strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Scienziati contro mostri

fragment_usa_pbxxPuò capitare di decidere di leggere un libro per ricavarne un paio d’ore di divertimento disimpegnato, e scoprire invece di avere fra le mani uno di quei romanzi di fantascienza che sono poi il genere di storia che ci ha spinti a cominciare a leggerla – e magari a scriverla – la fantascienza.

Fragment, di Warren Fahy, ha tutte le carte in regola per essere un bel giocattolone roboante pieno di mostri, ammazzamenti creativi e paranoia rampante.

La trama in sette parole – una squadra di scienziati che partecipa a un reality show inciampa su un’isola zeppa di mostri.

OK, sono più di sette, ma ci siamo capiti.
E come bonus aggiungiamo che – se le creature dell’isola raggiungessero la terraferma, la vita sulla terra come noi la conosciamo si estinguerebbe.

Il fatto è che Fragment è più di un giro nel tunnel dell’orrore.
Fahy racconta una storia di scienziati che si comportano da scienziati.
E se è vero che la prima infornata di scienziati sulla spiaggia di Henders Island fa una fine orribile, i sopravvissuti e i rinforzi si dimostrano persone intelligenti, sensibili, con un senso dell’umorismo e non semplicemente carne da cannone. Continua a leggere


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Michael Crichton

Il 4 novembre è scomparso Michael Crichton.
Cancro.


Aveva 66 anni.

È noto – e ben documentato – il fatto che io non abbia mai amato i suoi romanzi, popolati di personaggi di cartone e zeppi di info-dump stralciati direttamente da testi di riferimento.
Se La Grande Rapina al Treno rimane un buon intrattenimento, e Andromeda ha regalato una sana dose di brividi ad una generazione, in tempi recenti la sua produzione aveva avuto alcune cadute: i sequel di Jurassic Park sono deboli, Timeline è risibile, e State of Fear rimane un testo odioso per il suo taglio ideologico.

As a writer he was a kind of cyborg, tirelessly turning out novels that
were intricately engineered entertainment systems. No one — except
possibly Mr. Crichton himself — ever confused them with great
literature, but very few readers who started a Crichton novel ever put
it down.

Beh, io sono evidentemente uno di quei pochi.

Ma al livello al quale operava Crichton, le critiche, positive o negative, non hanno significato.
Ciò che conta è il numero di copie vendute – che è devastante.
Il New York Times definisce correttamente Crichton un autore a formula.
E la formula evidentemente funzionava, se un così grande numero di persone ha tratto piacere dalla lettura dei sui libri.

Like most genre fiction, the Crichton novels are windup toys of a sort,
and in memory it’s hard sometimes to keep them all straight. We recall
them by their themes and issues — the plague book, the gorilla story,
the train-robbery one, the airplane thriller — and not for their
characters or their fine writing. But they are nevertheless toys that
require a fair amount of craftsmanship. Despite their way of latching
on excitedly to the latest new thing, they often gleam with
old-fashioned polish.

Al di là delle considerazioni e dei gusti personali, il genere ha perduto uno dei suoi pesi massimi.

Addendum: segnalo il bell’articolo in memoriam di Crichton pubblicato da David Brin sul suo blog


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Tesori sommersi

Non è mai troppo tardi per rivedere un pregiudizio.
Finesettimana – lettura leggera.
Anche per riprendersi da Eon, di Greg Bear – che è bello, indiscutibilmente, ma come certe arrampicate in montagna, può lasciare senza fiato.

Confesso di aver scelto Grave Descent, nel catalogo Hard Case, principalmente per via della copertina.
Dà l’idea del genere di romanzo che si legge volentieri in un finesettimana piovoso – e che non rischia di debordare oltre finesettimana.
Sottile, non troppo impegnativo, ben scritto per essere un thrillerino da finesettimana (in effetti è sabato sera ed è già andato).
La prosa è asciutta, l’azione ben delineata, non ci sono sbavature e perdite di tempo.
L’autore, John Lange, mi è completamente sconosciuto, ma mi riprometto di scovare altri suoi libri.

Completamente sconosciuto?
O no?
Beh, no.
Perché John Lange è lo pseudonimo col quale Michael Crichton – laureato in medicina con l’hobby della narrativa – pubblicò thriller agli inizi della sua carriera, prima di diventare un autore certificato di bestseller e uno sceneggiatore di lusso.
E la cosa curiosa è che questo romanzino di John Lange mi è piaciuto più di qualsiasi cosa io abbia letto di Crichton.
Senza riserve.

Il motivo, in retrospettiva, non è tanto da ricercarsi nella copertina, quanto nella struttura.
Trattandosi di un thriller mondano e contemporaneo – a differenza dello storico La Grande Rapina al Treno o del fantascientifico Jurassic Park – Grave Descent è meravigliosamente privo dei massicci data dump che costellano invece le opere più recenti di Crichton.
Non avendo la necessità di rimpinzarci di dettagli storici o di fattoidi scientifici o pseudoscientifici, John Lange può concentrarsi sulla storia, sui personaggi, scrivendo un buon romanzo che fila come un diretto e mantiene le poche promesse fatte.
Non dovendosi dibattere su complicazioni artificiose e colpi di scena “cinematici”, Lange scrive meglio di Crichton.
Se solo Timeline avesse goduto della stessa snellezza di Grave Descent!