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Realtà e pubbliche relazioni

Stralcio il testo seguente da CORDEF, che ne ricava una vibrazione positivista e ottimistica degna di ogni rispetto, ma che io non mi sento di condividere.

Si tratta della e-mail inviata da Sergio Marchionne ai dipendenti della Chrysler

Five years ago, I stepped into a very similar situation at Fiat. It was perceived by many as a failing, lethargic automaker that produced low-quality cars and was stymied by endless bureaucracies. But most of the people capable of remaking Fiat had been there all the time. Through hard work and tough choices, we have remade Fiat into a profitable company that produces some of the most popular, reliable and environmentally friendly cars in the world. We created a far more efficient company while investing heavily in our technologies and platforms. And, importantly, we created a culture where everyone is expected to lead.

Un capolavoro di public relations.
E poi personale, molto personale, arrivato direttamente nella mailbox di ogni dipendente dell’azienda.
Ottimo per l’immagine.
Ma curiosamente reticente su alcuni dettagli, come ad esempio i dati citati (era il 2008) da Businessonline.it

59.000 dipendenti Fiat, da lunedì, sono a casa. Si tratta un blocco totale della produzione da nord a sud, in tutti i settori di cui si occupa la casa torinese. Permessi e vacanze obbligatori per chi ne aveva diritto e cassa integrazione per chi aveva già usufruito di questi.
[…]
ad ogni lavoratore cassa integrato del Lingotto di Torino ne corrispondono tre-quattro che precipitano nello stesso destino e che afferiscono alle attività di produzione collegate a quelle di Mirafiori.
In totale la crisi si abbatte sul settore dell’auto per intero inghiottendo il destino di circa 200mila lavoratori

“hard work and tough choices” indeed, Mr Marchionne, sir!
Un eccellente esempio di understatement.

E sorvolerei sulle “most […] environmentally friendly cars in the world”.

https://i0.wp.com/motortorque.askaprice.com/images/features/428-288/Eco-friendly-cars-on-display-20753.jpg
[perché se faccio una ricerca per “eco-friendly fiat”
Google mi restituisce la foto di una Saab?]

Uno straordinario esempio di marketing, la mail di Marchionne è preoccupante – dal mio punto di vista – perché è marketing rivolto all’interno: si sta palesemente cercando di vendere l’azienda, l’immagine dell’azienda, una certa atmosfera dell’azienda ai dipendenti dell’azienda stessa.
E se è vero che è impossibile condurre una attività di successo se non si crede nell’attività che si svolge, è anche vero che si dovrebbe essere onesti coi propri collaboratori – offuscare la verità è male, come ci ha dimostrato il crollo del regime sovietico, “drogato” di statistiche false e propaganda auto-inflitta.
Mascherare la morte di una città – la mia città, incidentalmente – sotto alla frase “hard work and tough choices” è un passo verso la disonestà intellettuale.

E lasciamo perdere il fatto che si sia creata una cultura “where everyone is expected to lead” – da trent’anni nei corsi per manager sponsorizzati da FIAT si spiega che il modo migliore per tener buoni i dipendenti è convincerli che sono loro a dirigere l’azienda.

Quando la propaganda prende il sopravvento sulla realtà, le cose si fanno pericolose.
E non si può che chiudere citando Richard P. Feyman

For a successful technology, reality must take precedence over public relations, for nature cannot be fooled.

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