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ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Farlo per soldi, farlo per amore

Questo post è (anche) una risposta pubblica alle sette mail private ricevute nella settimana passata, in seguito alla pubblicazione di due recensioni – questa e questa – fatte su libri non pagati di tasca, non ricevuti in regalo da amici, parenti, fidanzate, o vinti in improbabili concorsi o banchi di beneficenza, trovati abbandonati sul treno, ma ricevuti gratis dai rispettivi editori.

Rispondo, non perché io dia poi molta importanza alle mail in questione, ma perché mi pare un interessante spunto di riflessione.
Mettiamo giù allora un po’ di informazioni, tanto per dare un quadro generale della situazione.

Recensisco libri da molti anni.
Quando ancora esistevano le fanzine ciclostilate o fotocopiate, ho recensito libri, film e fumetti su varie fanzine.
Qualcuno ricorderà che ho parlato di steampunk la prima volta nel 1994.
O forse era il 1995.
Oltre che sul mio blog, ho recensito libri (narrativa e testi scientifici) per la rivista LN-LibriNuovi e polizieschi, noir e thriller per L’Indice dei Libri del Mese.
Mie recensioni sono comparse su diversi siti web – inclusa la webzine Il Futuro è Tornato, sulla quale spero compaiano ancora regolarmente per i prossimi strani eoni.
Ho anche scritto tre saggi critici pubblicati negli Stati Uniti – uno su Fritz Leiber, uno su William Peter Blatty, e uno su Thomas Harris.
Con l’eccezione de L’Indice – che mi assegna i libri da recensire sulla base della necessità, dell’offerta e del genere – ed alcune richieste dei lettori – come per esempio Il Piano Bar del Fantastico – normalmente recensisco ciò che mi pare.
E poiché io sottoscrivo la scuola di Siskel & Ebert di valutazione e recensione critica, è possibilissimo che io abbia recensito positivamente qualcosa che a voi non è piaciuto.
È più improbabile che io abbia recensito negativamente qualcosa che a voi è piaciuto, perché io di solito di ciò che non mi è piaciuto evito di parlare.
Oh,  e con la sola eccezione dei tre saggi pubblicati, non ho mai percepito un compenso per ciò che faccio.

Il fatto che io recentemente sia riuscito a qualificarmi come professional reader (è tutta da ridere), cosa che mi ha messo sul radar di alcune case editrici inglesi ed americane, non cambia sostanzialmente le cose.
Loro mi mandano le copie.
Io le recensisco.
Se il libro mi piace, e se gli accordi me lo consentono, pubblico anche qui la mia recensione.
Se il libro non mi piace ma mi offre la possibilità di fare un discorso interessante, anche; altrimenti, mi limito a consegnare una fredda disamina all’editore, con i miei complimenti.
Sia nel caso di recensioni positive che negative, ho finora sempre ricevuto cortesi lettere di ringraziamento dagli editori.
E anche, come dicevo, una manciata di mail da parte di miei lettori che preferiscono restare anonimi usando indirizzi fittizzi, e che mi chiedono… Continua a leggere