strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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La forma delle cose a venire

Piccolo bollettino sulle novità in cantiere.
Tanto per tenere aggiornati coloro che sono interessati, e cercando di non annoiare troppo chi interessato non è.

I prossimi mesi saranno mesi campali in ambito lavorativo, quindi il tempo sarà scarso.
Ma poiché in TV non c’è mai nulla di buono, perché non passare le serate a scrivere?

Ecco dunque cosa abbiamo in programma da qui a… bah, diciamo da qui a Natale, salvo imprevisti.

Scrittura

 . The Hand of Isfet
Il secondo racconto nella serie di Aculeo & Amunet si svolge sulla costa del Mediterraneo, pochi giorni dopo gli eventi di Bride of the Swamp God.
Al momento la storia è completamente delineata, e abbiamo un primo migliaio di parole della prima stesura.
Le storie di Aculeo & Amunet richiedono una cura enorme, non tanto nella stesura, quanto nella revisione, quindi non ho una data ipotetica per l’uscita.
Il più presto possibile dovrà bastarvi.
Poiché non è stato possibile includerlo in coda a Bride of the Swamp God, il prologo di The Hand of Isfet verrà pubblicato come teaser su Karavansara poco prima dell’uscita*.

tsaxcoversmall. Tyrannosaurus Sax
Visto il sucesso di Tyrannosaurus Tex, non dare un seguito al racconto sarebbe stato da sciocchi.
Se T. Tex è un western, allora T. Sax sarà un noir.
Il racconto è delineato e la prima stesura è attorno alle 500 parole.

. racconto ancora senza titolo per il prossimo Alia
Sì, lo so, avevo detto che non intendo più scrivere narrativa in italiano.
Ma avevo anche detto che ci sono eccezioni, che ci sono persone alle quali devo ancora una storia – lo staff di Alia è un esempio di queste persone.
Cosa sto scrivendo?
La trama è delineata, la storia deve ancora essere sviluppata.
Diciamo che sarà una space opera?
Diciamolo.

 . un racconto per il concorso Distopie Impure
Vale il discorso fatto qui sopra.
Mi sono divertito molto con Ucronie Impure, stimo le persone coinvolte nell’organizzazione, e quindi scriverò una storia per il concorso.
Non sarà facile, perché io sono sostanzialmente un ottimista, e le distopie mi mettono tristezza.
Però mi piacerebbe, per una volta, arrivare davanti al mio amico Alessandro Forlani.
E ho visto la copertina del volume, e voglio avere una mia storia sotto a quella copertina.
Senza contare la possibilità di annoiare ancora una volta con la mia prosa gli idioti.
E poi voglio i quattrini del premio – ricordate? Voglio pagare la mia uscita a Londra, agosto 2014, coi proventi della mia scrittura.
Questa è una buona occasione per fare cassa, ammesso di avere una storia abbastanza buona**.
La storia è abbozzata, c’è una specie di outline e qualche tentativo di scrittura sparso, qualcosa ne verrà fuori.
Nuova edizione corretta ed ampliata

Revisioni

Sto revisionando Il Destino dell’Iguanodonte, per ampliarlo e farne una versione illustrata*** a pagamento su Kindle come è stato per il mio precedente saggio, Avventurieri sul Crocevia del Mondo (che al momento rimane il mio bestseller).
Sarebbe bello arrivare ad avere un testo definitivo per uscire a Natale.

Traduzioni

Il progetto misterioso di traduzione senza nome è stato messo in frigo durante l’estate, ma si appresta a riprendere.
Seguiranno notizie.

Giochi di Ruolo

C’è Claws of the Purple Cat, uno scenario per Call of Cthulhu, 7th Edition, scritto per tre quarti e già pesantemente testato su cavie umane, che dovrò finire per la fine del mese per poi spedirlo all’editor.
È molto bello – o così mi hanno detto i playtester.

In fase di delineatura o documentazione

 . Fire Treasure
La terza storia di Aculeo & Amunet.

 . Tyrannosaurus Lex
Il terzo racconto della serie dei tirannosauri – un peplum.

 . un nuovo saggio per il mercato in italiano
La logica conclusione di un progetto che ho sviluppato, proposto, rivisto e rimaneggiato per un decennio.
È ora di infliggerlo al mondo.
Non dico altro per scaramanzia, e per evitare che “loro” mi rubino i pensieri.
La scrittura comincerà nel periodo di Natale, spero di uscire per Maggio 2014.

E intanto, sempre pensando al Natale 2013, sto lentamente lavorando sulla versione cartacea di Avventurieri sul Crocevia del Mondo.

E questo, credo, è tutto.

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* La serie di Aculeo & Amunet comporta anche progetti ulteriori – book trailer, materiale extra per il web, eccetera.
Lavoro, lavoro, lavoro…

** No, non provo particolari pudori all’idea di scrivere per denaro.

*** farla illustrata significa naturalmente trovare le immagini, ed imparare a inserirle in un documento mobi in maniera sensata.


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A passeggio attorno al mondo con Eric Newby

Che poi si finisce sempre a parlare di libri, da queste parti.

Ora, uno sarebbe portato a pensare che dopo la pila alta così di resoconti di viaggio letti per documentare Avventurieri sul Crocevia del Mondo, di libri di viaggio ne avrei avuto abbastanza per un po’.
E forse è anche così – il prossimo progetto di storia pulp è infatti abbastanza diverso.
Ma intanto, è inutile, a me la scrittura di viaggio piace.
E così investo tre belle banconote da un euro per altrettanti volumi usatissimi di Eric Newby.

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Il londinese Newby fu un personaggio piuttosto eccentrico – di quelli che piacciono a me.
Nato nel 1919, lasciò presto la scuola per mettersi a lavorare nella pubblicità.
Poi, nel 1938, si imbarcò per due anni come marinaio su un veliero che batteva la Rotta del Grano dall’Australia all’Europa.
Ci scrisse un libro – The Last Grain Race.
Nel ’42, durante la guerra, operò sulle coste della Sicilia, venne catturato, e fece la via crucis dei campi di prigionia italiani, finendo a Fontanellato, in provincia di Parma.A_Short_Walk_in_the_Hindu_Kush_cover
Dopo l’Otto Settembre, si rifugiò in Appennino, dove conobbe Wanda, una donna slovena che alla fine della guerra divenne sua moglie.
E su tutta quell’avventura, ci scrisse un libro – Love and War in the Appennines.
A questo punto tornò in patria, dove simise a lavorare come addetto acquisti in un laboratorio di sartoria, finché non gli venne chiesto se gli avrebbe fatto piacere fare un giro in Afghanistan, per scalare una montagna da quelle parti – una zona in cui nessun inglese si avventurava da sessant’anni.
Lui ci andò, e ci scrisse un libro – A Short Walk in the Hindu Kush.
Era il 1958 – non aveva ancora quarant’anni.
A questo punto gli offrirono di scrivere di viaggi – che non è poi un’idea così scema, a pensarci bene, e Newby divenne l’editor della sezione Viaggi dell’Observer.
E così continuò a scrivere di viaggi, ricevendo premi e sfornando infiniti articoli e una ventina di volumi, fino alla sua morte, nell’ottobre del 2006.

I suoi primi titolisono considerati i migliori – i critici osservano che negli ultimi anni della sua vita Newby innestò forse un po’ troppo spesso il pilota automatico.
Ma un autore come Newby che scrive con la mano sinistra rimane una voce inconfondibile e ed un gran piacere sulla pagina.
Newby è ironico, British ma al contempo alla buona, ed ha un occhio per il dettaglio che è perfettamente servito da una prosa molto diretta e piacevole.

Ora, grazie ai buoni auspici di postini volenterosi, di librai assennati e di biblioteche desiderose di liberarsi di volumi che tanto non legge più nessuno, ho qui con me le copie usatissime di
. A Short Walk in the Hindu Kush, paperback rivenduto all’esercito della salvezza
. On the Shores of the Mediterranean – cronaca di quarant’anni peregrinazioni… già, sulle coste del Mediterraneo, in tre continenti. Un libro che ha viaggiato, con la costola malandata ma perfettamente leggibile.
. A Book of Travellers’ Tales – una bella collezione di testi tratti da diari e cronache, racconti di viaggiatori, avanti e indietro per il globo; un hardback massiccio e splendido del quale la libreria di Perth si è liberata dopo che in vent’anni era stato preso in prestito solo tre volte.

Una bella selezione.
Per le lunghe notti d’inverno.
E poi, chissà… potrei tirarci anche fuori qualcosa di buono…


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Sword & Soul

Strane connessioni.

https://i0.wp.com/www.zone-sf.com/images/imaro1.jpgLa cosa comincia con una e-mail di Charles de Lint, che segnala l’uscita di un nuovo volume di Charles R. Saunders – autore che all’origine ebbe poco successo, secondo de lint perché classificato come “sword & sorcery“, un genere “che non ha grande mercato”.
Mah.
Ignoto al pubblico nazionale, Saunders è stato uno dei primi (se non il primo) autore di fantasy di colore, ed a cavallo fra gli anni ’70 e gli anni ’80 pubblicò una serie di romanzi imperniati su un personaggio, sospeso fra Conan e Tarzan, di nome Imaro.
Gli exploit di Imaro, se prevedibili per certi canoni della Sword & Sorcery, sono particolarmente interessanti per il modo in cui incorporano il paesaggio e l’immaginario africano.

Saunders li definisce Sword & Soul, perché l’azione avventurosa è imperniata sui tratti specifici dell’anima di un popolo.
Pur restando Imaro un outsider, un uomo senza tribù in un mondo tribale.

Il che mi porta a ragionare lungo una tangente: certo l’Africa è, con l’area maediterranea e – in misura minore – l’oriente, uno dei luoghi che paiono fatti apposta per la sword & sorcery e che sono stati finora trascurati.
Se non dagli autori, certo dagli editori.

Bello sarebbe sfruttare un falso passato mediterraneo per ambientarci delle storie di avventura e magia.
Pochi hanno sfruttato l’arsenale omerico – c’è qualcosa del solito Sprague de Camp, c’è qualcosa di Avram Davidson, un paio di cose di Poul Anderson, poco altro.

https://i0.wp.com/www.sciencedaily.com/images/2007/07/070723173312.jpgSarebbe bello farci qualcosa di nuovo – anche per sfuggire alla zuppa pseudoceltica e medioevaleggiante che imperversa sugli scaffali e che onestamente dopo un po’ stanca.
Il Mediterraneo offre ampi spunti – civiltà di mercanti, imperi perduti, città-stato, creature sovrannaturali originali (meglio i satiri degli elfi), pirati…

Col suo mosaico di culture, il Bacino Mediterraneo delle epoche leggendarie ha in fondo le stesse caratteristiche del mondo pret-a-porter dell’era Hyboriana, con una omogeneità di default che potrebbe facilitare il lavoro allo scrittore.

Si potrebbe creare un eroe che incarni l’anima dei popoli mediterranei – più portato alla discussione che al combattimento, più astuto che eroico, amantre della buona cucina e delle belle donne, pronto alla risata ma feroce nella vendetta, che si muova con ritmi lenti in un paesaggio fatto di capre, ulivi, pietraie e ampi tratti di mare.

Non sarebbe male, no?

Il problema, piuttosto, è che la sword & sorcery mal si adatta alle millanta pagine standard dell’epica fantastica che ora pare sia la norma.
Difficile reggere con un buon livello per più di duecento pagine, se non ricorrendo ad espedienti che, nelle mani di autori meno che eccelsi, rischiano di mostrare rapidamente la corda.
Vengon bene i racconti – ma chi li pubblica, poi?

E poi c’è la questione dello status di outsider dell’eroe della sword & sorcery – che non parla per una nazione o una fede (come l’eroe della High Fantasy), ma spesso per entità sociali più moderne.
Difficile incastrare un simile personaggio nell’antichità classica tout court.
A meno di essere Omero.
Tocca inventarsi un mondo – o si finisce a scrivere certe mediocri saghe pseudostoriche più vicine al rosa-hard che non alla letteratura fantastica.
E inventarsi un mondo nuovo dai sapori mediterranei non è affatto facile: sulle coste del Mediterraneo, per ciò che riguarda la sword & sorcery, siamo prigionieri della nostra storia.

Però c’è da pensarci…