strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Ritorno ai fondamentali

Questo post è una specie di piano bar del fantastico, e nasce da una osservazione che mi è stata fatta durante il weekend, e che faceva più o meno

sì, OK, facile sfottere chi conosce solo Conan e il Signore degli Anelli, citando titoli in inglese – cosa dovrebbe leggere secondo te, in italiano, uno che non voglia sentirsi dare dell’ignorante quando parla a vanvera del fantastico?

E la prima risposta è naturalmente “il più possibile”, ma ammettiamolo, sarebbe barare.
Uno dei seri problemi, per un lettore che si avvicini in questo momento alla letteratura di genere è non la povertà degli scaffali, quanto l’assenza di una memoria storica. Io sono stato fortunato (e con me quelli della mia generazione): andando in libreria trovavamo una certa quantità di novità, è vero, ma anche i classici, il più recente Premio Hugo e una ristampa di storie apparse su Astounding o Weird Tales negli anni ’30. E avevamo delle ricche introduzioni, per cui si leggeva un romanzo e se ne scoprivano altri sette. Era un mondo perfetto? No – io cominciai a leggere in inglese per spendere di meno e per poter leggere cose che in italiano non si trovavano, ma c’era una grande varietà, ed era possibile vedere lo sviluppo del genere dalle sue origini al presente, lì, sullo scaffale.
Possiamo farlo ancora oggi?
Certo, possiamo battere le bancarelle per cercare quegli artefatti di un’epoca più civile, ma se volessimo qualcosa che non sia stampato su carta ingiallita e fragile? Magari delle traduzioni aggiornate? Magari un po’ di apparato critico moderno che ci faccia venire delle idee?

Una risposta me la suggerisce la seconda risposta che ho dato al mio interlocutore…

Beh, stanno per ristampare tutto Lankhmar, no?

Perché difficilmente qualcuno che abbia letto le storie di Fafhrd e del Gray Mouser se ne uscirà con la storia che la sword & sorcery è il genere letterario popolato di uomini muscolosi. E la nuova edizione Mondadori, da quello che ho visto nelle anteprime, è meravigliosa.
E tra parentesi è Fa’ferd, non Fatfard.
Ma torniamo al problema di partenza – cosa leggiamo?

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Dieci Libri #9 – Michael Moorcock

E ovviamente dovevamo arrivarci, a Moorcock, prima di raggiungere il decimo volume di questa serie. Dopotutto Moorcock aleggia su questa serie da tempo, con le sue influenze su Mary Gentle e Colin Greenland, e Brian Talbot. Il vero problema, naturalmente, è decidere quale libro selezionare. Perché francamente Elric – che è l’unico titolo che il 90% dei lettori di fantasy sembrano conoscere di Mike Moorcock – non è che mi abbia cambiato la vita.

Ma se non Elric, allora cosa? Il ciclo di Corum? O Jerry Cornelius?
O magari Gloriana?
Ecco, Gloriana, or the Unfulfilled Queen sarebbe già una scelta migliore, ed in effetti è stato a lungo in forse. Ma in effetti, c’è un libro che, per me, è più importante di questi.

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Gli spiriti degli antenati

Charles Lyell – noto ai più come il padre della geologia – pubblicò le sue osservazioni e le sue riflessioni nel 1830, in un volume inrtitolato, tanto perché non ci fossero dubbi, I Principi della Geologia.
O meglio

I Principi della Geologia: ovvero un tentativo di spiegare i passati cambiamenti della superficie della Terra, con riferimento alle cause ora in atto.

Sarebbero seguiti altri due volumi.

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Io mi procurai una copia dei Principles of Geology di Lyell quand’ero studente di geologia – edizione abridged della Penguin, perché in Italia non risultava reperibile. Credo di averne anche già raccontato.
Mi venne detto – da un paio di docenti, badate, non dai miei compagni di corso – che si trattava di tempo buttato. Era un testo vecchio e inutile, superato, pieno di errori.
Meglio studiare per gli esami.
Ma senza fretta, aggiunse carogna un (allora) assistente

tanto una volta laureati sarete tutti disoccupati

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Orione, il Cacciatore

9780812532470Quando uno sconosciuto cerca di ucciderlo con una bomba a mano, causando una strage in un locale di New York, John O’Ryan comincia a porsi delle domande su se stesso.
Anonimo impiegato in un’azienda hi-tech, O’ryan scopre di non avere memoria che vada oltre i tre anni, di non avere, a tutti gli effetti una vita – ed al contempo di possedere capacità fisiche e mentali inaspettate.
Poi, la donna che lui ha salvato nell’esplosione al locale muore, divorata dai topi nella metropolitana di Manhattan…
La verità è che nella colossale partita a scacchi fra i Creatori, John O’Ryan è Orion, il Cacciatore – destinato a vagare per il tempo e lo spazio, a caccia del Male, per garantire la sopravvivenza dell’umanità.
Ma il confine fra il Bene e il male è molto discutibile. Continua a leggere


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Fantasy senza fantasia, il Ritorno

Era il 20 marzo 2007, quando in un post agli albori di questo blog mi lamentavo di come un curatore di una nascente collana di fantasy, avesse indicato agli aspiranti autori una lista di titoli di riferimento che si limitava a (in questo ordine)

Eragon
Il Signore degli Anelli
Le Cronache di Narnia
Harry Potter
eccetera

Premesso che ho sempre considerato eccetera un titolo sopravvalutato, lo sconforto che provai sette anni or sono è il medesimo che provo oggi nel leggere le sinossi dei romanzi fantasy che il signor Amazon non manca di segnalarmi quotidianamente.

Storie prive di immaginazione, scritte da persone prive di immaginazione, per un pubblico privo di immaginazione.

Sempre in quel post di sette anni fa, proposi una lista di titoli che io avrei considerato indispensabili nel curriculum minimo di un autore di letteratura fantastica… Continua a leggere


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Una lista di lettura

A sorpresa, un post del piano bar del fantastico, senza immagini, ma con un sacco di link.

Procediamo con ordine – sono stato intervistato.
Da Valentina Marchetti, per DazebaoNews.
La mia intervista la trovate qui, insieme con una mia foto.
Non credete a quell’immagine – è stata photoshoppata ad arte.
Io in realtà sono snello e bellissimo.

Riguardo ai contenuti dell’intervista, tuttavia, una delle mie risposte ha già stimolato la curiosità dei fan, ed il giovane Angelo, da Londa, mi scrive e mi dice…

Davide ora pretendo di sapere qual è il miglior libro di Fritz Leiber, il migliore di Henry Kuttner, di Lyon Sprague De Camp, di Michael Moorcock, di M. John Harrison, di Jack Vance e di Gene Wolfe.

E chi sono io per negarmi la possibilità di pubblicare una bella reading-list, e far scucire un sacco di soldi al mio amico Angelo?

E allora, proprio solo una lista di titoli con brevi commenti, per elencare queli che secondo me sono i titoli consigliati di… Continua a leggere


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Spade & Stregoneria

Piano bar del fantastico, quello vero – torniamo a parlare di sword & sorcery, anche perché questa è la settimana dedicata (anche) al genere.
Voi potete immaginare perché.

La sword & sorcery, come abbiamo discusso due giorni addietro, forse non è neanche sempre fantasy, o piuttosto, si colloca al confine fra più generi.
L’orrore sovrannaturale.
La narrativa avventurosa.
L’hard-boiled.
I generi delle vecchie riviste, insomma.

kuttner3Al periodo delle riviste appartengono gli eroi di Howard e quelli di Leiber.
Ma anche – visto che questo è un post che vuole anche segnalare un po’ di titoli – le storie di Henry Kuttner: The Dark World, e quella breve abortiva serie su Elak di Atlantide che è stata anche tradotta da noi (da Fanucci e poi forse da Newton). Ed Elak non è certo all’altezza di Conan, ma ha un suo perché.

Poi, morte le riviste, c’è un periodo confuso*, ma a partire dai primi anni ’60 – con le ristampe popolari di Conan curate da Sprague De Camp – e fino a metà degli anni ’80, il genere prospera sul mercato dei paperback. Continua a leggere


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Il ritorno di Aculeo & Amunet

È con malcelato piacere che annuncio l’uscita di Lair of the White Ape, il secondo ebook della serie dedicata alle avventure di Aculeo & Amunet.

aculeo & amunet 2 - makeover-smallLa nuova storia è una novelette da poco più di 10.000 parole, in inglese, che si vende per poco più di un euro – sì, voglio arricchirmi alle vostre spalle.

Come tutti i titoli della serie, si tratta di uno stand-alone – potete leggerlo senza problemi anche se vi siete persi il primo. O potete prima leggere il primo epoi leggere questo.
O viceversa, se questo dovesse piacervi, potrete leggere il primo senza particolari problemi – e scoprire come sia partita l’intera vicenda.

La mia escursione nel campo della sword & sorcery sta prendendo una piega quantomai classica – il che non è che mi dispiaccia.

Il piano originale era di scrivere le storie dedicate ai miei due “eroi” (le virgolette sono d’obbligo) in maniera più o meno cronologica.
Al primo, Bride of the Swamp God, avrebbe dovuto fare seguito Hand of Isfet, che si svolge circa due settimane dopo il precedente. Continua a leggere