strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Il ritorno del digital divide

22792-vzochat-video-chatLa settimana passata, con tutto che eravamo a cavallo fra Pasqua e il 25 aprile, mi hanno offerto un lavoro.
No, davvero.
Un’azienda straniera.
Si trattava oltretutto di un lavoro che ho fatto in passato, con un discreto successo – insegnare italiano agli stranieri.
Sostanzialmente conversazione.
Nulla di straordinario, come pagamenti, ma col vantaggio di avere orari flessibili e di poter lavorare da casa.
Non male, viste le prospettive attuali.

In teleconferenza.

E quindi ho dovuto rifiutare. Continua a leggere


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Il Re dei Giardini di Marvin

Ah, le gioie della lingua inglese.

In inglese, “geek”

the term referred to a carnival performer often billed as a wild man whose act usually includes biting the head off a live chicken, bat, snake or bugs

Uno che stacca la testa a morsi alle galline vive.

E qui su questo blog, di tanto in tanto, qualcuno mi lancia una gallina viva (vero, Maria Grazia?).
Una gallina viva come questa

«Tra ieri e oggi mi sono occupata solo del Monopoli», ha detto il primo cittadino [Letizia Moratti] a chi le chiedeva novità sul nodo dell’eventuale acquisto delle aree dove si svolgerà l’Expo 2015. «Milano è al momento fuori dalle 22 città che entreranno nel gioco e quindi faccio un appello ai cittadini milanesi perchè votino la loro città sul sito http://www.monopolyitalia.it perché Milano sia presente in questo bellissimo gioco»

Già, ragazzi e ragazze.
Mentre il mondo rotola attorno al sole sulla sua orbita e le lancette sembrano accelerare, mentre l’Italia è stretta nella morsa dell’afa e sepolta nel guano fino alla vita in fondo al pozzo della crisi economica, mentre politica e finanza si schiantano sotto al peso di scandali che farebbero impallidire il buon vecchio John Law, mentre la scuola muore, la ricerca inizia a decomporsi e lo sviluppo tecnologico nel nostro paese diventa una cosa che capita in Polonia, o in India,…
Mentre tutto, insomma sembra confermare che non arriveremo vivi al capodanno del 2013, qual’è il problema essenziale che angustia la dama di ghiaccio che siede sul trono di Milano, capitale morale (mica balle) del nostro Bel Paese?

[che] Milano rientri tra le 22 città che saranno rappresentate nella nuova versione del Monopoli, (che si chiamerà «Monopoly»), il famoso gioco da tavolo che presto subirà un restyling.

Ora, premesso che la mia simpatia per Milano è tale che voterei per farla inserire sì, in un gioco da tavolo, ma non in Monopoli, quanto piuttosto in Axis & Allies – per poterla bombardare…

Premesso che da giocatore di ruolo guardo con disprezzo e alterigia questo giocherello scemo e vetusto che necessita di una piattaforma in cartone e di 2D6, e nel quale i giocatori sono rappresentati dal segnaposto – funghetto, fiasco… – sono tutti uguali ed uno solo può vincere

Premesso che imbizzarrirsi su un gioco in cui si spendono milioni per costruiore case e alberghi proprio mentre la nazione è in ginocchio per le speculazioni edilizie dei soliti furbi è quantomeno di cattivo gusto…

Premesso che Monopoli, giocherello ingenuo e retrò, da un po’ di anni a questa parte esce in sedicimila edizioni diverse, una più insulsa dell’altra (quella di SuperMario? quella di Guerre Stellari?), ed ha ormai perduto ogni credibilità anche presso le parrocchie ed i circoli dopolavoristici…

Premesso che l’ultima parola su Monopoli l’aveva detta Philip Dick, tanti anni or sono…

Premesso tutto ciò…

… quante carte Esci Gratis di Prigione ci saranno, in questo Monopoli?

Perché se tanto mi dà tanto…

Indignarsi è superfluo.

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Apatéid?

E così pare che un esponente della Lega Nord, certo Matteo Savini, abbia proposto di destinare alcune carrozze della Metropolitana milanese ai soli milanesi.
Già.https://i0.wp.com/www.thefader.com/blog/files/warriors.jpg
Uno arriva in stazione e probabilmente trova dei cancelli separati, che conducono a sezioni separare della banchina – di quà, con le panche di tubolare metallico scassate, i graffiti e i cestini del pattume ricolmi, i non-milanesi pronti a riversarsi in tetri vagoni usciti direttamente da “I Guerrieri della Notte”.
Di là, con le poltrone imbottite e la filodiffusione, i milanesi che si mangiano una fetta di panettone e parlano di lavoro al cellulare mentre aspettano di salire ordinatamente sui loro sontuosi vagoni riservati.

Chissà come faranno a distinguere, fra Milanesi D.O.C. e plebe.
Documenti di viaggio diversi?
Passeggero: “Un biglietto della metro”
Tabaccaio: “Lei è di Milano?”
Un tatuaggio sulla fronte?
Un futuribile chip impiantato sottopelle a tutti i residenti?

Di sicuro, le reazioni sono state piuttosto dure nei confronti della sparata legaiola.

“E’ una proposta che offende la Costituzione e la dignità. Proposte del genere non si fanno perché sono offensive della Costituzione e della dignità delle persone, a prescindere dal colore della pelle”.

Lo ha detto Fini.
Povero Fini.
Dopo tutto quello che ha fatto per farsi sdoganare come progressista, gli tocca lavorare in un circo equestre fra nani e clown.

Comunque, tanto per dimostrare che qui da noi siamo ma molto più avanti, a Torino avevamo già trovato, una manciata di anni or sono, un metodo per aggirare il problema:

Problema risolto.

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