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Il ritorno di Becky Sharp

Una delle (troppe) definizioni di pastiche è “una tecnica letteraria che impiega una imitazione lieve ed ironica dello stile altrui”.
Imitazione, quindi, ma non solo.
Anche “opera messa insieme combinando più imitazioni di lavori di autori diversi”.
Un pasticcio.
Un pastiche.

Il genere viene considerato con una certa superiorità dei lettori colti – che si leggono gli originali.
Ma spesso, i lettori colti non sanno cosa si perdono.

Immaginiamo di poter miscelare William Makepeace Thackeray, Howard Phillips Lovecraft, Henry Rider Haggard, Edgar Rice Burroughs, Jules Verne, Herman Melville, Joseph Conrad, Merriam C. Cooper e molti altri in un empio frullatore narrativo.
Il risultato potrebbe assomigliare al gustosissimo The Eldritch New Adventures of Becky Sharp, dello sceneggiatore e fumettista Macah S. Harris.
Un romanzo breve, pubblicato dalla minuscola e indipendente Minor Profit Press, il volumetto rappresenta la più ribalda ed eterodossa possibile aggiunta allo scaffale lovecraftiano di orrori e nefandezze.
La trama: Becky Sharp, già anti-eroina di Thackeray, viene cooptata dalla Grande Razza di Yith come agente confidenziale; la sua missione: impedire il ritorno di Cthulhu.
Tutto il resto è unastravagante, decisamente ben scritta cavalcata attraverso la cultura popolare e l’imaginario del fantastico vittoriano.
Fino a R’lyeh.
E oltre.

Si potrebbe desiderare di più?
Sì – una intera serie dedicata alla deliziosa (e malignissima) Becky.
Ma per il momento possiamo accontentarci.

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