of drivers rate themselves in the top ten percent of driving ability). The cosmetic & fashion industries offer the fantasy of perfectibility. The sports industry sells a fantasy of activity to people who rarely leave their cars or their sofas unless it’s to go to bed. From the iconography of Nationalism to the publicly managed death of a Reality TV star, cultural psychodramas have always been fantasies–some orchestrated, some spontaneous, most a mixture of both.loreal_9_50

In altre parole, leggere fantasy è una forma di snobismo.
È un illudersi di essere al di sopra della massa – che accede al fantasy direttamente – preferendo una intermediazione autorale “alta” per il nostro intrattenimento.

Più significativamente – ha senso a questo punto scrivere fantasy?
E d’altra parte, si può scrivere qualcosa di diverso?

Certo, comunque la giriate, marca decisamente male per elfi e nanetti…
Ma leggetevi tutto il testo, che vale la pena.

[immagine di Harrison da flikr]

Powered by ScribeFire.


Lascia un commento

Quattro articoli fondamentali

Questi davvero me li stampo e li rilego.
Ne faccio magari anche un po’ di copie, da regalare agli amici.
Si tratta di quattro pezzi- due lunghi e due brevissimi – scritti da M. John Harrison riguardo ai mondi del fantastico – come si costruiscono, come non si costruiscono, cosa sono, cosa non sono – e pubblicati in rete.

Nell’ordine in cui l’autore sugerisce di leggerli sono:

What it might be like to live in Viriconium, dell’Ottobre 2001.

Any child can see that the map is not the ground. You cannot make a “reliable” map. A map, like a scientific theory, or consciousness itself, is no more than a dream of control. The conscious mind operates at forty or fifty bits a second, and disorder is infinitely deep. Better admit that. Better lie back and enjoy it—especially since, without the processes implied by it, no one could write (or read) books anyway. Writing is a con.

Licensed settings, del Gennaio 2007.

When you engage with a novel, it is an engagement with words. What you engage is not a world but the motives of the author, mediated by some more or less effective technical tricks (actually, even that is a faint hope you both have, a shared lie, an over-dignified description of an ungainly struggle with the text’s promises).

Very afraid, ancora del gennaio 2007.

Every moment of a science fiction story must represent the triumph of writing over worldbuilding.

… e per finire Worldbuilding: Further Notes, del Dicembre 2007.

When I make a distinction between writers & worldbuilders I am making a distinction not just between uses of a technique, but between suites of assumptions about language, representation & the construction of “the” world as well as “a” world.

Nel complesso non ne uscirebbe un volume ponderoso – un paio di decine di pagine al massimo.
Ma la visione di M. John Harrison è, come in tutti i suoi scritti, sufficientemente sovversiva ed originale da cortocircuitare qualsiasi “regola” appresa da manuali, corsi o dibattiti.

Scopriamo intanto con piacere che Nova Swing, l’ultima fatica dello scrittore inglese, è fra i cinque finalisti al premio Philip K. Dick (dopo l’Arthur C. Clarke e il British Fantasy Award).