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ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Madge la Pazza

Del libro che mi ha dato l’idea di questo post, e che sto leggendo, pubblicherò una recensione su Binario Morto, e dell’opera principale e dell’invenzione della fantascienza ho scritto altrove.
Qui voglio parlare di Margaret Cavendish, e questa è, più o meno, la storia fatta coi cialtroni.

Margaret Cavendish nacque Margaret Lucas nel 1623, ultima di otto figli.
Nel 1642, all’età di diciannove anni, andò in esilio in Francia – in Inghilterra c’era stata la Gloriosa Rivoluzione, e una fetta consistente dell’aristocrazia attraversò la Manica. Margaret era la dama di compagnia della regina uscente, Henrietta Maria.
In Francia, Margaret frequentò ambienti intellettuali – conobbe Descartes – e incontrò William Cavendish, di trent’anni più vecchio di lei ed altrettanto interessato alla filosofia. William e Margaret si sposarono nel 1645, e nel 1660 tornarono in Inghilterra durante la Restaurazione. Le fortune di famiglia erano in crisi, William era stato segnalato come “criminale realista” (nel senso che stava con la monarchia) e le sue terre erano state sequestrate.
A quel punto Margaret aveva già pubblicato cinque volumi.

In realtà aveva cominciato da bambina – a scrivere storie che avevano per protagonista sua sorella, e che poi rilegava personalmente.
William si reinventò come addestratore di cavalli, e con l’ascesa di Carlo II ritrovò la propria fortuna; divenne Duca di Norfolk, e ben presto si configurò come una delle persone più ricche d’Inghilterra.
Sua moglie continuò a occuparsi di poesia e di filosofia – frequentò Hobbes e la Royal Academy.
Fu, in effetti, la prima donna a presenziare ad una riunione della Royal Society, fece amicizia con Kenelm Digby (filosofo e intellettuale raffinatissimo, che abbandonò la filosofia per darsi alla pirateria, e mise a ferro e fuoco il Mediterraneo – magari un giorno ne parleremo).

E Margaret Cavendish continuò a scrivere – volumi di poesie e lettere, biografie (la propria e quella del marito, che divenne un bestseller e venne ristampata più volte anche dopo la morte dell’autrice), testi di filosofia naturale, opere teatrali e romanzi.
Nel suo romanzo The Description of a New World, Called the Blazing World, del 1666, Margaret si inventò un intero pianeta alieno, esistente in un universo parallelo. In un sol colpo, Margaret Cavendish, poeta, scrittrice e filosofa, inventò la fantascienza e il Multiverso.

E la gente la odiava.
La descrissero come pazza (Mad Madge), egocentrica e disperata per l’attenzione pubblica, una donna brutta, grassa, una donnadi facili costumi (the Cavendish Whore).
I filosofi ebbero grandi difficoltà a confrontarsi con le sue idee – anche perché dedicò gran parte della propria opera a criticare tanto Hobbes quanto Descartes.
Virginia Woolf, trecento e cinquant’anni dopo la sua morte, la descrisse come “sciocca come un passero” – senza accorgersi che Margaret Cavendish fu una delle prime donne a scrivere di donne, e del loro spirito, da un punto di vista filosofico e non semplicemente sentimentale.

Margaret Cavendish morì nel 1674, e venne sepolta nell’abbazia di Westminster.

Her name was Margaret Lucas youngest daughter of Lord Lucas, earl of Colchester, a noble family, for all the brothers were valiant, and all the sisters virtuous

Io voglio bene, a Margaret Cavendish, perché nella seconda metà del diciassettesimo secolo, la Duchessa di Norfolk fu la prima donna a guadagnarsi da vivere scrivendo. Era la moglie dell’uomo più ricco d’inghilterra, ma i suoi conti se li pagava con ciò che scriveva. Suo marito non si immischiò mai nelle attività letterarie di Margaret – ma non le negò mai il suo appoggio.
E la gente aspettava per strada che passasse la sua carrozza, per guardarla, e magari gridare “Mad Madge!” … però c’era.
Persino Samuel Pepys volle andare a darle un’occhiata, e ne parlò nei suoi diari.

E io voglio bene a Margaret Cavendish perché descrisse la scrittura come una “onorevole malattia”.
Una frase che credo contenga la verità.
Non è poco.