strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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il fantasy ha, onestamente, rotto il c*zzo

d12Da ieri circola su Facebook un comunicato-stampa di un nuovo editore che è una meraviglia di arroganza e sciocchezza, un monumento alla cattiva comunicazione.
Non starò a darvi un link o uno stralcio, perché certe cose vanno consegnate quanto prima all’oblio, ma se volete farvi un’idea, la mia amica Marina ha sommariamente giustiziato questi esordienti sul suo blog.
Avete letto?
Bene.

Ora, io personalmente non mi curo granché di come altri decidano di suicidarsi – ammettiamolo, pessima comunicazione o meno, costoro hanno la patacca di editori, e ci saranno decine di anime semplici a far la coda alla loro porta.
Storicamente, insultare lettori e autori si è dimostrata nel nostro paese una pratica vincente.

Ciò che a me interessa è quella frase che fa da titolo a questo post, e che è stata il fuoco dell’attenzione di molti dei commentatori.

il fantasy ha, onestamente, rotto il cazzo

(citato verbatim)

In un certo senso non hanno torto.
Facciamo un po’ di pork chop express, volete? Continua a leggere


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Nulla di memorabile

hra4dr5gb7hsfao8lsc70j8wz1fh4j42hvfj-1024x730Ma qualcuno se ne ricorderà, poi, alla fine?

Io ho scritto delle storie.
Ho scrito dei saggi.
Ho scritto degli articoli scientifici.
Ho scritto una infinità di articoli divulgativi.

Beh, ok, non esattamente una infinità, ma parecchi.

Ho un blog.
Due, a dire il vero.

Ho insegnato, ho fatto ricerca, ho fatto lo spaventapasseri.
Ma su cosa posso contare, per la mia scheggia di immortalità?
Cosa ho fatto, di memorabile? Continua a leggere


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La faccia delle donne

Potrei cominciare questo post cercando di ragionare sulle strane routine che animano la ricerca di immagini in Google.
Perché parte della questione nasce da lì.
O potrei partire dall’abitudine di alcuni ospiti del Blocco C della blogsfera, di segnalare sulle proprie pagine delle bellezze mediatiche quali numi tutelari di blog, siti e quant’altro.
Perché è dalla collisione di questi due fatti che nasce questa specie di pork chop express domenicale.
procediamo con ordine.

Cercavo una fotografia di Helen Mirren.
Mi piace Helen Mirren.
L’ho vista la prima volta, credo, al fianco di Bob Hoskins in The Long Good Friday (quello è un film, maledizione!), moglie di un gangster londinese che crede di poter tener testa all’IRA.
E poi naturalmente Morgaine in Excalibur.
Prospero, ne La Tempesta!
E decine di altri film straordinari.
Comunque, per motivi miei, mi serviva una foto di Dama Helen Mirren.
Nella fattispecie, mi interessava una foto dell’attrice scattata da qualche parte alla fine degli anni ’80.

Io l'adoro questa donna

E Google non me la concede.
Attraverso i suoi filtri, trovo solo o foto recenti (l’attrice è nata nel 45), o fotografie giovanili, scattate nei primi anni ’70.
Non UNA fotografia reperibile di 2010, ad esempio – neanche specificando il titolo del film
Google, nella sua infinita saggezza, quando digito la chiave di ricerca “Helen Mirren” nella finestrella, mi offre alcune opzioni alternative:

helen mirren caligola
helen mirren calendar
helen mirren young
helen mirren hot

Cosa diavolo sta accadendo? Continua a leggere


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Un paio di pezzi per come mi sento…

Torino Comics è appena cominciato ma per me è già finito – altri impegni, altre trasferte…

Ci sono stato però.

Ho visto i collezionisti che contrattavano i prezzi di vecchie copie di Tex.

Ho visto i cosplayer – ed ho scoperto che sei davvero vecchio quando non sai più riconoscere la serie dalla quale arrivano i costumi delle regazzine.

Ho visto i jedi scambiarsi colpi di spada laser e anche un assaltatore imperiale fuori servizio, che scrutava pensieroso il proprio portafogli per decidere se valesse la pena spendere la sua sudata paga imperiale per una Coca a tre euro e cinquanta.

Ho visto Scott McCloud vagare per il Lingotto portando una scatola da pizza sotto al braccio.

Ho condiviso il tavolo con i Grandi Antichi, brindando agli Amici Assenti.

Ho anche rivisto lei, che non vedevo da anni… anni.
Di una freddezza glaciale.

Dovrebbe esserci una legge, o un meccanismo universale, scritto nelle costanti fisiche, in grado di impedirti di rivedere dopo dieci anni la donna di cui sei stato innamorato.

C’è però un fatto, che si scopre poi, la sera, a molti chilometri di distanza, ascoltando vecchi dischi.
Ripensando a ciò che è stato.
A ciò che avrebbe potuto essere.

Ed è che se è molto romantico provare certe malinconie, è anche maledettamente difficile mantenerle in vita più a lungo di una canzone dei Prefab Sprout…

Dio… è bello avere un passato!