strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Merlino

Parliamo di libri, tipo book club, per queste settimane di quarantena e di auto-esilio forzato.
Il ciclo arturiano non sembra godere, di questi tempi, di una particolare popolarità – con l’eccezione de Le Nebbie di Avalon, di Marion Zimmer Bradley, che resiste soprattutto – io credo – nella memoria dei lettori (vedo che è ancora disponibile, a quanto pare in due volumi), il resto della materia di Britannia sembra essere passato in secondo piano, rispetto a quando io ero un ragazzo.

All’epoca avevamo due serie TV (una francese molto filologica ed una inglese allegramente pseudostorica), un cartone animato piacevolmente surreale (The Square Knights of the Round Table, nella versione originale), un film Disney basato nientemeno che sull’opera di T.H. White (che uscì negli Oscar Fantasy), e successivamente una serie di cartoni animati giapponesi, un gioco di ruolo (Pendragon, uscito nel 1985), e poi naturalmente Excalibur di John Boorman… e a ben guardare, anche prodotti diversi come il ciclo di Lyonesse di Jack Vance avevano un che di arturiano.

Poi… basta.

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Mary Stewart, 1916-2014

MarystewartScopro solo ora la scomparsa, avvenuta il 9 di questo mese, di Mary Stewart.
Nel 1970, la Stewart pubblicò The Crystal Cave, il primo dei tre volumi della Trilogia di Merlino.
Mary Stewart era una popolare autrice mainstream, che aveva esordito negli anni ’50 come autrice di narrativa storica e romantica e per ragazzi, ed uno dei suoi romanzi – The Moon Weavers – era anche stato adattato per lo schermo dalla Disney.
Furono tuttavia i romanzi del ciclo di Merlino a renderla una autrice da best-seller internazionale.
I tre romanzi (a Crystal Cave seguirono The Hollow Hills e The Last Enchantment) entrarono nella lista dei bestseller in molti paesi e rappresentano uno dei cicli fantasy più popolari anche fra i lettori non orientati al genere.

27689La trilogia – che l’autrice ampliò con due altri volumi, nel 1983 e nel 1995 – è uno dei primi fantasy arturiani che mantengano un forte elemento storico.
In questo senso si tratta di romanzi indispensabili, che hanno gettato un’ombra lunga su una quantità di testi successivi (a cominciare dai lavori arturiani di Marion Zimmer Bradley).

Si tratta naturalmente di una lettura vivamente consigliata (per lo meno la trilogia originale).
D’altra parte, mi domando davvero se ci sia qualcuno là fuori che non l’abbia letta – quando andavo al liceo era alla pari con i libri di Stephen King fra i miei compagni di scuola.
Possibile che sia stata dimenticata?

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