strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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l Tao e la Top100 di Amazon

Accadde parecchi anni fa.
Per festeggiare la mia laurea, mio padre mi iscrisse a tradimento al corso per agenti e rappresentanti della Camera di Commercio di Torino.
Ora che mi ero “tolto la soddisfazione” di laurearmi, potevo prendermi una licenza da agente e rappresentante e andare a fare “un lavoro vero” – vendere auto usate, ad esempio1.

Questo fa di me, credo, l’unico geologo in Italia con alle spalle – fra le altre cose – un corso di marketing.
Che divenne utile in seguito, quando mi ritrovai proporre i miei corsi di aggiornamento post-laurea, e ancora dopo, quando ebbi occasione di partecipare alle discussioni del gruppo Marketing for Scientists.

E poi ho letto un sacco di altre cose – un po’ perché sono una persona curiosa, un po’ perché, nel momento in cui si entra nel meraviglioso mondo del self-publishing, un sacco di cose cascano sul tavolo dell’autore/editore.
Tutte quelle cose di cui normalmente si dovrebbe occupare un editore – copertina, editing… e sì, anche marketing.
E quindi ho dovuto imparare.
Soprattutto dai miei errori.

E a questo punto, perché non farci un ebook? Continua a leggere


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Come essere Meravigliosi

9782501057011OK, io il libro che vedete qui a fianco non l’ho letto in francese, ma in inglese.
Tuttavia, ho sempre ammirato molto e la copertina, e il titolo.
Un po’ di saggezza in un mondo di bruti.
Perché non provarci?

Negli ultimi tempi, nella Blocco C della blogsfera, sono arrivate strane vibrazioni, dal mondo esterno.
Un incremento della brutalità nella comunicazione, da parted i persone – blogger, autori, professionisti dell’editoria, giornalisti – che dovrebbero fare della comunicazione la propria specialità.

Si passa dall’autore che ti contatta per una recensione sul tuo blog e propone di passarti direttamente la recensione già scritta da uno più affidabile di te, all’editor che espone in pubblico le brutture dei lavori sui quali ha lavorato per convincerti a ingaggiarlo, all’editore o sedicente tale che dileggia i propri autori pubblicamente o viceversa, gli autori che sbeffeggiano chi li ha pubblicati.
Insomma, una gran caciara.
Senza contare le brutalità sfuse – quelle fondate sul semplice fatto che, apparentemente, quando comunichiamo, uno dei due deve stare sopra, e l’altro sotto.
E loro vogliono stare sopra.
Quelli che vi chiamano barboni, quelli che loro sì e voi, idioti, mai.

Cos’hanno in comune tutte queste persone?

Semplice – non sono persone meravigliose. Continua a leggere


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Revisioni

Ho un paio di giorni liberi – merce rara, di questi tempi – e ho perciò messo mano al prossimo gradino nella mia ipotetica scalata ad Amazon.

Il Destino dell’Iguanodonte è stato finora “l’altro ebook”.
Se Il Crocevia del Mondo è stato quello sul quale ho fatto tutti i possibili esperimenti, fino ad arrivare alla versione “definitiva” intitolata Avventurieri sul Crocevia del Mondo, l’Iguanodonte è sempre stato un po’ defilato.
Ci sono stati problemi di formattazione del file.
C’è stata un’ampia revisione nella quale la versione in formato pdf è andata perduta.
Il Destino dell’Iguanodonte è un volume valido quanto Il Crocevia del Mondo, e probabilmente più omogeneo.
Ma non ha avuto la stessa fortuna.

È giunto perciò il momento di dargli una ripulita, e provare a farlo camminare con le sue gambe nel grande mondo là fuori.

I lavori di revisione comportano

 . un cambio di titolo
Il Destino dell’Iguanodonte è circolato gratuitamente per quasi due anni, ed è perciò impossibile ritirarne le copie disponibili in rete.
E poi, perché ritirarle? L’Iguanodonte resta un’ottima pubblicità per se stesso nella nuova incarnazione commerciale.
Ma Amazon non ama le omonimie, e serve comunque un segnale per informare i lettori che questo è un nuovo volume.
Perciò, nuovo titolo: l’ebook si intitolerà Avventurieri alle Porte del Tempo.
E ringrazio Angelo Benuzzi per l’idea di un titolo così calzante, e che oltretutto richiama il volume precedente*.

 . un cambio di copertina
Per gli stessi motivi citati sopra – e per evitare che qualcuno scambi la vecchia versione gratuita per quella nuova a pagamento.
O viceversa.
Peccato, perché la vecchia copertina mi piaceva molto.
Dovrò inventare qualcosa.

 . una completa revisione
Eliminare i refusi, correggere gli errori fattuali (ce ne sono un paio), snellire il testo dove serve.
I capitoli devono essere ristrutturati, e le due parti del volume sono rese più bilanciate.

 . materiale extra
Non meno di quaranta pagine (circa 10.000 parole) di materiale in più, tra ampliamenti di ciò che c’è già, e materiale completamente nuovo.
Ho consultato una dozzina di nuovi volumi (il che significa anche un ampliamento della bibliografia), e ci sono cose assolutamente favolose.
Un esempio?
Il caso del furto della balenottera di Capo Cod.
O il dirottamento del mastodonte di Otisville.
Ma dovrete leggere il libro per sapere di cosa si tratti.

 . illustrazioni
Avendo scoperto il trucco di usare un board di Pinterest per illustrare Avventurieri sul Crocevia del Mondo senza renderlo inaccessibile, anche Avventurieri alle Porte del Tempo userà lo stesso trucco – con un board pubblico contenente un centinaio di fotografie, disegni, link e materiale extra.

 . addendum
Un breve estratto da Avventurieri sul Crocevia del Mondo verrà pubblicato in coda al volume.
Per invogliare il lettore del secondo ebook a leggersi il primo.
Ma non troppo lungo – non vorrei che i lettori avessero l’impressione di aver pagato per della pubblicità.

 . il marketing
Voglio vendere Avventurieri alle Porte del Tempo al maggior numero di persone possibili – sì, perché sono un avido approfittatore, ma anche perché credo sia un ottimo testo.
Alla voce “marketing” per le Porte del Tempo vanno elementi disparati come
. la scelta del prezzo di vendita
. la scrittura di una quarta di copertina che acchiappi più gente possibile
. la già citata copertina
. lo sviluppo di una strategia sui social network
. la definizione di campagne promozionali

Un sacco di cose, da fare in due giorni.
Ma stiamo andando spediti, e tutto pare filare per il verso giusto.
Dopo tanti mesi trascorsi all’ombra del suo predecessore più popolare, forse sta arrivando anche l’Ora dell’Iguanodonte**.
Maggiori dettagli in futuro.

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*I due titoli significano anche che ora abbiamo fra le mani una vera e propria serie.

** L’Ora dell’Iguanodonte – bel titolo!


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Troppo tardi per cercarsi uno psichiatra?

Interrompiamo la serie di post su titoli fantasy che fino a vent’anni or sono avevamo, ed ora non ci sono più, per segnalare l’uscita di The Sword & Sorcery Anthology, pubblicata dalla Tachion Books.

Cosa?
Una pausa pubblicitaria su strategie evolutive?!

Non esattamente.
I gentiluomini della Tachion presentano infatti così il loro peraltro corposo volume…

In effetti, dal momento in cui ho visto la copertina, non ho smesso di pensare ad Aragorn...

Terrifying barbarians, cunning mages, and daring heroes run rampant through these exceptional classics of the exciting sword & sorcery genre. From Robert E. Howard to Jane Yolen, this fast-paced anthology is a chronological gathering of influential, inventive, and entertaining fantasy adventure stories. In “Tower of the Elephant,” Conan takes up jewel thievery but, as is his wont, proves far better with his sword. “The Flamer Bringers” finds anti-hero Elric infiltrating a band of bloodthirsty mercenaries and outwitting a powerful sorcerer. “Become a Warrior” is the unexpected tale of a child who loses all she holds dear, only to gain unforeseen power and unlikely revenge. Further entries come from early sword & sorcery legends such as Jack Vance and Catherine Louise (who wrote as C. L.) Moore, the next wave of talents including Fritz Leiber and Michael Moorcock, and modern trendsetters like Karl Edward Wagner and David Drake. An original story from Michael Shea rounds out this essential anthology, which will particularly appeal to fans of action-oriented fantasy titles such as The Lord of the Rings and the Song of Fire and Ice series.

OK, fatemi causa… l’idea che Leiber, Moorcock e Vance possano piacere ai fan della action-oriented fantasy del Signore degli Anelli mi ha fatto stramazzare dalle risate(*).
E Jirel di Joiry, col suo bikini di bronzo, strappata viva e urlante dalla Terra di Mezzo, non c’è dubbio.

Action oriented fantasy??!!(**)
Tolkien??!!

Fanuilos le linathon, nef aer si nef aeron... no, aspetta, linnathon con due enne...

Hahahahahahaha… non c’è possibilità di fuga… al confronto dei Signori del Marketing, Sauron e Saruman sono come Totò e Peppino…

(*) Non fate quella faccia, seriosi ipersensibili! Non dico che un lettore di Tolkien non possa apprezzare Fritz, Mike o Jack… dico semplicemente che se uno arriva a Leiber, Moorcock o Vance (o Wagner, o Moore, o Drake…) pensando di trovare qualcosa di simile a Tolkien, è destinato al disappunto – e peggio ancora se crede che LOTR sia action-oriented.

(**) Hahaha… action-oriented… soprattutto i passaggi in versi scaldici scritti in elfico… hahaha, scusate, sono troppo spudorati!


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15 e non più di 15 (%)

Cominciamo con un caso particolare.

Alcuni giorni or sono, sul blog di M. John Harrison, viene citato un libro che l’autore inglese dice buono, e che pare interessante.
Ground Control, di Anna Minton.
Su sicurezza e felicità nelle aree urbane.
Molto opportuno, si direbbe.

Ora, la regola è, mai fare ordini da Amazon dopo il 10 agosto – i pacchi vanno perduti nell'”emergenza ferragosto” (Ferragosto arriva tutti gli anni il 15 del mese, ma le poste riescono comunque a farsi cogliere di sorpresa – come a Natale).
Però dai… un Penguin… ecchessaràmai…

Amazon.it mi lascia il volume a circa dodici euro.
Più le spese di spedizione.
A meno che, naturalmente, io non trovi un libro da appena più di otto euro da ordinare assieme, sopra i venti euro, le spese di spedizione non si pagano.
Ora, non è che mi manchino titoli da otto euro – o da tre, cinque, quattro, sei, due – in lista di lettura.
Ma è che… non mi va che mi si obblighi a sperperare denaro che sperpererei di mia iniziativa comunque.
Mi sta bene che le mie debolezze vengano incoraggiate, non imposte a forza.
E poi… BookDepository.co.uk mi lascia lo stesso libro a nove euro.
Inclusa la spedizione.
E quand’è così…

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Quindici album

Meraviglie del marketing.
Pochi giorni or sono, dovendo incassare uno di quei buoni acquisto, della serie

sorry, quello che hai ordinato è estinto. Ci complimentiamo per il buongusto dimostrato nella scelta, ci dispiace per l’inconveniente, ma i quattrini non te li restituiamo, beccati ‘sto buono e aggiustati.

ho ordinato quindici album di musica jazz.
Negli ultimi tempi, infatti, la mania dei remasters ha preso una strana piega, per cui esistono case discografiche che riversano, dopo aver dato loro una ripulita, tre o quattro album storici su un paio di CD, e li buttano sul mercato ad un prezzo ridicolo.

Tipo, per dire 5 euro.

Ora, il vecchio jazz, se piace, ha una cosa, di buono – è difficilissimo beccarsi fregature.
Basso prezzo + alta qualità = perché no?

E così, ho spulciato il loro catalogo e…

1 . … Ho raccattato un po’ di musica per i tramonti estivi
Ci fu un tempo in cui ascoltare Martin Denny e Les Baxter era considerato di cattivo gusto.
Kitsch.
O, per dire, un po’ strano…
Addirittura sessualmente ambiguo.
Ma ora grazie al cielo non ascoltiamo più la musica con gli occhi, e Real Game Jazz ha rimasterizzato e re-impacchettato tre album del primo, e quattrodel secondo, e li ha buttati sul mercato al solito prezzo delle patate.
Di Denny posso quindi ora vantare il fondamentale Quiet Village, colonna sonora della lounge generation, disco essenziale dello scapolo suburbano vintage, più Afro Desia (capito il doppiosenso?) e l’orientaleggiante Hypnotique. Tutti e tre usciti nel ’59, a dimostrazione che il buon Denny, al suo apice, lavorava a cottimo.
Di Baxter, il quartetto di dischi non include, ahimé, la colonna sonora de L’Orrore di Dunwich, ma ci sono South Pacific e African Jazz, Jungle Jazz e The Wild Guitars.
Ora si prende un bibitone guarnito con uno strano ombrellino, si abbassano le luci e si guarda il tramonto…

2 . … Ho quasi completato la mia collezione di dischi di Anita O’day.
Conosco molti appassionati di jazz, e molti ascoltatori occasionali, che giurano e spergiurano nel nome di Billie Holliday.
Che era bravissima.
E che, scherziamo?
Io però ho sempre preferito Anita O’Day, una donna che ha percorso praticamente tutta la storia del jazz – dal big band allo swing al bebop, e oltre. Una donna dura, con una vita travagliata (pare sia indispensabile per essere stelle di prima grandezza) ed una voce fantastica.
Non è a vanvera la definizione di “Frank Sinatra al femminile”.
Ho una pila alta così di sue incisioni, ma beccare Anita Sings the Most, The Lady is a Tramp, An Evening with…, e Anita, vale a dire quattro titoli che mi mancavano, riuniti per cinque euro in due CD, pare un piccolo miracolo.
Rimasterizzazione e riversamento dell’inglese Avid Jazz, eccellenti.
Ma voi non sapete di cosa sto parlando, giusto?
Ascoltate…

3 . Ho fatto conoscenza con Eartha Kitt
OK, confessione di un appassionato di Jazz – io di Eartha Kitt avevo solo un paio di brani in collezioni sfuse, e un pezzo su un disco di Pete Townshend, in cui Eartha faceva la parte di un drago venuto dallo spazio.
Non sto scherzando.
E poi naturalmente ricordavo la Kitt nella parte di Catwoman nel Batman con Adam West.
E i film, i telefilm… il fatto che avesse fatto scoppiare a piangere Ladybird, la moglie di Lyndon Johnson, facendosi cacciare dalla Casa Bianca e giocandosi la carriera…
Ma non l’avevo mai sentita come si deve.
Al meglio.
Proprio all’inizio dei ’60.
Che voce! Che tecnica – come una Edith Piaf incarognita e maledettamente sicura delle proprie doti – non solo canore.
Quindi, quattro remaster della Avid servono a colmare una lacuna sostanziale.
E poi c’è una canzone che mi ricorda una mia ex…

E come trovata di marketing funziona – ho già messo gli occhi su un 4 x 2 di Julie London…

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Il libro giusto, nel momento sbagliato

Ma alla fine, mi è piaciuto?
Non lo so.

Per l’ultima uscita a Urbino, mi sono portato – fedele alla linea – un bel paperback spesso.
Popco, di Scarlett Thomas, è unbel tomo di oltre 500 pagine, con una copertina un po’ troppo astratta per i miei gusti, e le pagine bordate di blu elettrico.
Della Thomas mi hanno parlato molto bene di The End of Mr Y, ma Popco mi acchiappava di più, col suo vago sentore di romanzo cospirativo.
E così, Popco sia – due serate di lettura, neanche spiacevole.

Di cosa si tratta.
Della storia che si svolge durante un campo di brainstorming per dipendenti di un’azienda produttrice di giocattoli.
È stata identificata una fascia di pubblico che rimane impervia al marketing aziendale, ed i dipendenti più brillanti e “insoliti” vengono riuniti in una villona a Darthmoorper sviluppre un prodotto-killer, ed una strategia-killer per venderlo.
La protagonista ha un background insolito – è cresciuta coi nonni, matematici legati alla squadra di crittografia di Bletchley Park, ha passato quasi tutta la vita a risolvere rompicapi matematici – un feroce atteggiamento anticonformista ad oltranza e una certa confusione nella propria esistenza.
La permanenza al campo di studio la porterà a mettere in questione la moralità di chi le paga lo stipendio, ed a scoprire tutta una serie di spiacevoli segreti.

Ma la trama è, di fatto, un pretesto.
Il romanzo della Thomas – uscito nel 2004 – è in effetti un costrutto memetico studiato a tavolino, con lo scopo dichiarato di veicolare tutta una serie di idee che dovrebbero portare il lettore a riflettere sullo strapotere del marketing, e sulla natura manipolativa dell’economia contemporanea.
Frattanto, impariamo un sacco di storia della matematica, e un sacco di matematica, ed anche parecchie cose su crittografia.
E marketing.
E non è neanche una cattiva idea.
Ed infatti il romanzo ha ricevuto recensioni più che positive presso la stampa britannica, e gode di un “cult following” in patria.

Nel mio caso, tuttavia, il libro non funziona particolarmente bene.
Il metatesto storico-matematico mi riserva ben poche sorprese – sono cose che conosco già.
Alan Turing? Fatto.
Il Manoscritto Voynich? (Ah!!) fatto, fatto eccome.
La Macchina Enigma? Fatto.
Charles Babbage? Vogliamo scherzare?
Al contempo, la diffidenza nei confronti del mondo corporativo, frutto di una lunga carriera come freelance, ed una lunga associazione con elementi che vivono di cospirazione, è ormai ben radicata nel mio modo di leggere la realtà.
No Logo? Letto.
Totnes? Fatto.
Mattel vs Hasbro? Fatto.
Hello Kitty? Appunto…

Ciò mi lascia solo con la trama, che da sola è un po’ pochino.
Bella la storia di pirati.
Il resto è un po’ prevedibile.

Insomma, Popco è un bel romanzo.
Ben scritto.
Con delle ottime idee.
Ed animato da un intento completamente condivisibile.
é il classico romanzo ediucativo, solo che l’educazione veicolata non è quella mainstream.
È una lettura piacevole.

A meno che non siate dei geek quarantenni.
In quel caso, The Invisibles di Grant Morrison farebbe di più al caso vostro.
Ma naturalmente lo avete già letto.


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Gioco di Società

Interessante, interessantissimo post su Fronte & Retro, nel quale Max Citi sviscera un altro degli aspetti oscuri del mercato editoriale – come vengono proposti dagli editori i volumi che i librai piazzano poi sugli scaffali, e noi acquistiamo.

Gustosissimo, l’esempio fatto da Massimo sullo stile di proposta di un testo da catalogo, usando come esempio un classico che tutti conosciamo…

Occhiello: «Un thriller a sfondo religioso nell’Italia della Controriforma»

Bio: «A. M. È stato un giovane ribelle e anticonformista e un raffinato poeta.
Ora è ritenuto uno degli scrittori più interressanti e innovativi
dell’Ottocento italiano. La sua è una voce inconfondibile, attenta e
partecipe dei più profondi moti dell’animo umano. Ha pubblicato…
»

Riassunto: «Sullo sfondo di una Lombardia colpita dalla Peste nera, un crudele feudatarioterrorizza il popolo e il clero minore imponendo col sostegno degli invasori spagnoli la sua legge, una legge fatta di soprusi, rapimenti, violenze e stupri. Sarà un giovane contadino al quale l’infame signore, aiutato da una lasciva religiosa, ha rapito la promessa sposa a riunire intorno a sé le forze e le personalità capaci di fermarlo per sempre

Come osserva Massimo, non è poi così difficile fare de «I promessi sposi» una via di mezzo tra un fantasy e un thriller morboso.

Il che mi suggerisce un nuovo giochino di società – quello di presentare come aspiranti best-seller da catalogo i classiconi della nostra gioventù….

I Tre Moschettieri.
Madame Bovary.
Tarzan.
Guerra e Pace.

Prossimamente, su questi schermi.