strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Visitate il Regno Yamatai!

Gli appartenenti alla mia generazione ricorderanno certamente la vecchia serie di cartoni animati incentrata sulle imprese di Jeeg, storica serie d’animazione giapponese (all’epoca non sapevamo ancora che si chiamavano “anime”) nella quale un tizio che sembrava Little Tony si tramutava in un robottone per debellare le orde del Regno Yamatai agli ordini della popputissima regina Himika.

La versione revisionista dei fatti esposta dalla bionda nel filmato qui sopra rimane piuttosto discutibile.

Fortunatamente, per chi oggi volesse conoscere i fatti reali relativi al Regno Yamatai, consultando tanto le fonti cinesi originali quanto una summa aggiornata delle principali scuole archeologiche, non sarebbe più necessario più affidarsi a caroni animati e fumetti.
È infatti finalmente disponibile presso le migliori librerie (online – ad esempio il solito Amazon), il polposissimo Japan in Five Ancient Chinese Chronicles: Wo, the Land of Yamatai and Queen Himiko, dotto studio di Massimo Soumaré sull’argomento, pubblicato dalla Kurodahan Press.
Come dicono quelli che se ne intendono…

Japan in Five Ancient Chinese Chronicles is a stimulating and valuable investigation into the earliest periods of Japanese recorded history. Archaeological finds from Japanese tombs can be better understood by combining Japanese historical resources such as the Kojiki and the Nihonshoki with precise dating of the Chinese dynastic histories. Massimo Soumaré’s original research sheds new light on formerly obscure aspects of intercultural exchange, and contributes to our knowledge of the whole of Eastern Asia.

E ancora…

Although there are many works covering important dates and discussing how various cultural and other elements entered Japan, until now there has never been a comprehensive study of how the Japanese (the “Wo”) were viewed by the Chinese in ancient times. Independent Italian scholar Massimo Soumaré corrects this imbalance with Japan in Five Ancient Chinese Chronicles.

Non un libro sui cartoni animati, quindi, ma un serio studio storico, unico nel suo genere per molti versi, molto ben documentato e riccamente illustrato, che riproduce anche le fonti originali.
Non ci troverete robottoni d’acciaio o altra lega, o magli perforanti.
Ma tutto il resto c’è.
La Regina Himiko ed i suoi consiglieri.
Il Regno Yamatai.
I misteriosi reperti archeologici.
Le tombe a tumulo.
La Campana di Bronzo.
Gli antichi rituali.

A quaranta dollari per trecentocinquanta pagine, il volume non è proprio a buon mercato.
Ma d’altra parte, non ci sono serie alternative, e il volume vale fino all’ultimo centesimo speso per procurarselo.
Scritto con un taglio divulgativo, e diretto a tutti coloro che abbiano un interesse per la storia antica o per l’Estremo Oriente, il volume non dovrebbe spaventare i lettori “non specialisti”.

Sì, lo so, è in inglese.
Ma si tratta di un inglese meravigliosamente leggibile, mirabilmente tradotto con cura e attenzione dall’originale italiano che mai da noi vide le stampe.
Credetemi.
Vale ogni centesimo.

NOTE:
1) sì, l’ho tradotto io.
2) perché è in inglese e non in italiano? Chiedetelo ai vostri amici editori…
3) perché da noi si chiamava Himika mentre storicamente era Himiko? Probabilmente i traduttori del cartone animato temevano che, con un nome in -o, i giovani virgutlti nazionali potessero pensare che la popputa biondazza armata d’ascia fosse un travestito…

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La Ruggine non Dorme Mai?

Forse è vero.
O forse è Sadako/Samara, di Ring, a non dormire mai.
La mia unica certezza, è che Massimo Soumaré non dorme mai – ed a riprova della mia tesi, eccolo comparire sul blog di Viv’arte, in una nuova Intervista Starnuto.

Non dite poi che non vi avevo avvertiti….

Comunque è bello vedere che si interessano tanto a noi… a Napoli.
Pare che la stima di cui godono i nostri progetti aumenti con il quadrato della distanza da questo buco nero intellettuale che è la Capitale Sabauda.

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Apparizione pubblica

L’idea era quella di organizzare la più articolata mostra di grafica e illustrazione giapponese mai messa in piedi in Italia.
O altrove.

un percorso storico dell’evoluzione dell’arte giapponese dagli Ukiyo-e fino alla moderna illustrazione fantastica tramite diverse centinaia di lavori originali. Accanto alle stampe di nomi ben noti quali quelli di Hiroshige, Hokusai, Utamaro e tanti altri sara’ possibile vedere rari emakimono e numerose illustrazioni di ben quindici illustratori contemporanei nipponici di fama internazionale.
[…] in concomitanza con la mostra sono previsti in tutto il Piemonte numerosi eventi culturali legati al Giappone che vedranno anche la partecipazione di scrittori ed autori giapponesi, americani ed italiani.

https://i1.wp.com/www.geocities.com/yinyang_online/ukyoe2.jpg
Dopo alcuni mesi di discussione e pianificazione, contatti internazionali e trattative con varie incarnazioni l’amministrazione cittadina, ora siamo al dunque, o così pare.

Venerdì 12 settembre 2008, a Palazzo Lascaris, Torino, si terrà una breve ma sostanziosa conferenza pubblica di presentazione del progetto….

alla presentazione interverranno tra gli altri Gianfranco Torri, docente della facolta’ di design del Politecnico di Milano e del corso di comunicazione visiva dell’Universita’ di Torino, le professoresse Murasaki Fujisawa e Akane Fujisawa, rinomate esperte e docenti nel campo dell’ Ukiyo-e e della storia del periodo Edo (1603-1867)

… oltre al noto (e spesso frequente su queste pagine) yamatologo Massimo Soumaré (al quale abbiamo soffiatole due citazioni qui sopra), ed al sottoscritto.

Se vi capita di essere da queste parti, fate un salto a Palazzo Lascaris.
Sarà interessante.